CONTROVERSA, COMBATTUTA, EMOZIONANTE: LA CORSA ELETTORALE DI BOLOGNA

Una ricognizione in vista delle elezioni comunali

di Gianluca Guerra

Domenica 3 e lunedì 4 ottobre circa 1200 comuni andranno al voto per il rinnovo del Sindaco, del Consiglio Comunale e dei consigli di Quartiere e Municipi

Bologna, con Napoli, Roma, Milano e Torino, sarà una delle grandi città sotto i riflettori per questa corsa elettorale amministrativa che ha assunto sempre di più un carattere nazionale: dall’esito del voto usciranno rafforzati o logorati gli equilibri romani su cui si regge il governo di ampia coalizione di Mario Draghi. 

Tra nuove alleanze, primarie al vetriolo, vecchi intrecci rivitalizzati, esclusioni importanti e una tensione palpabile, questa consultazione sembra più simile a una stagione del Trono di Spade che a una competizione che dovrebbe disegnare il futuro di migliaia di città e comuni del paese. 

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UN LIBRO PER TE – VERGINE: FRANKENSTEIN, O IL MODERNO PROMETEO DI MARY SHELLEY

di Rosalba Granata

« […] Cerco invano di convincermi che il polo è il regno del gelo e della desolazione: alla mia fantasia si presenta sempre come una regione piena di bellezza e di delizia. Là, Margaret, il sole è sempre visibile: il suo ampio disco sfiora appena l’orizzonte e diffonde uno splendore perpetuo. Là — se mi consenti, sorella mia, di fidarmi dei navigatori che mi hanno preceduto — la neve e il gelo sono banditi, e, veleggiando su un mare calmo, si può essere trasportati in una terra che sorpassa per bellezza e meraviglia ogni regione del mondo finora scoperta.
I suoi prodotti e il suo aspetto potrebbero essere senza uguali, come certo senza uguali sono i fenomeni dei corpi celesti in quelle solitudini mai raggiunte. Cosa non ci si può aspettare in un paese di luce eterna? Potrei scoprire là il meraviglioso potere che attira l’ago della bussola, e dare ordine alle migliaia di osservazioni celesti che attendono solo questo viaggio per essere sottratte alla loro apparente eccezionalità». (dall’ incipit di Frankenstein)

Frankestein è uno di quei libri che pensiamo di conoscere pur non avendolo letto. Tanti sono gli adattamenti cinematografici che la storia, entrata ormai nel nostro immaginario, ci è diventata familiare. Eppure il romanzo è affascinante, merita una lettura e lo scopriremo diverso da come lo avevamo immaginato e sicuramente, nonostante il tono a volte enfatico, ancora avvincente, ricco di spunti e suggestioni.

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6 AGOSTO/9 AGOSTO 1945: HIROSHIMA E NAGASAKI

di Roberta Merighi

Questo articolo avrebbe dovuto essere pubblicato il 6 agosto in occasione della commemorazione della prima atomica, sganciata su Hiroshima. Per un inconveniente tecnico ciò non è avvenuto. Ci teniamo comunque a darne diffusione ora, tanto più per il richiamo, allora involontario, all’attuale situazione Afghana.

«Baby is born» sono le parole con cui fu annunciato a Truman il successo dell’esperimento nucleare effettuato il 16 luglio del 1945 nel poligono di Alamogordo, nel New Mexico. La bomba atomica era nata.

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INCOMPIUTO

di Ottorino Tonelli

Ciò che si rompeva sarebbe stato rappezzato; quello che si piegava sarebbe stato sostenuto; ma, prima che se ne presentasse la necessità e senza che essa si presentasse, nessuno si sarebbe messo a fare un lavoro con un piano e con previsioni precise, nessuno sarebbe andato a stuzzicare le fondamenta degli edifici, mutando l’aspetto della città, stabilito da Dio.

Ivo Andrić, Il ponte sulla Drina

Raccontava un tecnico carpentiere in ferro inviato in Calabria per costruire una mega struttura altissima, che, quando ormai stava per completare l’opera, iniziò a sentire forti rumori e vibrazioni provenienti dal basso. Preoccupato scese a vedere di cosa si trattava: una nuova squadra di carpentieri tagliava e saldava altri elementi sull’opera in via di completamento:

– Stiamo facendo delle modifiche al progetto.

Fu la spiegazione dello strano armeggiare.

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UN LIBRO PER TE: LEONE – IL DANDY DELLA REGGENZA DI GEORGETTE HEYER

di Rosalba Granata

«Il tiro a quattro aveva ormai attraversato Newart e si inoltrava lungo una piatta campagna che non offriva grandi attrattive né si prestava a molte osservazioni. La signorina Tavernier distolse lo sguardo dal panorama e si rivolse al compagno di viaggio, un giovane seduto […]. Era una giovane donna attraente la signorina Taverner, di statura superiore alla media,  […] intelligenza dello sguardo e la piega risoluta delle labbra» (Il dandy della reggenza, Incipit) 

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UN LIBRO PER TE: CANCRO.

NATALIA GINZBURG, LESSICO FAMIGLIARE

di Rosalba Granata

«Nella mia casa paterna, quand’ero ragazzina, a tavola, se io o i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: Non fate malagrazie! Se inzuppavamo il pane nella salsa, gridava: – Non leccate i piatti! Non fate sbrodeghezzi! Non fate  potacci! Sbrodeghezzi e potacci erano, per mio padre, anche i quadri moderni, che non poteva soffrire. Diceva: – Voialtri non sapete stare a tavola! Non siete gente da portare nei loghi! E diceva: – Voialtri che fate tanti sbrodeghezzi, se foste una table d’hôte in Inghilterra, vi manderebbero subito via. Aveva, dell’Inghilterra, la piú alta stima. Trovava che era, nel mondo, il piú grande esempio di civiltà. Soleva commentare, a pranzo, le persone che aveva visto nella giornata. Era molto severo nei suoi giudizi, e dava dello stupido a tutti. Uno stupido era, per lui, «un sempio». – M’è sembrato un bel sempio, – diceva, commentando  qualche  sua  nuova  conoscenza.»  (Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, Incipit)

Il romanzo più celebre di Natalia Ginzburg si apre con la figura del padre e il suo carattere distintivo: il lessico brusco e originale. Il libro racconta infatti dall’interno la vita quotidiana della famiglia Levi, è la figlia che dipana il filo della memoria e delinea un ritratto dei componenti affettuosamente umoristico.

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NON APRITE LE SCATOLETTE

di Ottorino Tonelli

Cosa occorre per fare l’artista? La tecnica, l’ispirazione, l’aspirazione a diventare famoso, ad accumulare soldi? Forse si, ma anche e soprattutto un grande ego che lo faccia aspirare a sopravvivere al suo esistere terreno: all’eternità. Come Leonardo, Dante, Michelangelo…

Andy Warhol da giovane colorava cartelloni pubblicitari ma l’ego lo spingeva a cambiare mestiere, voleva fare il pittore d’arte. Dipinse un tot di quadri che mostrò a un importante gallerista: bocciato. Dipinse un’altra serie di quadri, stilisticamente diversi dai primi che mostrò allo stesso gallerista: bocciato. Fece una terza serie di quadri di un genere ancora diverso dai precedenti che mostrò al medesimo gallerista: approvato. Ne seguì una mostra e fu l’inizio del successo.

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UN LIBRO PER TE: GEMELLI

MEMORIE DI ADRIANO di MARGUERITE YOURCENAR

di Rosalba Granata

« “Il giorno e la notte sono i viaggiatori dell’ eternità.

Così passano gli anni. Coloro che pilotano una barca o conducono un cavallo per i campi fino a che soccombono sotto il peso della vecchiaia, viaggiano anch’essi senza tregua. Tanti grandi uomini del passato sono morti sulle strade. A mia volta sono stato tentato dal vento che sposta le nubi, colmo com’ero da tanto tempo dello stesso desiderio di errare anch’io.

Così parlava il vostro poeta Basho del nostro XVII secolo. Vagabondò per le vie del nord, con i suoi sottili sandali di paglia

Ci sono tanti motivi per viaggiare, talvolta semplici, anche se in realtà molto complessi. I motivi più ovvi sono il guadagno e l’avventura, spesso indistinguibili l’uno dall’altro…

Oppure motivi religiosi… I viaggi alla ricerca della conoscenza sono di tutti i tempi, a cominciare da quelli leggendari dei greci verso l’ Egitto…

Nei miei scritti, due viaggiatori si impongono. Uno è l’imperatore Adriano, che sembra aver posseduto le caratteristiche essenziali dei viaggiatori di tutti i tempi. Uomo d’affari e uomo di Stato, spinto da ragioni pragmatiche a percorrere tutto il vasto mondo romano del suo tempo e le sue frontiere barbariche ma spinto anche dal suo gusto appassionato per il viaggio…

Il suo fine è, ancora una volta, il desiderio di liberarsi dai pregiudizi, dalle consuetudini e di trarre intelligentemente il massimo profitto dai suoi viaggi. A ciò si aggiunge il fascino della ricerca della conoscenza.

La conoscenza dei mondi stranieri, sia nel tempo che nello spazio, ha per risultato di distruggere i limiti dello spirito e dei pregiudizi» (Yourcenar I sandali di corda del poeta Basho)

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« “Il giorno e la notte sono i viaggiatori dell’ eternità.

Così passano gli anni. Coloro che pilotano una barca o conducono un cavallo per i campi fino a che soccombono sotto il peso della vecchiaia, viaggiano anch’essi senza tregua. Tanti grandi uomini del passato sono morti sulle strade. A mia volta sono stato tentato dal vento che sposta le nubi, colmo com’ero da tanto tempo dello stesso desiderio di errare anch’io.

Così parlava il vostro poeta Basho del nostro XVII secolo. Vagabondò per le vie del nord, con i suoi sottili sandali di paglia

Ci sono tanti motivi per viaggiare, talvolta semplici, anche se in realtà molto complessi. I motivi più ovvi sono il guadagno e l’avventura, spesso indistinguibili l’uno dall’altro…

Oppure motivi religiosi… I viaggi alla ricerca della conoscenza sono di tutti i tempi, a cominciare da quelli leggendari dei greci verso l’ Egitto…

Nei miei scritti, due viaggiatori si impongono. Uno è l’imperatore Adriano, che sembra aver posseduto le caratteristiche essenziali dei viaggiatori di tutti i tempi. Uomo d’affari e uomo di Stato, spinto da ragioni pragmatiche a percorrere tutto il vasto mondo romano del suo tempo e le sue frontiere barbariche ma spinto anche dal suo gusto appassionato per il viaggio…

Il suo fine è, ancora una volta, il desiderio di liberarsi dai pregiudizi, dalle consuetudini e di trarre intelligentemente il massimo profitto dai suoi viaggi. A ciò si aggiunge il fascino della ricerca della conoscenza.

La conoscenza dei mondi stranieri, sia nel tempo che nello spazio, ha per risultato di distruggere i limiti dello spirito e dei pregiudizi» (Yourcenar I sandali di corda del poeta Basho)

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BREVIARIO PER GAZA

COSA STA FACENDO ISRAELE IN PALESTINA

di Federica Stagni


La violenza nei territori palestinesi e in Israele si è riaccesa e molte persone mi hanno chiesto dove possono trovare fonti attendibili per capire cosa sta succedendo, non potendo più contare sui resoconti distorti della maggior parte dei media italiani. Purtroppo, quello che sta accadendo adesso in Palestina non viene raccontato o problematizzato nella giusta maniera da nessuna testata giornalistica di rilievo, eccezion fatta per
Il Manifesto e Internazionale. Continue reading

UN RICORDO DI JOVAN DIVJAK

di Roberta Merighi

«Quanto manca alla cima, prof.?» mi chiedono alcuni studenti che stanno arrancando, insieme a me, su per la collina di Sarajevo dietro la nostra guida che, nonostante abbia passato i 70 anni, con passo agile e rapido vi si inerpica, rischiando di arrivare solo alla meta. Che è un belvedere, prima tappa del tour, da cui ci indica dove fossero le postazioni serbe e quelle di difesa bosniache, là sul monte Igman, la sola vetta tenuta dall’Armija, l’esercito bosniaco. E poi, ecco, si scende verso il cimitero ebraico, dove era posizionata l’artiglieria serba, che ancora mostra i segni impressi dalla guerra sulle lapidi delle tombe. E poi, visita al famoso tunnel scavato sotto l’aeroporto, unica zona franca della città, pattugliato dai caschi blu ONU francesi. Il tunnel, scavato segretamente a partire dalla cantina di un’abitazione privata, era l’unica via che permettesse i collegamenti con il resto del paese. Unica via di approvvigionamento della città devastata dagli obici e dall’artiglieria nemica e sotto il tiro dei cecchini, rimasta senz’acqua e senza gas per riscaldarsi nei lunghi e freddi inverni, e con penuria di cibo. E unica via per far entrare le armi per la difesa di Sarajevo sotto assedio, ma anche sotto embargo delle armi da parte della comunità internazionale. Continue reading