AMARCORD: BOLOGNA, LA SUA STORIA E LA BOLOGNESITÀ IN PILLOLE

 

AL DUTÀUR BALANZÀN

Tempo di Carnevale e, allora, parliamo della tipica maschera bolognese, il dottor Balanzone (al dutàur Balanzàn). Maschera che appartiene alla Commedia dell’Arte come tante altre maschere italiane e, come queste, un pò dimenticata a favore – almeno nei travestimenti infantili ed adulti – di personaggi più popolari, fumettistici e televisivi.

Indossa pantaloni al ginocchio e camicia nera ornata di un colletto bianco. Sotto le scarpe eleganti veste calze bianche e, in testa, porta un feltro a larghe tese, nero. Sotto braccio porta sempre con sé un librone, simbolo del suo sapere.

Schermata 2016-02-24 alle 13.05.56Il Dottor Balanzone, come altri personaggi, ha delle caratteristiche che rimandano ad alcune particolarità della città di provenienza. Già dal nome, che deriva da bilancia (balànza) è strettamente legato a Bologna, che vide la nascita della prima Università occidentale, nel secolo XI: è infatti stabilita nel 1088 la fondazione dell’Alma Mater Studiorum, anche se i primi veri statuti universitari risalgono al 1317. Ed una delle scuole più insigni dell’Università fu proprio quella di Giurisprudenza, di cui la bilancia è simbolo in vari ambiti, da quello astrologico a quello giuridico.

I maggiori studiosi dell’Università bolognese furono infatti studiosi di diritto, tant’è che uno dei nomi alternativi della maschera è Dottor Graziano, nome derivato da uno dei primi eruditi dell’Università, fondatore del diritto canonico e autore del Concordantia discordantium canonum, primo manuale di diritto canonico.

Nel contempo, Balanzone è anche medico, filosofo, astrologo, ovvero ‘dottore’ in molte delle branche che si svilupparono in seguito nell’ Ateneo bolognese (medicina, anatomia, astronomia, filosofia, retorica). Parla, oltre al latino maccheronico, varie lingue: francese, spagnolo, tedesco, polacco, turco o abissino.  E come tutti i ‘dotti’, Balanzone è un po’ presuntuoso e fanfarone: dispensa consigli banali, sproloquia da solo e si perde in vaniloqui inutili ma divertenti. Una sorta di dottor Purgone, praticamente suo contemporaneo, ha guarito Pulcinella da una misteriosissima malattia latina che si chiama “Sanissimo sunt”. In sostanza Balanzone incarna le diverse anime bolognesi: quella colta ma anche quella fanfarona e simpatica, da non prendere troppo sul serio. Del resto Bologna è città di contraddizioni: rossa (di tetti e politicamente) ma grassa (opulenta, ricca e materialista), fa pagare a caro prezzo posti letto e qualsiasi altra cosa. È una delle città più ‘salate’ d’Italia, senza che se ne possa capire la ragione, se non – alla fonte – il folle costo degli affitti di negozi, locali e appartamenti. Dotta, forse un tempo…

Danila Faenza

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