ASTRI E ARTE – IL FASCINO DELLO SCORPIONE: PICASSO E MONET

Autoritratto. 1907 Olio su tela cm 80,5×60. Praga.

Lo Scorpione si riconosce dagli occhi”. È la prima affermazione con cui Liz Green apre il capitolo sul segno.(1)

Barbault dice di Picasso: “I suoi occhi hanno lo sguardo nero, scorpionico, sono occhi acuti e penetranti con intensità da rapace che divora ogni cosa… Grande è l’importanza dell’occhio nei suoi quadri.

Ebbene sì… ancora Pablo Picasso. Dopo averne fatto uno dei protagonisti del Gioco delle Coppie, lo riprendo in quanto può rappresentare in modo emblematico, seppure direi eccessivo, la faccia più morbosa e violenta dello Scorpione.(2)

Caratteristiche che si esprimono fortemente nelle sue passioni amorose. Richiamo ancora il giudizio di Lea Mattarella(3):“La sua vita è nel segno dell’eros e della passione. Picasso era un seduttore compulsivo, come era compulsiva la sua arte, era insaziabile. Il suo appetito per l’arte e per l’invenzione come l’appetito erotico-sessuale, appetiti inscindibili sempre relazionabili”.

Sono aspetti che anche Barbault, che ha più volte analizzato il suo tema natale, sottolinea e, facendoci notare che Saturno si trova in posizione forte nel suo oroscopo e per di più opposto al Sole, afferma “è scorpione saturnizzato. Quindi nel momento in cui va a rappresentare le donne della sua vita cogliamo la sua aggressività distruttrice nella sua maniera di deformare i corpi, di trasformare gli oggetti, di torturare i suoi visi femminili”.

L’ombra, 1953, dipinto a olio e carboncino su tela (130 x 97 cm). Museo Nazionale Picasso di Parigi. È solo apparentemente un quadro semplice. L’ombra è quella dello stesso pittore che guarda la scena. È quasi una riflessione sulla propria pittura. L’ombra del pittore non si proietta infatti nella stanza della sua casa, ma su un suo quadro che raffigura la stanza della sua casa. Picasso guarda se stesso, la sua vita e la sua opera (Melania Mazzucco, La Repubblica 15-09-2013).

Quello che invece non ho ancora preso in considerazione e che mi preme mettere in risalto è il tema della passione civile. Sicuramente è sorretto dall’altra componente importante del suo tema, quella del Fuoco. Gli astri di fuoco (Ascendente Leone e Luna in Sagittario) segnalano l’intensità e l’ardore delle sue passioni.

In questo ambito il quadro più emblematico è Guernica, forse tra le sue opere più famose.

Picasso vive in modo drammatico la tragedia della guerra civile spagnola e in particolare l’atroce bombardamento dell’aviazione tedesca sulla cittadina di Guernica e il suo dipinto diviene la denuncia indimenticabile della barbarie del fascismo e della guerra.

Guernica ci trasporta in un universo apocalittico: una donna urla tenendo tra le braccia il figlio ucciso dalle bombe, un’altra donna sulla destra muore tra le fiamme e solleva le braccia al cielo per manifestare la propria disperazione, un cavallo agonizzante può simboleggiare la sofferenza di tutti gli esseri viventi.

Lo Scorpione è, come già dicevo nella Rubrica Astrologica, un segno complesso e difficile. E, come abbiamo visto con I fratelli Karamazov di Dostoevskij, è il segno dalle tipologie più diverse, può andare dal demone fino al santo.

Proprio per questo non ero soddisfatta della scelta di trattare unicamente Picasso che rappresenta solamente il lato inquietante del segno, lato che lo fa percepire da molti come “pericoloso”.

Del resto i Miti collegati allo Scorpione mettono in evidenza proprio questo aspetto della violenza istintiva, incontrollabile, spesso strettamente legata alla sessualità. Artemide per punire l’oltraggio del cacciatore Orione lo fa uccidere da uno Scorpione uscito dalle viscere della terra ed Euridice, nello scorpionico mito di Orfeo, muore per il veleno del serpente mentre sta fuggendo da un tentativo di violenza carnale. Sicuteri(4) afferma: “Vino, sesso, violenza si confondono con il sangue e il dolore: sono le tonalità negative dello Scorpione. Ma quando lo Scorpione riesce a portare luce nei luoghi dell’oscurità, quando riemerge arricchito dall’acqua paludosa dell’inconscio, la potenza e la forte energia pulsionale si rivelano non più distruttive, ma fertili portatrici di creativa rigenerazione.

Per illustrare anche altre sfaccettature occorrerebbe accostargli quindi altri artisti.

Uno di questi può essere Claude Monet.

A questo pittore tanto conosciuto e amato avevo pensato fin dall’inizio e ancor più questa estate forse per suggestione di un intrigante noir, Ninfee nere, ambientato a Giverny, ultima residenza del pittore. Ma quali aspetti scorpionici potevo mettere in risalto? Devo ammettere che questo mi sfuggiva.

Guardando il suo tema non appare fortemente caratterizzato unicamente dallo Scorpione, infatti solo il Sole (tra l’altro “ingentilito” dalla congiunzione con Giove) si trova nel segno e molti pianeti sono in Sagittario.

La Luna è in Cancro, altro segno d’acqua. Ed ecco allora l’aspetto che posso mettere in rilievo, quello dell’Elemento Acqua.

Nella pittura impressionista l’acqua è spesso presente anche per la sua capacità di originare suggestivi giochi di luce e riprodurre la mutevolezza della realtà. E l’acqua in Monet la troviamo protagonista fin dall’inizio nei suoi dipinti, l’acqua della Senna, del Tamigi e persino l’acqua della laguna veneziana.

Manet lo definisce il Raffaello dell’acquaL’Acqua per l’astrologia rappresenta l’emotività, la ricettività, e soprattutto l’inconscio. Quella dello Scorpione è l’acqua stagnante, è questo il suo habitat naturale dove ha la necessità di ritirarsi e da cui poi esce rigenerato e più forte di prima. Nell’antichità, l’acqua palustre era considerata sacra proprio per questo potere rigenerativo.

I Paesaggi d’acqua

La passerella giapponese, 1899, 81,3 x 101,6 cm. National Gallery of Art, Washington fa parte di una serie di ben 12 quadri che rappresentano un panorama dipinto sempre dallo stesso punto di vista, il Ponticello giapponese. Monet si concentra sul colore molto particolare del ponte e sulle piante acquatiche sotto di esso. L’acqua non appare trasparente come avviene tradizionalmente, ma cerca quasi di mostrarcene la “profondità”. Inoltre è evidente l’influenza, come in molte sue opere, della pittura giapponese.

Negli ultimi anni Monet passa dall’acqua del mare a quella dello stagno e il soggetto privilegiato della sua pittura diviene il giardino d’acqua della sua casa di Giverny. Infatti nel 1890 aveva realizzato il sogno di acquistare il terreno della casa e aveva iniziato a progettare il giardino con lo stagno in cui coltivare le ninfee.
Le ninfee sono piante totalmente acquatiche e prediligono l’acqua ferma degli stagni. Le loro lunghe radici si attaccano al fondale, fissandosi al fondo fangoso.
Ecco quindi la nuova serie, le Ninfee. Questo ciclo comprende circa 250 dipinti.
Le Serie(5), nelle quali lo stesso luogo viene ritratto in diverse ore del giorno e in diverse condizioni atmosferiche, rappresentano quindi l’intento di Monet di riprodurre la mutevolezza della realtà. Pare quasi che la pittura diventi uno straordinario strumento conoscitivo.

Per Clemenceau L’occhio di Monet…rende più penetrante e acuta la nostra percezione dell’Universo.

E in questo rifugio della vecchiaia, in questo giardino, quasi un Atelier en plain air, nonostante la vista vada indebolendo, porta avanti la sua eterna battaglia con il divenire delle cose e la mutevolezza della realtà.

Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare.

Evidenti le affinità elettive con Proust, nonostante questo scrittore abbia sicuramente tenuto presenti anche altri pittori per il personaggio di Elstir, in un passo della Recherche descrive un paesaggio dalle atmosfere simili a quelle del giardino creato da Monet. “Un’aiuola d’acqua sulla quale galleggiano fiori di diversi colori”.

Galleggia un fiore di ninfea scarlatto… Più in là fiori più fitti e più pallidi… bianco e rosa… Per mantenersi sempre in accordo… Con quel che vi è di più profondo, di più fuggevole, di più misterioso…- Con quel che c’è di infinito – sembrava averle fatte fiorire in pieno cielo”.

Quando gli amici René Gimpel e Georges Bernheim si recarono nel 1918 a vedere l’ultima opera di Monet, apparve loro uno strano e affascinante spettacolo: “Un panorama fatto d’acqua e di ninfee, di luce e di cielo. In quell’infinità acqua e cielo non avevano né inizio né fine. Ci parve d’essere presenti a una delle prime ore della nascita del mondo”.

Ninfee, 1920-1926, Museo Orangerie.

Rosalba Granata

Note

  1.   Liz Green: Astrologia e amore, Astrolabio.
  2.   Sicuteri: Astrologia e mito.
  3.   In Scorpione, Il gioco delle coppie.
  4.   Sicuteri: Astrologia e mito.
  5.   Le Ninfee sono precedute da altre serie. La più celebre: La cattedrale di Ruen (1892).

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