LEZIONI DI ASTROLOGIA: BILANCIA – VENERE NELL’ASTROLOGIA, NEL MITO, NELL’ARTE

di Rosalba Granata

«Lo bel pianeta che d’amar conforta». (Dante)

Venere ha l’aspetto di una stella lucentissima ed è visibile soltanto poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto, per questa ragione è spesso stato chiamato dai popoli antichi la “Stella del Mattino” o la “Stella della Sera”.

I Babilonesi lo indicavano come “chiara fiaccola” e “il diamante scintillante al sole”.

Dante colloca nel cielo di Venere, il terzo del Paradiso, gli spiriti amanti.

Venere in Astrologia

Nella Bilancia troviamo il domicilio di Venere. Se la Venere del Toro assumeva le caratteristiche dell’antica divinità Astarte, la Venere della Bilancia è invece Afrodite, dea della Bellezza e dell’Amore.

Lisa Morpurgo afferma: «Possiamo comprendere meglio la natura di Venere tenendo presenti i rapporti tra Venere e Marte. I due pianeti, pur rappresentando energie antagonistiche, collaborano entrambi alla meccanica dell’amore sessuale. Ma è la sola Venere a rappresentare gli aspetti affettivi del rapporto».

Infatti nella Bilancia, settimo segno dello Zodiaco opposto all’Ariete, si passa dalla centralità dell’io all’incontro con l’altro, quindi naturalmente è il segno della coppia, del matrimonio.

Il Mito di Amore e Psiche, che è quello che si collega più strettamente al segno, mette però in evidenza come per realizzare una vera unione sia necessario un cammino. Ci sono tappe nella costruzione di una coppia: le incertezze e le incognite dell’incontro, la disponibilità alla conoscenza, il rischio della delusione, la costruzione dell’intesa. Ci sono prove da superare. Abbiamo già affrontato questo tema in Astrologia e Mito.

Vari terapeuti hanno analizzato le prove a cui Psiche viene sottoposta da Venere ritenendole vere e proprie tappe di un percorso di crescita, un “cammino iniziatico” che porta Psiche a un profondo cambiamento.(1) È un cammino iniziatico utile non solo per i nati sotto il segno della Bilancia, ma per tutti noi.

Siamo abituati ad accostare le caratteristiche della Bilancia unicamente a Venere, ma in questo segno il domicilio di Venere si associa alla esaltazione di Saturno, quindi anche il severo e raziocinante Saturno è pianeta della Bilancia.

Se Venere è Amore, Leggiadria, Bellezza, Eleganza, Armonia, Saturno è Legge, Rigore, Giudizio, Dovere, Privazione.

Questo ci chiarisce la natura della Bilancia. Certamente è in primo piano la raffinatezza estetica, che consiste nell’importanza del fattore della forma, nel portare elementi dispersi sotto modelli coerenti di ordine e bellezza. Non è il segno “dolcissimo”, come alcuni vorrebbero definirlo, ma anzi la presenza di Saturno lo rende selettivo e raziocinante.

Calvino, scrittore di questo segno zodiacale, scrive che sin dall’antichità il temperamento influenzato da Saturno, malinconico e contemplativo, sia proprio degli artisti e di sé afferma: «Sono sempre stato anch’io un saturniano… Il mio culto per Mercurio corrisponde forse solo ad una aspirazione, a un voler essere: sono un saturnino che sogna di essere mercuriale e tutto ciò che scrivo risente di queste due spinte»(2).

Venere-Afrodite nel Mito

«Zacinto mia, che te specchi nell’onde

Del greco mar, da cui vergine nacque

Venere, e fea quell’isole feconde

Col suo primo sorriso…». (Foscolo)

Afrodite nata dalla schiuma del mare, Afrodite la dorata, Afrodite che ama il sorriso(3).

Così la cantano i poeti e la rappresentano i pittori. È la dea dell’Amore, della Bellezza, dell’Unione.

Le immagini, le parole evocative si accavallano immediatamente nella nostra mente, nei nostri sensi, eppure ci accorgiamo che quando cerchiamo di definirla abbiamo difficoltà: Venere è un simbolo che mal sopporta le definizioni.

Racconta Esiodo che Afrodite, Figlia di Urano e Gea, nacque dal mare generata dal sangue dei genitali del padre scagliati nell’Egeo dal figlio Crono. Da carne e sangue uscì una bianca schiuma e da essa, presso l’isola di Citera, sorse la dea.

È nata adulta Afrodite, perfetta nella sua bellezza.

Trono Ludovisi, marmo (104 cm x 144 cm), Roma, Museo di Palazzo Altemps.

Nel Trono Ludovisi sono le Ore che la accolgono, che si prendono cura di lei, sono le Ore che beneficiano per prime del suo sorriso.

Dopo averne raccontato la nascita, i miti greci si incentrano sui suoi molteplici amori. E moltissimi sono i suoi amanti come moltissime sono le facce dell’amore.

Tra quelli più noti sicuramente Ares con cui tradisce il marito Efesto. E Omero ci racconta di come questi si vendica prendendoli in trappola in una rete. Venere e Marte rappresentano due polarità opposte: l’Amore e la Guerra. E da loro nasce Armonia.

 

Ma Ares non è il solo dio amato dalla dea. Abbiamo già detto di come Ermafrodito sia nato dai suoi amori con Ermes.

E molte e intense sono anche le storie con i mortali. Con il giovane Anchise per esempio.

Lo seduce e solo dopo aver fatto l’amore gli rivela la sua natura divina. Da loro nasce Enea, l’eroe troiano della pietas.

Forte è la passione per il giovane bellissimo Adone che cade vittima di un feroce cinghiale. Per la sua morte la dea si dispera e fa nascere dal suo sangue fiori dolci e delicati: gli anemoni.

Tanti e diversi sono quindi gli amori di Afrodite. Del resto nulla è più sfumato, ricco di gamme, traslazioni e trasformazioni quanto l’affettività umana, che comprende anche altro oltre alla sfera romantica e sessuale.

Nel suo bellissimo libro Le dee dentro la donna Bolen, terapeuta junghiana, scrive: «Venere è con noi ogni volta che ci innamoriamo di persone, di luoghi, di idee…», e aggiunge: «Ogni volta che ha luogo una crescita, che viene coltivata una visione , incoraggiata una scintilla di creatività…ciò significa che Afrodite è presente».

Venere nell’Arte

Sterminato è il numero delle Veneri rappresentate dagli artisti di ogni epoca. Sempre immagine assoluta di Bellezza. E anche principale opportunità per rappresentare il nudo femminile!

Moltissime le statue dell’antichità, purtroppo spesso gli originali si sono perduti. Tra queste l’Afrodite nuda scolpita da Prassitele. Lucano nel II secolo a.C. inizia così la sua dettagliata descrizione: «È una bellissima statua di marmo pario, sulle cui labbra contratte è appena accennato un sorriso insolente…».

Una delle più celebri, la Venere di Milo, è al Museo del Louvre di Parigi.

Dal Rinascimento in poi possiamo affermare che tutti i maggiori artisti abbiano rappresentato Venere. Possiamo quindi ammirare quella idealizzata di Botticelli, oppure quella più fisica di Tiziano, tenuta poi come modello da tanti pittori.

Tiziano, Rubens e Velasquez ci hanno poi lasciato affascinanti immagini di “Venere allo Specchio”, nelle quali appare l’aspetto più seduttivo della dea.

Nello specchio di Venere, del preraffaellita Burne Jones, Venere è tra nove donne giovani e avvenenti che si specchiano in uno stagno che riflette con chiarezza le loro immagini. Venere è tra loro, ma si distingue nettamente dalle altre: la sua posizione è eretta, lo sguardo distaccato, il colore della veste chiaro e luminoso. La sua bellezza, al contrario di quella delle creature terrene, è eterna, non soggetta allo scorrere del tempo.

Edward Burne-Jones, Lo specchio di Venere, olio su tela (120 cm x 200 cm), 1875.

Nella Lezione sull’Ariete avevo utilizzato, oltre al Parnaso di Mantegna, un quadro di Botticelli che la ritraeva accanto a Marte(4).

Sempre di Botticelli, pittore ufficiale del raffinato ambiente umanistico dei Medici conforme ai dettami della filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino, è Venere che nasce dalle acque che rappresenta l’idea perfetta di bellezza femminile nell’arte.

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, tempera (172 cm x 278cm), Firenze, Galleria degli Uffizi, 1485.

Il disegno è armonioso e delicato. Venere si trova su una conchiglia che avanza sulle onde del mare. Attorno a lei varie figure mitiche tra le quali Zefiro, vento fecondatore, abbracciato a una ninfa e una delle Ore che le porge dalla riva un bellissimo mantello rosa ricamato di fiori.

Andy Warhol, Nascita di Venere, 1984.

L’immagine della Venere di Botticelli viene ripresa e rielaborata da Warhol padre della Pop Art.

Infatti nel 1984 Andy Warhol dedica una serie di serigrafie alle opere più famose del Rinascimento italiano. Tra queste, la Venere di Sandro Botticelli.

E la Venere riproposta da Warhol con i suoi forti colori ci può apparire un oltraggio a quell’ideale di delicata bellezza a cui siamo abituati. E, tuttavia, ne riconosciamo le sembianze. Ammirata in tutto il mondo, proprio per la sua popolarità, è diventata un’icona e, quindi, un fenomeno di moda.

 

Note

  1. Mazzoni, Il Mito e l’Astrologia psicologica.
  2. Calvino, Lezioni americane. Rapidità. Di Calvino e del rapporto con il suo segno zodiacale ho già parlato in Rubrica astrologica
  3. Omero, Iliade, Canto V.
  4. È lunghissima la serie dei dipinti e affreschi che vede protagonista la coppia Venere – Marte. Tra gli altri artisti come Veronese, Guercino, Padovanino. A Padova, presso Palazzo Emo Capodilista, anche Venere e Marte sorpresi nella rete.

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