LEZIONI DI ASTROLOGIA: GEMELLI – MERCURIO NELL’ASTROLOGIA, NEL MITO, NELL’ARTE

di Rosalba Granata

«Che brilla per pensieri sottili…».
(Iliade, Canto X)

Mercurio Pianeta.

Mercurio è il pianeta più piccolo del nostro Sistema solare, è il più vicino al Sole ed è privo di atmosfera.
È conosciuto sin dal tempo dei Sumeri. Il suo nome, tratto dalla mitologia romana, deriva da quello del messaggero degli dei, probabilmente a causa della sua rapidità di movimento nel cielo.(1)

Mercurio in Astrologia

La simbologia di Mercurio è molto ampia.
È mobilità mentale e spaziale, tempo rapido e movimento rapido.
È intelligenza, curiosità, astuzia, comunicazione.
È adolescenza e spirito giovanile.
Rappresenta anche gli scambi. Il desiderio di spostarsi. I viaggi.

Tutte caratteristiche ben evidenti nel segno d’Aria dei Gemelli, nel quale Mercurio si trova in domicilio e Plutone in esaltazione.(2)

I nati di questo segno mostrano quindi generalmente il desiderio di cose nuove e un atteggiamento curioso nei confronti della vita che prendono con leggerezza, allegria, frivolezza. Amano le pubbliche relazioni, gli eventi mondani e naturalmente i viaggi. Sono sempre alla moda. L’immagine giovanile li caratterizza per tutta la vita.

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che il tipo Gemelli è brillante, simpatico, affascinante.

Naturalmente non esistono segni puri per cui non è detto che tutte queste caratteristiche siano sempre presenti, ma sono certa che sia riconoscibile nei Gemelli una linea di tendenza verso di esse.

Per la comprensione di questo segno è poi da tenere anche presente che lo stesso simbolo ci rimanda agli Archetipi del Doppio e della Scissione. L’immagine zodiacale è quella di due adolescenti che si tengono per mano o intrecciano le braccia.

Le coppie di gemelli sono presenti nei miti e nelle letterature di ogni cultura, spesso uno è buono e l’altro malvagio. Gli opposti e i complementari che si uniscono.

Ermes-Mercurio nel Mito

«Lo generò Maia,
la nobile ninfa dai bei riccioli, unendosi in amore
con Zeus
nel cuore della notte
dalla mente sottile,
signore dei sogni.
Nato il mattino, a mezzogiorno già suonava la cetra
e la sera rubò le vacche di Apollo arciere
Ermete ricava dal guscio della tartaruga una cetra
e subito si mette a suonare e cantare».
(L’Inno IV a Ermes)

Ermes è il Puer. È il prodigioso fanciullo figlio di Zeus e Maia amata nel segreto della Notte. Appena nato si alza dalla culla, ruba i buoi di Apollo e poi, per ripagarlo, gli dona la lira che aveva costruito. È truffaldino, abile nell’inganno. Salito sull’Olimpo diviene il messaggero degli dei, corre veloce sui calzari alati.
Spesso è in contatto con i mortali, anzi, afferma Zeus, è il dio che più ama accompagnarsi ai mortali.

Ermes-Mercurio non ha caratteristiche spiccatamente maschili come Marte né femminili come Venere, è spesso rappresentato come un adolescente senza una precisa identità sessuale, non è né maschio né femmina o è contemporaneamente entrambi.

E questa duplicità viene sottolineata dal mito di Ermafrodito, il bellissimo fanciullo nato dagli amori tra Ermes e Afrodite.

Tempesta, Ermafrodito e Salmace, 1606, incisione (97 x 115 mm), Anversa.

Ovidio racconta che il giovane figlio degli dèi, dopo aver viaggiato di terra in terra, giunge in un boschetto in riva a un lago. Lo vede una ninfa, Salmace, e presa da passione cerca di sedurlo.

«È allora che Salmàcide ammirata s’infiamma di desiderio
per quella nuda beltà! Di fiamma si accendono i suoi occhi,
come se fossero l’immagine nitida del disco solare
che luminosissima si riflette in uno specchio.
A stento sopporta l’attesa, a stento rimanda il piacere;
ormai smania d’abbracciarlo, ormai fuori di sé non sa più frenarsi».

Ermafrodito la respinge sdegnosamente. Salmace si allontana, si nasconde e quando il giovane nudo si avvicina alle acque del lago, si getta su di lui e lo abbraccia strettamente «lo avviluppa come un serpente che l’aquila reale ghermisca o come l’edera che si abbarbica lungo i tronchi, come il polpo che nei fondali sorprende il nemico e lo trattiene allungando da ogni parte i tentacoli».

Ermafrodito cerca di fuggire, ma la ninfa prega gli dei di non essere più separata da lui. Gli dei esaudiscono il suo desiderio, i due diventano un essere solo, i loro corpi vengono mescolati in una creatura di entrambi i sessi, metà maschio e metà femmina.

«Accolsero gli dei i suoi voti: i due corpi uniti
si fondono annullandosi in un’unica figura.
Come vedi saldarsi, mentre crescono, due rami e svilupparsi
insieme, se li unisci sotto la medesima corteccia,
così, quando le loro membra si fusero in quel tenace abbraccio,
non furono più due, ma un essere ambiguo che femmina non è
o giovinetto, che ha l’aspetto di entrambi e di nessuno dei due». (3)

Mercurio nell’Arte

Balla, Mercurio che passa davanti al sole, 1914, olio su carta zigrinata (61 x 50,5 cm), Centro Pompidou, Parigi

In Mercurio che passa davanti al sole, Balla dipinge un fenomeno astronomico osservato al telescopio.
Non stupisce certo che uno tra i pittori più rappresentativi del Futurismo fosse attratto da Mercurio, il pianeta della velocità.
La figlia Elica in questo modo ricorda la nascita del dipinto:

«Con tutta calma, si prepara il vetro affumicato per osservare col suo cannocchiale il passaggio di Mercurio davanti il sole che verrà nel mese di giugno. L’avvenimento astronomico è raro e Balla, appassionato di astronomia non lo perse davvero… traccia disegni e bozzetti… cerca di rendere gli oggetti con tecnica quasi aerea… poi due tempere grandi, l’una più complicata dell’altra… con linee che danno la sensazione del movimento dell’osservatore al cannocchiale, il quale si sposta guardando fuori e dentro di esso… Queste linee si compenetrano con lo strumento e il sole. Il sole bianco, che fuori dall’oculare viene a ferire l’occhio, contrasta con il colore arancione del globo infuocato attraverso il vetro nero. Forme e colori costituiscono un complesso pittorico nuovo… non è più il piccolo misero strumento ma è l’occhio più potente di quello dell’uomo che carpisce nel suo cerchio visivo il piccolissimo pianeta, mentre passa davanti al disco giallo del sole».

Botticelli, Primavera, 1480 ca., tempera su tavola (203 x 314 cm), Galleria degli Uffizi, Firenze.

È nell’età Umanistico-Rinascimentale che, con la riscoperta dei classici, tornano in primo piano nell’Arte gli dei della mitologia.

La Primavera di Botticelli è una delle opere più famose e seducenti di questo periodo.
In un aranceto, su un verde prato disseminato da una enorme varietà di fiori, nove personaggi, tutti in primo piano, sembrano emergere dallo sfondo scuro e volgersi verso di noi. Al centro è Venere con la veste bianca e un drappo rosso, su di lei vola Cupido pronto a colpire con le sue frecce amorose. Ma il nostro sguardo viene immediatamente catturato dalla Primavera che, con la sua veste fluttuante e fiorita, con la sua incorporea eleganza, sembra avanzare verso di noi a passo di danza.

Botticelli, Primavera (particolare).

Ci affascina l’armonia, la grazia del dipinto e non ci appare un’opera di difficile interpretazione: è il tripudio della bellezza, è la gioia della primavera. Eppure critici, storici dell’arte continuano a interrogarsi sul suo significato profondo. Sicuramente l’opera è legata alla sensibilità del movimento neoplatonico, promosso a Firenze da Marsilio Ficino, nel quale la classicità veniva riletta secondo complessi significati allegorici.

Sulla sinistra del dipinto troviamo Mercurio coi tipici calzari alati e rivestito da un rosso mantello.

È di spalle rispetto agli altri personaggi e con il caduceo scaccia le nubi per preservare un’eterna primavera. L’interpretazione allegorica ci parla di una corrispondenza tra Mercurio e la ragione che guida le azioni degli uomini allontanando le nubi della passione e dell’intemperanza. Un’ulteriore e intrigante interpretazione è quella di Gombrich che parla di un riferimento astrologico. Quindi Mercurio sarebbe un’immagine planetaria, e il Sole e gli altri pianeti del sistema solare sarebbero rappresentati da Venere e dalla danza delle tre Grazie.

Note:

  1. Sono stati tenuti presenti i testi: Morpurgo, Lezioni di astrologia; Sicuteri, Astrologia e mito; Pesatori, Segni. Si vedano inoltre i siti https://it.wikipedia.org e http://www.iconos.it/
  2. TERMINI: Elementi. Gemelli è segno d’Aria. Quattro sono gli elementi: Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Ad ogni elemento appartengono tre segni. L’elemento Aria è legato a Comunicazione, pensiero, leggerezza. Gemelli è il primo segno di Aria che incontriamo nello Zodiaco. Domicilio. Esaltazione. Ogni pianeta rispetto ad un segno zodiacale può essere in Domicilio, in Esaltazione, in Esilio o in Caduta. Nel Gemelli vi è il domicilio di mercurio, vi è quindi affinità di valori tra il pianeta e il segno. È invece Esaltato nei Gemelli, le sue qualità pertanto si esprimono in massimo grado.
  3. Ovidio, Metamorfosi.

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