L’ASTROLOGIA DI METRO-POLIS – VERGINE E MITO

Il mito di Demetra. Lettura astrologica. Le divinità Vergini.

Il 2015 della Vergine

Miti nella letteratura, miti nel tempo. Atena e Ulisse. 

Perché i Miti? E soprattutto perché collegati all’Astrologia?

Astrologia e Miti sono uniti dall’antichità. L’uomo guardava il cielo, e lo popolava di dei ed eroi. E oggi? Credo che i Miti risuonino ancora dentro di noi, ci parlino. Raccontarli, comprenderli ci mette a contatto con una parte interiore di noi stessi. E l’Astrologia ci dà una chiave interpretativa, non l’unica, mai definitiva, sempre problematica.

Le storie della mitologia greca […] subirono la loro alterna sorte. In quel mondo di fluttuanti fantasie si verificò una lotta per la sopravvivenza; ci furono miti che non emersero mai dal primo stadio della concezione popolare, o che vennero assorbiti da antagonisti più forti, perché, come ad alcuni eroi autentici, mancò loro il sacro poeta o profeta, e non furono mai rimodellati dalla letteratura; mentre per il mito di Demetra, sotto l’attenta guida dell’arte e della poesia, derivarono le minute illustrazioni, gli idilli, dell’inno omerico, e le immagini piene di grazia di Prassitele. Il mito, dunque, è ora entrato nella sua seconda fase, o fase poetica… (Walter  Pater, Studi Greci) 

1_demetra

DEMETRA

Un dolore acuto le afferrò il cuore: sui capelli
divini lacerava con le mani il suo diadema,
si gettava sulle spalle un velo scuro,
e si slanciò sopra la terra e il mare, come un uccello,
a cercarla…
Per nove giorni vagava stringendo nelle mani
Fiaccole ardenti:
e non si nutriva mai d’ambrosia, e di nettare, dolce bevanda,
tutta immersa nel suo dolore.
Sulla terra feconda ella rese quell’anno infausto
Per gli uomini, tremendo, il terreno
Non lasciava più germogliare i semi, perché li teneva nascosti
Demetra dalla bella corona.
Inutilmente i buoi trascinavano per i campi molti aratri ricurvi
E candido orzo in gran quantità cadde a vuoto nei solchi.
E certo ella avrebbe distrutto completamente la stirpe degli uomini mortali
Con fame terribile. (Demetra, Inni omerici) 

Demetra: “Dea delle messi dorate” è disperata.
Cerca ovunque la figlia, Core, rapita da Ade mentre gioiosamente raccoglieva fiori.
Demetra è disperata e la Natura inaridisce, la terra non dà più frutti, le messi si seccano, un deserto sommerge ogni cosa.
2_persefonePersefone ora è Regina degli Inferi, Persefone ha mangiato la melagrana ed Ermes dice che ama il suo sposo.
Demetra non si rassegna, supplica Zeus, minaccia l’estinzione di ogni vita sulla terra, vuole che la figlia ritorni.
E il padre degli dei stabilisce che venga restituita alla madre e che con lei passi due terzi dell’anno e un terzo come regina nel regno delle tenebre.
La Natura torna a fiorire, ma alla primavera seguirà ancora l’inverno. E così per sempre.
Questa è la volontà di Zeus. 

LETTURA ASTROLOGICA.  Le divinità Vergini1

La Vergine è segno di terra. Il periodo stagionale è quello del raccolto. Il tempo quindi del lavoro che richiede praticità, precisione, attenzione ai dettagli. E queste caratteristiche le troviamo nelle divinità legate al segno. Divinità che sono inoltre portatrici di prosperità, civiltà e sapere. Questo fece Iside quando regnò in Egitto ed anche Athena, protettrice della città culla delle arti, della democrazia, delle virtù civili.
Per rappresentare la Vergine l’iconografia utilizza una fanciulla che tiene in mano una spiga e  negli antichi Zodiaci egiziani vi è il nome e l’immagine di Iside. Iside è venerata in Grecia sotto la figura di Demetra e di Athena.
Demetra è appunto la divinità che viene accostata più frequentemente al segno della Vergine. Come Iside ha insegnato agli uomini l’agricoltura e ha donato gli strumenti per avere raccolti abbondanti.

“Per prima Cerere2 smosse con l’aratro adunco le zolle,
per prima dette messi e alimenti pacifici alla terra,
per prima dette leggi: tutto è dono di Cerere.” (Ovidio, Metamorfosi)

Demetra  ha tanto donato all’umanità ma, quando viene privata della figlia amata, si aggira folle per il mondo e la terra non dà più frutti, è una catastrofica siccità.
Nei miti riguardanti la Vergine, e in particolare in quello di Demetra, troviamo la dialettica sterilità e fecondità, fioritura e aridità.
L'”aridità” della Vergine, secondo Sicuteri3, è evidente nel momento in cui è disperata e non accetta il distacco dalla figlia e non vuole riconoscere l’amore di Persefone per Ade. Rifiuta quindi l’istintuale e, chiusa in sé stessa, lascia inaridire la terra…

L’insegnamento che può trarre dal mito l’individuo del segno è di cercare di equilibrare la parte psichica con l’istintuale, se riesce a far questo e ad unire l’intelligenza e la concretezza che lo caratterizza, diviene altamente creativo.

Il 2015  della Vergine

Innanzi tutto riguardate i due anni precedenti. Avete goduto dell’influsso positivo di Saturno. Siete riusciti a rafforzarvi? Avete trovato le indicazioni per il vostro cammino?
Saturno potrebbe mettervi ora alla prova, ma voi disponete della corazza e dell’armatura di Atena, le sfide non vi fanno certo paura, anzi vi danno stimoli nuovi. Sarà un anno costruttivo e dalla fine dell’estate godete per un anno del benefico influsso di Giove che vi farà certamente doni. Lasciatevi andare al piacere, ma mantenete anche la vostra saggezza, è la vostra grande risorsa.
È un periodo molto importante, utilizzatelo al meglio!

MITI NELLA LETTERATURA, MITI NEL TEMPO. ATENA E ODISSEO

3-atena-odisseo

Felice d’affrontare il viaggio d’Odisseo…  (Giorgos Seferis, Sopra un verso straniero)

Atena è la Dea Vergine per eccellenza.
È una dea corazzata… indossa l’armatura e, quando è necessario, sa combattere, ma appare anche più splendente quando nel tempo della pace porta la civiltà. È la saggezza, l’intelligenza, l’amore per gli studi. La sua città, Atene, è il faro della democrazia e dell’arte.

“E io per saggezza e prudenza vado famosa tra gli dei” dice di sé.

E orgogliosamente afferma:

“Non c’è madre che m’abbia dato la vita… Io sono figlia soltanto del padre4

Ebbene sì siamo al culmine dell’affermazione del patriarcato e proprio lei, che per Graves era originariamente “la triplice dea”5,  viene utilizzata per consolidare le concezioni e le leggi patriarcali. Ma Atena, anche se è uscita dalla testa di Zeus, è figlia di Metis, la dea della saggezza e del buon consiglio, divorata da Zeus quando già era incinta. E non si può negare che le appartengano le caratteristiche della madre.

Per una volta ancora amami, Atena, il più possibile”. Con queste intense parole Odisseo si rivolge a lei in un momento di pericolo. È sicuramente lui l’eroe più amato dalla dea ed è quello che più le è devoto e più le somiglia, è inoltre, come afferma Calasso, l’unico che “sa pensare”6, che utilizza prevalentemente l’intelligenza e l’astuzia e, come Atena, ricorre alle armi solo in caso di assoluta necessità.

Possiamo affermare che tutta l’Odissea è basata sui valori della Vergine: accortezza, prudenza, saggezza, ed anche capacità di apprezzare il valore delle piccole cose.

Atena nel poema, dal momento del naufragio nell’isola dei Feaci, è sempre presente accanto ad Odisseo, lo protegge, gli parla in modo intimo nella mente.
Talvolta lo rimprovera, come quando, giunto a Itaca, non riconosce la dea che gli appare sotto l’aspetto di un giovinetto. Ulisse, diffidente, le nasconde la sua identità con un racconto pieno di bugie. E la dea gli dice: “Impudente, fecondo inventore, mai sazio di frodi.” Ma nello stesso momento lo accarezza e gli sorride con complicità e gli rivela “sono venuta per tessere piani con te”7

L’astuzia e l’inganno collocano Odisseo anche “nella sfera di Ermes8. Come Ermes ha la mente “colorata”, multiforme (Citati)
Lui stesso quando svela ai Feaci la sua identità dice “Sono Odisseo… che per tutte le astuzie sono conosciuto tra gli uomini”

Lombardia, Vitae Imperatorum Master ca. 1440, Imola, Biblioteca Comunale MS 32. Dante e Virgilio sul ponte, con Guido da Montefeltro fra i falsi consigleri. Charles S. Singleton (Inferno XXVII) Lombard, Vitae Imperatorum Master ca. 1440, Imola, Biblioteca Comunale MS 32. Dante and Virgil, on the bridge, with Guido da Montefeltro among false counselors. Charles S. Singleton (Inferno XXVII)

Lombardia, Vitae Imperatorum Master ca. 1440, Imola, Biblioteca Comunale MS 32. Dante e Virgilio sul ponte, con Guido da Montefeltro fra i falsi consigleri. Charles S. Singleton (Inferno XXVII)
Lombard, Vitae Imperatorum Master ca. 1440, Imola, Biblioteca Comunale MS 32. Dante and Virgil, on the bridge, with Guido da Montefeltro among false counselors. Charles S. Singleton (Inferno XXVII)

Omero rende il personaggio letterario da lui creato un mito che bene rappresenta l’uomo nel viaggio dell’esistenza.
E Immagini diverse di Ulisse sono state proposte da scrittori di ogni tempo.
Indimenticabile la grandezza dell’Ulisse di Dante, emblema del desiderio di conoscenza che varca i confini umani.

Né dolcezza di figlio, né la pièta
del vecchio padre, né il debito amore
lo qual dovea Penelopé far lieta,
vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto,
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l’alto mare aperto (Inferno XXVI) 

In Tennyson, poeta inglese dell’Ottocento, la spinta verso l’ignoto ha come motivazione l’insofferenza romantica per la grigia quotidianità borghese, e diventa ricerca della esperienza eccezionale anche a costo di andare verso la morte.

Re neghittoso alla vampa del mio focolare tranquillo
star, con antica consorte, tra sterili rocce, non giova… 

Per Foscolo è l’eroe del viaggio e l’eroe del ritorno, l’eroe che dopo tante prove e sofferenze raggiunge la sua meta, Itaca,  a differenza del poeta, eroe romantico, cui è impedito il ritorno in patria.

… ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra;… (Foscolo, A Zacinto)

E nell’inquieto Novecento, secolo di rottura con la tradizione letteraria, troviamo ancora il richiamo al Mito? Quale significato assume?
Saba utilizza la similitudine con Ulisse, eroe viaggiatore, per parlare di sé, del suo spirito inquieto che lo portava nella sua giovinezza a navigare per le isole dalmate, spirito inquieto mai assopito nella sua vita.

…Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore… (Saba. Ulisse) 

Il crepuscolare Gozzano nella poesia giovanile Ipotesi ci propone una ironica parodia dell’Ulisse dantesco.
È una poesia – racconto in cui il poeta, già gravemente malato, immagina di essere giunto a una (improbabile) vecchiaia tranquilla, di aver sposato la semplice e provinciale signorina Felicita e di raccontare per lei la storia del Re di Tempeste: un Ulisse che volge le vele verso l’America sperando di fare fortuna. C’è la trasposizione del contenuto eroico del mito nel clima borghese e mondano della belle epoque.

Il Re di Tempeste era un tale
che diede col vivere scempio
un bel deplorevole esempio
d’infedeltà maritale,
che visse a bordo d’un
yacht
toccando tra liete brigate
le spiaggie più frequentate
dalle famose
cocottes…
Già vecchio, rivolte le vele
al tetto un giorno lasciato,
fu accolto e fu perdonato
dalla consorte fedele…
Poteva trascorrere i suoi
ultimi giorni sereni,
contento degli ultimi beni
come si vive tra noi…
Ma
né dolcezza di figlio,
né lagrime, né pietà
del padre, né il
debito amore
per la sua dolce metà
gli spensero dentro l’ardore
della speranza chimerica
e volse coi tardi compagni
cercando fortuna in America…
– Non si può vivere senza
danari, molti danari…
Considerate, miei cari
compagni, la vostra semenza! –
Vïaggia vïaggia vïaggia
vïaggia nel
folle volo… 

5-ulisse-joyceJames Joyce nell’Ulysses fa del suo protagonista l’emblema dell’ antieroe del Novecento
Le peregrinazioni di Leopold Bloom, ebreo irlandese, sono concentrate in una sola giornata. Gli episodi sono costruiti con più o meno evidente parallelismo rispetto all’opera omerica.
Il romanzo, uno dei fondamentali della letteratura moderna, vuole essere una summa di tutti gli aspetti dell’uomo contemporaneo. Come osservò T.S. Eliot, il mito di Ulisse serve a Joyce per dare ordine, senso e forma al panorama di “immensa futilità e anarchia della storia contemporanea”.
Quindi il Mito è utilizzato nel romanzo di Joyce, e in generale nella letteratura del Novecento, “per dominare il caos del presente con l’ordine del mito”. Questa, secondo Nadia Fusini, è stata la grande lezione della interpretazione di Eliot.

Torno, per concludere, ad alcuni versi della bellissima poesia di Seferis:

E mi si para innanzi, ancora e ancora, il fantasma d’Odisseo, con occhi arrossati dal sale e dai flutti, e dal desiderio maturo di rivedere il fumo e il tepore di casa, il cane ch’è invecchiato attendendo sulla porta.
Se ne sta lì imponente, sussurra nella barba imbancata parole della mia lingua, come si parlava tremila anni fa.
Dischiude il palmo calloso per le gomene e il timone, la pelle lavorata dalla tramontana, dalla canicola e dai ghiacci.
E si direbbe che voglia scacciare da noi il sovrumano Ciclope che guarda da un solo occhio, le Sirene che appena le ascolti dimentichi, Scilla e Cariddi:
tali mostri terribili, che non ci permettono di pensare che anch’egli era un uomo nel travaglio del mondo, con anima e corpo.
È il grande Odisseo: colui che ordinò di costruire il cavallo di legno e gli Achei conquistarono Troia.
Immagino sia giunto per suggerirmi di costruire il mio cavallo e di legno e conquistare la mia Troia.

Rosalba Granata

NOTE

  1. Si intende vergine nel significato originario “non vincolata da legame ad un maschio” (Guthrie, I greci e i loro dei)
  2. Cerere è il nome latino di Demetra
  3. Sicuteri, Astrologia e mito
  4. Eschilo, Orestea, Eumenidi
  5. Graves, Miti greci
  6. Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia
  7. Omero, Odissea
  8. Matteo Nucci, Le lacrime degli eroi

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