I PEDALI DEL PIANOFORTE

di Ottorino Tonelli

Sono giunto alla conclusione che si può imparare parecchio sulla musica dedicandosi ai funghi. Per questo mi sono trasferito di recente a vivere in campagna. Passo gran parte della giornata compulsando vademecum sui funghi, che trovo a metà prezzo nelle librerie dell’usato, le quali si trovano in qualche caso muro a muro con le bottegucce che vendono spartiti spiegazzati. In questi casi, saluto la coincidenza come una prova incontestabile di essere sulla strada giusta.

John Cage, Silenzio

A tanti sarà capitato di andare a un concerto dal vivo di pianoforte. Insomma, a sentire una – o uno – che suona il pianoforte: uno strumento fondamentale e – scusate – fondante della musica, da quando è stato inventato.

Al concerto di pianoforte avrete notato i movimenti delle mani che scorrono da sinistra a destra e viceversa. Oltre alle mani il/la pianista muove le dita, ovvio. Quel che non sempre si nota è che il/la pianista oltre alle dita muove i piedi, sui due o tre pedali dello strumento. Vi si dà poca importanza, di solito, ma i piedi, per una/un pianista, sono importanti (c’è chi critica severamente il non adeguato uso dei pedali, al pari della non accurata esecuzione della mano sinistra). Ma noi non valutiamo. Continue reading

CINQUE TITOLI IN DOTE: POESIE D’AMORE – NAZIM HIKMET

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.

In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.

POESIE D’AMORE – NAZIM HIKMET

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BIBLIOTECA DI BABELE: UNA CASSANDRA FEMMINISTA

Christa Wolf racconta il suo primo incontro con Cassandra. Stava leggendo l’Orestea di Eschilo.

«Cassandra. La vidi subito… si impadronì di me»(1)

La Wolf la vede davanti alla porta dei Leoni. Sente il suo grido drammatico: «Di nuovo mi travolge lo strazio del vedere…»

È come se affogasse nella figura di Cassandra. La cerca nei luoghi, la cerca nei testi… la cerca in se stessa. La voce della scrittrice si mescola con quella della veggente troiana.

Ed è davanti alla porta dei Leoni che la colloca nell’incipit del suo romanzo. Cassandra vede nell’accoglienza trionfale da parte di Clitemnestra il massacro che sta preparando. Vede il tradimento. Vede il sangue.

Il passato si dipana davanti a lei di fronte alla città, si dipana davanti a lei di fronte alla morte. Rivede scene, personaggi, immagini del suo passato, immagini che ci parlano del nostro presente. Immagini che ci fanno comprendere come il vedere non sia dono divino, il vedere è interpretare i segni del mondo reale intorno a noi, i segni che i poteri costituiti vogliono nascondere. Continue reading

APPETIZER BOOKS: LACCI – DI DOMENICO STARNONE

di Francesco Colombrita

Edito da Einaudi, 2014, 133pp

Una coppia apparentemente ordinaria, una famiglia come tante, alle spalle una vita e una frattura che ha rischiato di mandare tutto in frantumi. Con lo sguardo del presente la memoria si fa insistente, richiede risposte sul corso degli eventi che ci hanno portato dove siamo. Le domande risiedono anche nella narrazione che abbiamo costruito di noi stessi, quali sono stati i compromessi che abbiamo scelto di operare attivamente e quali invece ci sono scivolati addosso? Lacci, di Domenico Starnone, opera una dissezione del quotidiano e del vivere comune, in luoghi in cui «c’è un ordine apparente e un disordine reale». 

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TUTTO È POLITICA: ACQUARIO, LIBERTÀ E RIBELLIONE

di Rosalba Granata

«Consentitemi di immaginare […] che cosa sarebbe accaduto se Shakespeare avesse avuto una sorella meravigliosamente dotata, chiamata Judith, poniamo. Molto probabilmente Shakespeare frequentò – poiché sua madre era una ereditiera – la scuola secondaria, dove è probabile che avesse imparato il latino – Ovidio, Virgilio, Orazio – […] egli era un ragazzo irrequieto che cacciava di frodo i conigli […] fu costretto, assai prima del dovuto, a sposare una donna […] che gli dette un figlio assai prima del lecito. Quel colpo di testa lo spinse a cercare fortuna a Londra. Egli aveva […] una passione per il teatro; cominciò facendo la guardia ai cavalli davanti all’ingresso degli attori. Molto presto […] divenne attore di successo e si trovò a vivere al centro di quell’universo […]  

Nel frattempo quella sua sorella straordinariamente dotata, immaginiamo […]»

Nel saggio Una stanza tutta per sé Virginia Woolf inventa un personaggio fittizio, quello di Judith «la sorella di Shakespeare». Anche lei con grande talento, desiderosa di avventura, ricca di fantasia, impaziente di vedere il mondo quanto lo era lui. Anche lei desidera divenire scrittrice, ma per lei sarebbe impossibile. Ve la immaginate una giovane donna andare a Londra a cercare fortuna nei teatri? Sarebbe sbeffeggiata e umiliata, magari sarebbe stuprata e uccisa. Continue reading

BIBLIOTECA DI BABELE – LA STREGA VEGGENTE

di Rosalba Granata

«Ecco dove accadde. Lei è stata qui. Questi leoni di pietra, ora senza testa, l’hanno fissata. Questa fortezza, una volta inespugnabile, cumulo di pietre ora, fu l’ultima cosa che vide… Vicine, oggi come ieri, le mura ciclopiche che orientano il cammino: verso la porta dal cui fondo non fiotta più sangue. Nelle tenebre. Nel macello. E sola.
Con questo racconto vado nella morte…»

Questo è il suggestivo Incipit di Cassandra, la protagonista aspetta la morte davanti alla Porta dei Leoni di Micene e in quel momento si dipana davanti a lei tutto il suo passato. 

È l’unica che vede nell’accoglienza trionfale da parte di Clitemnestra del marito Agamennone il massacro che sta preparando. Vede il tradimento. Vede il sangue.  Continue reading

CINQUE TITOLI IN DOTE: LE PETIT PRINCE – ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.

In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.

LE PETIT PRINCE – ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

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APPETIZER BOOKS: RACCONTI D’INVERNO – KAREN BLIXEN

di Francesco Colombrita

 

«Strane fantasie potevano essergli passate per la mente, tanto che aveva forse finito col vedersi come l’unica persona dotata di un’esistenza reale, mentre il mondo gli era apparso come un povero e vano gioco d’ombre senza alcuna sostanza»

Il campo del dolore, da Racconti d’inverno, K.Blixen

Edito da Adelphi, pp. 319

Essere un uomo che vaga, stanco dopo un lungo viaggio, in cerca di un hotel in cui l’attende sua moglie addormentata, e trovandola nel letto giungere al culmine di una sorta di frattura. Un nobile che torna nelle terre del ricco e anacronistico zio possidente, che amministra con crudeltà il suo piccolo regno. O ancora marinai in libera uscita o giovani che si affacciano al mondo. I personaggi dei Racconti d’inverno di Karen Blixen sono tutte persone che cercano di conciliare la propria individualità con il fato, con l’accidente della fortuna. Ognuno di loro è un universo ragionato e assoluto, un microcosmo perfetto che cerca di espandersi e risolvere la crisi del proprio rapporto con la realtà e con il destino. Tra i paesaggi del nord Europa si aggirano sospettosi e, a volte, speranzosi, uomini e donne in cerca di una conciliazione tra aspirazioni e vita, giungendo spesso a un’epifania sconvolgente, o ripiegando semplicemente nella propria ordinarietà. Fraintendimenti, strane signore che sanno di stregoneria, ghiacci perenni e grandi case, queste e altre cose sono la chiave dei racconti di questa raccolta, nei cui labirinti è più che degno perdersi, davanti a un camino.  

IN VIAGGIO: ARIOSTO. AMORE E FOLLIA

di Rosalba Granata

Orlando Furioso. Teatro Dehon. Stagione 2017/2018

«Dirò d’Orlando in un medesmo tratto

cosa non detta in prosa mai, né in rima:

che per amor venne in furore e matto,

d’uom che sì saggio era stimato prima;» 

Già nel Proemio Ariosto ci presenta uno dei temi del poema: Orlando che perde  il senno per amore.

Come lo perde? Come avviene la metamorfosi da uomo saggio e stimato a pazzo furioso?

Nel Palazzo di Atlante abbiamo trovato gli uomini nella gabbia dei loro desideri, delle loro illusioni.

E Orlando quando si apre il velo della sua illusione d’amore impazzisce. Continue reading

IL LIBRO COME VIAGGIO

di Francesco Colombrita

L’anno si appresta a finire e la Biblioteca di Babele, il club del libro targato Metro-Polis, è pronta all’ultimo appuntamento del 2019, prima delle feste di Natale! Si continua a esplorare il tema del viaggio con un titolo che si pone quasi come meta-narrativo rispetto al percorso che abbiamo seguito quest’anno: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Il libro stesso in questo caso si propone come viaggio! 

 

Fahrenheit 451 è una delle distopie più celebri della letteratura e racconta di un mondo in cui da un tempo imprecisato, non si sa esattamente come e perché si sia arrivati a questo, la letteratura stessa, anzi i libri tout court, sono proibiti dallo stato. I pompieri di questa società del tutto terrificante non si occupano di spegnere incendi, ma di causarli. Un’opera di epurazione legata alla necessità di ridurre in cenere qualcosa di percepito come pericoloso per l’ordine sociale. Perché proprio i libri? Cosa viene visto di pericoloso tra quelle pagine ammuffite?  Continue reading