ANCORA MOLTO DA FARE. L’HIV TRA OGGI E IERI

di Francesco Colombrita

«No Henry, no. L’Aids è una cosa che hanno solo gli omosessuali. Io ho il cancro al fegato». A parlare è Roy Marcus Con, il potentissimo avvocato di New York interpretato da Al Pacino nel film Angels in America (tratto dall’omonima pièce teatrale). Siamo sul finire degli anni Ottanta, sotto Ronald Reagan, e in poche parole questo anziano uomo di potere spiega al proprio medico per quale motivo non potrà scrivere sulla cartella clinica la vera natura del male che lo affligge. Nelle battute di un monologo magistrale, la sceneggiatura riesce a scolpire con precisione agghiacciante quell’insieme di ipocrisia e preconcetti che ha caratterizzato la percezione dell’Hiv. Continue reading

EDITORIALE: IL FUOCO DI PROMETEO

Durante il percorso che ha portato Metro-Polis ad inaugurare un nuovo triennio associativo, abbiamo riservato un intero incontro alla riflessone sulla nostra associazione: un’autoriflessività critica, capace di cogliere potenzialità e limiti del passato, una fotografia del presente, un momento propositivo nei confronti del futuro. Tra le proposte operative inerenti le iniziative future, è stata accolta con particolare entusiasmo quella relativa alla possibilità di organizzare un Aperitivo a Tema sulla scienza e su come questa interagisca con la nostra quotidianità.
Un secondo dato rilevante, in questo senso, è emerso durante la Festa di tesseramento di gennaio 2017. Abbiamo sottoposto a socie e soci un breve questionario con alcune proposte tematiche per organizzare piccoli corsi: dei Percorsi «capaci di aprirsi alle modalità della nostra vita associativa, […] dalla struttura fluida, in cui l’orizzontalità dialogica rimanga la stella polare del nostro agire, proprio come avviene in occasione degli Aperitivi a Tema. Continue reading

APERITIVO A TEMA – SCIENZA: VERITÀ, BUGIE E CULTURA

«Mia madre ha fatto di me uno scienziato senza volerlo. Ogni altra madre a Brooklyn avrebbe chiesto al suo bambino dopo la scuola, “Hai imparato qualcosa oggi?”. Ma non mia madre. “Izzy”, diceva, “hai fatto una buona domanda oggi?”. Tale differenza – fare buone domande – mi ha fatto diventare uno scienziato».

Isidor Isaac Rabi

domande_risposte

A febbraio Metro-Polis inaugura il nuovo anno con un Aperitivo a Tema scientifico: il Centro Socio Ricreativo Culturale Stella (via Savioli, 3) ci accoglierà domenica 19 per parlare insieme di Scienza. Per la prima volta Metro-Polis si mette il camice da scienziato (letteralmente), cercando di conciliare scienza, responsabilità civica e letteratura. Lo scopo di questo Aperitivo a Tema sarà avvicinare la collettività a temi controversi, ad oggi molto discussi, e offrire chiavi di lettura che possano aiutarci a districarci nella giungla delle informazioni scientifiche.  Continue reading

CINQUE TITOLI IN DOTE: DAL MONDO DEL PRESSAPPOCO ALL’UNIVERSO DELLA PRECISIONE – KOYRÉ A.

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.

In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.

DAL MONDO DEL PRESSAPPOCO ALL’UNIVERSO DELLA PRECISIONE – KOYRÉ A.

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LA BRUTTA NATURA – SOSTANZA BIOLOGICA

La Brutta Natura, ovvero: perché l’enunciato «nell’uomo, tutto è culturale, storico e sociale» puzza di contraddizione”.

  1. Preamboli
  2. Paradosso

Scienze della Vita e Condizionamento Biologico, ovvero: perché le scienze della vita hanno bisogno di una «sostanza biologica»

«La vita fugge et non s’arresta una hora». C’è al mondo una frase più vera di questa? A dire il vero non lo so.

So, invece, che un breve riassunto delle puntate precedenti s’impone. Si è detto che l’opposizione tra culturalismo radicale e scienze della vita dà luogo a un paradosso: da un lato, il culturalismo tende a espellere il biologico dall’uomo; dall’altro, la concezione dell’uomo nelle scienze della vita ha qualche difficoltà a integrare il fatto storico, sociale e culturale. Nei due casi, si perde un po’ dell’uomo: l’uomo come sede di processi biologici, da un lato; dall’altro, l’uomo come sede di processi storici, sociali e culturali. Il cliffhanger sul quale ci eravamo lasciati era questo: nelle scienze della vita, il condizionamento biologico sembra tutto sommato accettato. Ma cosa vuol dire «scienze della vita»? Cosa vuol dire «condizionamento biologico»? Continue reading

LA BRUTTA NATURA – PARADOSSO

La Brutta Natura, ovvero: perché l’enunciato «nell’uomo, tutto è culturale, storico e sociale» puzza di contraddizione

  1. Preamboli

C’è un paradosso nel rapporto tra «culturalismo» e «scienze della vita»

Ciao amici (e nemici). Se avete letto il mio articolo precedente, sapete che la sto menando con una riflessione sul rapporto tra natura, cultura, storia e società. In particolare, si tratta di precisare alcune questioni nell’ambito del dibattito sui rapporti uomo-donna, omosessualità ed eterosessualità, etc.

Dicevamo che la doxa1 del «culturalismo radicale» tende a rifiutare l’esistenza di condizionamenti specificamente biologici nell’uomo; proponendo un uomo «tutto cultura, tutto storia, tutto società», essa ammette l’ingerenza esclusiva di condizionamenti culturali, storici e sociali nella costituzione dell’individuo. Dal canto loro, le «scienze della vita» stabiliscono, primo, la relativa applicabilità di metodi d’indagine utilizzati per il vivente all’essere umano; secondo, la presenza d’un sostrato biologico sotteso all’esistenza umana. Questi due principi modulano l’assioma della continuità «uomo – vivente in generale». Continue reading

LA BRUTTA NATURA – PREAMBOLI

Ampio e complesso è il dibattito che si sta sviluppando nel nostro Paese circa tematiche dirimenti per la vita pubblica e personale di ciascuno di noi: il confronto, anche se sarebbe più corretto scrivere di scontro, attivato dalla discussione in Parlamento del così detto ddl Cirinnà ci spinge a interrogarci su cosa sia la famiglia, su cosa si intenda per matrimonio, su cosa è naturale e cosa è positivo, su molto altro ancora e su come tutte queste istanze vengono giocate nella vita quotidiana di ognuno di noi. Vogliamo entrare in questo dibattito, ma vogliamo farlo a modo nostro, non in maniera belligerante; al contrario, quello che a noi interessa è fornire quanti più strumenti possibili per riuscire a decodificare i nodi cruciali di quanto sta accadendo. Ci interessa seguire una modalità quasi socratica, interdisciplinare come sempre, attraverso cui sottoporre alla vostra lettura diversi spunti e suggestioni culturali da cui ognuno potrà trarne ciò che vorrà.

Questo nostro percorso è stato inaugurato da Marta Franceschini, con un articolo incentrato sulle primordiali società matrifocali1. A coglierne, idealmente, l’eredità è stato poi Francesco Colombrita, il quale  ha mostrato come la Dea primigenia sia sopravvissuta e si sia declinata nelle successive società patriarcali2.
In questo terzo articolo, invece, Luca Ballandi cambia decisamente registro e pone l’accento sull’annoso problema del rapporto tra natura e cultura, tra le scienze sociali e quelle della vita. Continue reading

EDITORIALE DEL PRESIDENTE: MARTA FRANCESCHINI – I LIBRI E LE DONNE

L’Aperitivo a Tema del 14/05/2015, ‹‹Marta Franceschini, i libri, le donne››, si è concretizzato come un importante momento di vita associativa, in cui, ancora una volta, perimetri e confini sono stati spostati, confusi e riannodati: un incontro per conoscere il talento e la produzione artistica di una scrittrice, una narrazione su Laura Bassi, un pretesto per parlare di donne al di là di ideologie e sterili categorizzazioni.
Con le modalità proprie di Metro-Polis, in cui cultura e leggerezza si stringono in un sinolo indissolubile, abbiamo premesso al dialogo con Marta Franceschini una narrazione collettiva di quattro profili per noi significativi: un’ideale e bizzarra introduzione alla nostra ospite e alla figura di Laura Bassi. Di questo è possibile leggere in ‹‹Quattro biografie di donne››. Continue reading

RUBRICA ASTROLOGICA – ACQUARIO (parte 1)

  1. Acquario, il segno delle rivoluzioni. Galileo Galilei
  2. Donne acquario.  Virginia Woolf

1_ ACQUARIO

L’Acquario è segno di Aria o di Acqua?

È una domanda che talvolta ci si sente fare quando si parla di astrologia. E la domanda non è del tutto insensata. L’Acquario è il terzo segno d’Aria, ma al tempo stesso il simbolo del segno è il geroglifico egizio che indica l’acqua e in molti zodiaci è rappresentato con l’immagine del portatore d’acqua.
È il segno della libertà, del cambiamento, della ribellione, non a caso il suo pianeta, Urano, viene scoperto nel 1781, nel secolo delle grandi Rivoluzioni.
È il segno della Scienza e della tecnica: tra i nati del segno troviamo grandi scienziati come Galileo1 e Darwin.
Acquario è anche sperimentazione, attacco alle convenzioni. Joyce, Virginia Woolf, Pound, Burroghs sono «sperimentatori del linguaggio» (Pesatori).

2_galileoGalileo Galilei   

«La filosofia2 è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non si impara a intender la lingua, a conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, e altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.» (Galileo Galilei, Il Saggiatore, 1623)

Galileo è protagonista di primo piano della Rivoluzione Scientifica del Seicento, anzi è ritenuto il “padre” della scienza moderna per i risulti delle sue ricerche, per la diffusione delle nuove teorie astronomiche e, soprattutto, per l’invenzione del metodo scientifico basato sulla ragione e sull’esperienza e svincolato dal principio di autorità.

Anche la forma delle sue opere è, in connessione con il contenuto, decisamente innovativa.

Suo scopo è “rifare i cervelli”, divulgare le sue idee anche oltre la cerchia degli specialisti per una vera e propria rivoluzione nella mentalità.
Sceglie quindi consapevolmente modalità che gli permettano di arrivare ad un pubblico vasto, non vuole rivolgersi solo a specialisti ma a tutte le persone colte e curiose, per questo utilizza la forma del dialogo che non propone una verità statica ma alterna voci in conflitto, mette a confronto personaggi connotati da opinioni diverse.

Anche l’uso del volgare3, in contrapposizione con il latino degli ambienti accademici, è scelta consapevole di battaglia culturale. E la sua prosa è estremamente efficace, il suo stile è conciso e asciutto, molto diverso dal gergo elitario e pomposo degli scienziati del tempo. Continue reading

Natura umana e Street Sharks

Salve sono Luca Ballandi, forse vi ricorderete di me per articoli quali À quoi ça sert le Camembert, o François Truffaut vs Massimo Boldi, lo scontro finale. Finita l’estate, è ora di rimettersi al lavoro e partorire un bell’articolo per questo mese – sì pieno di novità entusiasmanti che, così su due piedi, non saprei proprio elencarvi. Come la cara Erika, che scrive articoli da Copenaghen (e che d’altronde non ho nemmeno mai conosciuto), vi propongo qualche riflessione sulla Francia – e dalla Francia, più precisamente da Lione – riguardanti il modo di “filosofare” tipico dei nostri cugini d’oltralpe. Penso di aver già specificato che i miei talenti letterari difficilmente oltrepassano i limiti posti dalla mia miserabile esistenza, e che il mio malcelato egocentrismo mi spinge a parlare della mia esperienza personale e di me stesso (le due cose più importanti della vita, almeno dal mio punto di vista… … ok, dopo questa penso che la metà dei miei lettori abbia definitivamente deciso di abbandonarmi). Per i pochi che restano, l’ultima volta si parlava di Dissertation, ossia dell’esercizio filosofico più in voga in Francia, nelle Università, Grandes Ecoles, Classes Préparatoires. Per riassumere: invece di fondarsi sul “contrôle de connaissance” – il classico esame “interrogazione” – il sistema educativo francese fa ampio uso di tale esercizio, tanto in filosofia quanto in letteratura, storia, antropologia culturale, etc… Si tratta di un testo strutturato in parties (normalmente tre o quattro), che articola una problematica annunciata dall’Introduzione. In filosofia, la problematica nasce da una riflessione sul soggetto proposto dal prof o dall’istituzione: per esempio, soggetto da liceo: “Bisogna rinunciare all’idea che l’uomo abbia una natura?” [= faut-il renoncer à l’idée que l’homme a une nature?] ; problematica grezza :

  • da un lato, c’è una natura umana in sé inconoscibile – poiché sempre “pensata”, “riflettuta” e “culturalizzata” – che legittima l’idea d’una perfettibilità illimitata dell’uomo (idea moralmente e eticamente auspicabile, perché rende l’umanità trasformabile a piacimento; e tuttavia potenzialmente artificiale, giacché in contrasto sia con l’uomo “empirico” sia con quello descritto dalle scienze naturali);
  • dall’altro, c’è la datità biologico-evolutiva dell’uomo – presumibile dietro ogni condizionamento culturale e sociale – e l’idea d’una perfettibilità limitata (parimenti auspicabile, perché alla base d’una morale e un’etica pragmatica e empirica; e tuttavia potenzialmente sterile, poiché impedisce all’uomo d’esser padrone di sé stesso e del suo destino).

Si tratta di riflettere sulle relazioni problematiche che legano 1) un’ontologia realista e un’epistemologia monista – a cui può connettersi un approccio etico, morale e politico pragmatico all’uomo; 2) un’ontologia intellettualista (o idealista) e un’epistemologia dualista – a cui corrisponde un approccio etico, morale e politico teorico-idealista. In soldoni (problematica possibile) bisogna articolare una perfettibilità ideale che riposa sul “tutto è umano” e umanizza tutto (estremo inaccettabile, poiché annienta l’uomo), a una non-perfettibilità pragmatica che riposa sul “tutto è natura” e naturalizza tutto (parimenti inaccettabile, per lo stesso motivo). [AVVERTENZA! la problématisation da me proposta è proprio da quattro soldi; nel senso, qualsiasi prof di méthodologie avrebbe orrore d’un tale trattamento del soggetto, poiché “trop superficiel”]. Continue reading