DAI CLASH A DANIEL BLAKE

di Roberta Merighi

«Abbiamo avuto un po’ di libertà dalla sicurezza sociale» dice il leader dei Clash Joe Strummer in una intervista rilasciata a una rivista musicale nel 1976 (e riportata da Giuseppe Allegri nel suo ultimo libro Il reddito di base nell’era del digitale). Il cantante racconta di aver conosciuto gli altri componenti della band mentre era in fila per ritirare il sussidio di disoccupazione. Essere “on the dole” (essere, cioè, a carico della sicurezza sociale), senza “contropartite”, continua Joe Strummer nella sua intervista, ha permesso loro di dedicarsi pienamente alla inclinazione artistica che li accomunava, senza essere costretti ad accettare lavori di qualsiasi tipo per sopravvivere.

Daniel Blake è il personaggio del film omonimo di Ken Loach (del 2016), è un falegname alle soglie dei 60 anni che dopo una grave crisi cardiaca, impossibilitato a lavorare, è costretto a chiedere un sussidio di disoccupazione. Ma per ottenerlo deve ottemperare a richieste (impegni nella ricerca del lavoro), che non può soddisfare a causa proprio della sua malattia, rimanendo impigliato nella maglie di una burocrazia incapace di venire incontro alla sua reale e disperata situazione. Continue reading

LA POVERTÀ COME INGIUSTIZIA SOCIALE

di Francesco Errani

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

(Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 3)

Questo articolo rappresenta uno dei cardini della nostra Costituzione, il principio di uguaglianza (e di non discriminazione). Non è sufficiente però evocarli, i diritti, perché vengano garantiti. Servono condizioni economiche, sociali, culturali, e la volontà politica perché possano affermarsi.

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LA RESPONSABILITÀ EDUCATIVA

di Felice Signoretti 

Il problema della responsabilità educativa investe ciascuno di noi, qualsiasi sia la propria professione e qualsiasi sia il modo di condurre il nostro rapporto con gli altri. Coloro che si sentono liberi dal dovere di affrontare il problema educativo negano che le loro scelte, le loro parole, i loro comportamenti, anche quotidiani, anche banali, possano avere un valore educativo. Si tratta di un grande sbaglio o, peggio, di una volontaria mistificazione. Indubbiamente per i genitori, i docenti, i religiosi il problema si pone alla base delle loro azioni nei rapporti con figli, studenti, adepti. Ma ognuno risente, nella vita comune, di quanto coscientemente o inconsciamente viene in lui indotto o stimolato dall’altro con cui egli entra in relazione, sia a livello paritario che a livello subordinato. Il mondo si trasforma, in bene o in peggio, dalle relazioni tra gli uomini e dalle dinamiche che esse creano. E ognuno è chiamato, da parole e gesti, a tirare fuori da se stesso (educere) gli elementi costitutivi della propria intelligenza, della propria sensibilità, del proprio sapere. Continue reading

EDUCAZIONE QUOTIDIANA DI DISUMANITÀ

di Angelo Errani

17 novembre 1938

Il 17 novembre 1938, venne emanata la Legge n. 1728, Provvedimenti per la Difesa della Razza, firmata dal capo del governo Benito Mussolini e promulgata dal re Vittorio Emanuele III.

Novembre 2018, sono passati ottant’anni. Tutto risolto? Possiamo stare tranquilli?

27 novembre 2018

Il 27 novembre 2018 il Parlamento italiano ha approvato la Legge Decreto sicurezza, firmato dal ministro dell’interno Matteo Salvini.

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INDIVISIBILI

In occasione della proiezione di Indivisibili di Edoardo De Angelis (2016) presso il Cineclub Bellinzona lo scorso 8 novembre, Angelo Errani riprende sul blog di Metro-Polis alcune riflessioni suscitate dalla visione del film e dalla discussione a esso seguita.

di Angelo Errani

Le forti emozioni che inevitabilmente suscita la visione del film Indivisibili potrebbero impedire il tentativo di una riflessione non condizionata dal moralismo, cioè dalla tentazione di giudicare. Perché siamo sempre pronti a giudicare?

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SMASCHERARE UNA MENZOGNA: SI IMPARA INSIEME NON DA SOLI

Angelo Errani conclude il percorso alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa, ponendo l’accento sull’importanza dell’imparare insieme collaborando e sulla la cortesia come componente dell’intelligenza.

di Angelo Errani

Il rito che ogni mattina accoglie i bambini, introducendo la vita quotidiana di tante classi della scuola del nostro e di altri paesi nel mondo, il salutarsi per poi dedicarsi al progettare insieme le ragioni e le modalità del lavoro su cui impegnarsi, costituisce un riferimento confortante nel panorama di profonda crisi e di disorientamento sociale e culturale che comprende ovviamente anche l’impegno educativo verso le nuove generazioni. Una parte della scuola si propone come esperienza di resistenza rispetto alla deriva dei riferimenti di bene comune e di responsabilità, una parola quest’ultima che, dal termine latino respondere da cui deriva, riceve il significato di dare risposta ai bisogni e ai problemi che si incontrano. E la solitudine che tanti insegnanti sperimentano è collegata al loro impegno in controtendenza rispetto al comandamento del pensiero dominante: un edonismo che non conosce limiti, da perseguire rincorrendo il successo nei confronti degli altri e accaparrandosi i consumi in competizione con il prossimo. Continue reading

SPERIMENTARE LA RESPONSABILITÀ. IL DIRITTO ALL’EDUCAZIONE E AL DOVERE

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa puntata approfondiamo in concetto di responsabilità, che è fondamentale coltivare nella realtà in cui viviamo.

di Angelo Errani

Le caratteristiche della cultura in cui siamo immersi e la complessità che caratterizza il presente ci fanno comprendere che, per chi sta crescendo, è divenuto ancora più importante rispetto al passato disporre di strumenti culturali che offrano la possibilità di capire e di agire criticamente nella realtà in cui ci è dato di vivere. La contemporaneità ci impone inoltre un’estensione della responsabilità. Mentre nel passato la responsabilità poteva limitarsi alle relazioni umane, oggi abbiamo la necessità di andare oltre: l’intera biosfera rivendica infatti la sua parte di attenzione e di cura. La globalizzazione ha messo in luce la complessità che caratterizza tutti gli aspetti dell’esistenza. Convenzionalmente attribuiamo alla parola complessità il significato di complicato, di difficile comprensione, mentre complexus, da cui deriva il termine italiano complessità, è una parola latina che significa intrecciato, tessuto insieme. La parola complessità sta dunque a indicare la relazione che intreccia indissolubilmente tutte le cose e tutti gli esseri, ci avverte dell’inevitabile ricaduta delle conseguenze dell’agire di ognuno sugli altri, sottolinea la necessità di ciascuno per la vita degli altri. Abbiamo di conseguenza la responsabilità di adeguare conoscenze, comportamenti e strumenti alle necessità del tempo in cui ci è dato di vivere. Continue reading

I RISCHI DI CHI CRESCE IN QUESTI ANNI: VIVERE IN UN PRESENTE AUTOREFERENZIALE REGOLATO DAL MERCATO

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa puntata indaghiamo le ragioni della svalorizzazione della memoria, che sono da collegare alla logica del mercato che ha preso il sopravvento nella cultura corrente.

di Angelo Errani

Potremmo pensare che i riti appartengano a un mondo che non c’è più, che essi avessero un significato in epoche in cui la cultura delle comunità umane, incontrando ostacoli e problemi e non disponendo di strumenti di conoscenza adeguati per farvi fronte, era costretta a rivolgersi al magico e all’immaginario.

Così confiniamo nel poetico le narrazioni, l’immane lavoro di documentazione delle generazioni che ci hanno preceduto, tramandato oralmente, con la scrittura, con le immagini, con la musica, con la preghiera: la storia dell’umanità, quella sacra e quella profana, le guerre con vittorie e sconfitte, i fasti delle corti e la vita dei contadini, l’alternarsi delle stagioni, i mestieri, i costumi, le ricchezze e le miserie, le gioie e i dolori, la vita e la morte degli uomini.

Culture vecchie? Culture morte? Continue reading

NAVI, E SPERANZE, SENZA APPRODI

di Roberta Merighi

Il 13 maggio 1939 salpava dal porto di Amburgo la nave St. Louis, transatlantico battente bandiera tedesca, con a bordo 937 profughi di cui 930 ebrei. Le autorità tedesche avevano concesso loro di lasciare la Germania, dopo averne confiscato i beni. Partivano dotati di visto turistico per Cuba, per lasciarsi alle spalle le persecuzioni e l’incubo dei “campi”.

Ma Cuba, che nel frattempo aveva modificato le leggi sull’immigrazione non li accettò né come turisti né come rifugiati e solo pochi di loro, una trentina, ebbero il permesso di sbarco.

Il presidente cubano (Federico Laredo Brú) temeva che scoppiassero disordini se avesse accolto un così alto numero di persone che non avrebbero potuto provvedere a se stesse, nonostante le organizzazioni ebraiche americane offrissero di provvedere al loro sostentamento fino a quando avessero trovato una più stabile sistemazione. Continue reading

ACCOMPAGNARE I BAMBINI A SCOPRIRE IL GIUSTO RUOLO DEL LIMITE

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa seconda puntata, riprendiamo e approfondiamo il significato di “limite”, per comprenderne in particolare il suo duplice ruolo.  

di Angelo Errani

Fra i miei ricordi di insegnamento presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna c’è un episodio avvenuto nel corso di una lezione dedicata alla conoscenza di alcuni deficit. Una studentessa aveva proposto la lettura della documentazione di un’esperienza clinica riguardante la straordinaria abilità di una persona con disturbi dello spettro autistico consistente nel riuscire a individuare, in pochi secondi e senza ricorrere ad alcun ausilio, il giorno della settimana corrispondente a una data compresa negli ultimi dieci anni. Sara, una studentessa cieca, esclamò con tono visibilmente preoccupato: “Oddio, non sarò anche autistica oltre che cieca?”. E, alla richiesta di motivare la sua preoccupazione, aggiungeva: “Perché faccio così anch’io”. Quella mattina, con la sua testimonianza, Sara aveva contribuito a chiarire in modo esemplare quel che Vygotskij indica come strano e somigliante ad un paradosso, e di cui offre la seguente spiegazione:

«[…] Da un lato il deficit è una mancanza, una limitazione, una debolezza, una diminuzione dello sviluppo, dall’altro, proprio perché crea degli ostacoli, esso provoca una potente spinta in avanti […] ogni deficit crea degli stimoli alla produzione di una compensazione». Continue reading