SMASCHERARE UNA MENZOGNA: SI IMPARA INSIEME NON DA SOLI

Angelo Errani conclude il percorso alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa, ponendo l’accento sull’importanza dell’imparare insieme collaborando e sulla la cortesia come componente dell’intelligenza.

di Angelo Errani

Il rito che ogni mattina accoglie i bambini, introducendo la vita quotidiana di tante classi della scuola del nostro e di altri paesi nel mondo, il salutarsi per poi dedicarsi al progettare insieme le ragioni e le modalità del lavoro su cui impegnarsi, costituisce un riferimento confortante nel panorama di profonda crisi e di disorientamento sociale e culturale che comprende ovviamente anche l’impegno educativo verso le nuove generazioni. Una parte della scuola si propone come esperienza di resistenza rispetto alla deriva dei riferimenti di bene comune e di responsabilità, una parola quest’ultima che, dal termine latino respondere da cui deriva, riceve il significato di dare risposta ai bisogni e ai problemi che si incontrano. E la solitudine che tanti insegnanti sperimentano è collegata al loro impegno in controtendenza rispetto al comandamento del pensiero dominante: un edonismo che non conosce limiti, da perseguire rincorrendo il successo nei confronti degli altri e accaparrandosi i consumi in competizione con il prossimo. Continue reading

SPERIMENTARE LA RESPONSABILITÀ. IL DIRITTO ALL’EDUCAZIONE E AL DOVERE

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa puntata approfondiamo in concetto di responsabilità, che è fondamentale coltivare nella realtà in cui viviamo.

di Angelo Errani

Le caratteristiche della cultura in cui siamo immersi e la complessità che caratterizza il presente ci fanno comprendere che, per chi sta crescendo, è divenuto ancora più importante rispetto al passato disporre di strumenti culturali che offrano la possibilità di capire e di agire criticamente nella realtà in cui ci è dato di vivere. La contemporaneità ci impone inoltre un’estensione della responsabilità. Mentre nel passato la responsabilità poteva limitarsi alle relazioni umane, oggi abbiamo la necessità di andare oltre: l’intera biosfera rivendica infatti la sua parte di attenzione e di cura. La globalizzazione ha messo in luce la complessità che caratterizza tutti gli aspetti dell’esistenza. Convenzionalmente attribuiamo alla parola complessità il significato di complicato, di difficile comprensione, mentre complexus, da cui deriva il termine italiano complessità, è una parola latina che significa intrecciato, tessuto insieme. La parola complessità sta dunque a indicare la relazione che intreccia indissolubilmente tutte le cose e tutti gli esseri, ci avverte dell’inevitabile ricaduta delle conseguenze dell’agire di ognuno sugli altri, sottolinea la necessità di ciascuno per la vita degli altri. Abbiamo di conseguenza la responsabilità di adeguare conoscenze, comportamenti e strumenti alle necessità del tempo in cui ci è dato di vivere. Continue reading

I RISCHI DI CHI CRESCE IN QUESTI ANNI: VIVERE IN UN PRESENTE AUTOREFERENZIALE REGOLATO DAL MERCATO

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa puntata indaghiamo le ragioni della svalorizzazione della memoria, che sono da collegare alla logica del mercato che ha preso il sopravvento nella cultura corrente.

di Angelo Errani

Potremmo pensare che i riti appartengano a un mondo che non c’è più, che essi avessero un significato in epoche in cui la cultura delle comunità umane, incontrando ostacoli e problemi e non disponendo di strumenti di conoscenza adeguati per farvi fronte, era costretta a rivolgersi al magico e all’immaginario.

Così confiniamo nel poetico le narrazioni, l’immane lavoro di documentazione delle generazioni che ci hanno preceduto, tramandato oralmente, con la scrittura, con le immagini, con la musica, con la preghiera: la storia dell’umanità, quella sacra e quella profana, le guerre con vittorie e sconfitte, i fasti delle corti e la vita dei contadini, l’alternarsi delle stagioni, i mestieri, i costumi, le ricchezze e le miserie, le gioie e i dolori, la vita e la morte degli uomini.

Culture vecchie? Culture morte? Continue reading

NAVI, E SPERANZE, SENZA APPRODI

di Roberta Merighi

Il 13 maggio 1939 salpava dal porto di Amburgo la nave St. Louis, transatlantico battente bandiera tedesca, con a bordo 937 profughi di cui 930 ebrei. Le autorità tedesche avevano concesso loro di lasciare la Germania, dopo averne confiscato i beni. Partivano dotati di visto turistico per Cuba, per lasciarsi alle spalle le persecuzioni e l’incubo dei “campi”.

Ma Cuba, che nel frattempo aveva modificato le leggi sull’immigrazione non li accettò né come turisti né come rifugiati e solo pochi di loro, una trentina, ebbero il permesso di sbarco.

Il presidente cubano (Federico Laredo Brú) temeva che scoppiassero disordini se avesse accolto un così alto numero di persone che non avrebbero potuto provvedere a se stesse, nonostante le organizzazioni ebraiche americane offrissero di provvedere al loro sostentamento fino a quando avessero trovato una più stabile sistemazione. Continue reading

ACCOMPAGNARE I BAMBINI A SCOPRIRE IL GIUSTO RUOLO DEL LIMITE

Angelo Errani continua ad accompagnarci alla scoperta dei momenti e delle fasi cruciali di una corretta relazione educativa. In questa seconda puntata, riprendiamo e approfondiamo il significato di “limite”, per comprenderne in particolare il suo duplice ruolo.  

di Angelo Errani

Fra i miei ricordi di insegnamento presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna c’è un episodio avvenuto nel corso di una lezione dedicata alla conoscenza di alcuni deficit. Una studentessa aveva proposto la lettura della documentazione di un’esperienza clinica riguardante la straordinaria abilità di una persona con disturbi dello spettro autistico consistente nel riuscire a individuare, in pochi secondi e senza ricorrere ad alcun ausilio, il giorno della settimana corrispondente a una data compresa negli ultimi dieci anni. Sara, una studentessa cieca, esclamò con tono visibilmente preoccupato: “Oddio, non sarò anche autistica oltre che cieca?”. E, alla richiesta di motivare la sua preoccupazione, aggiungeva: “Perché faccio così anch’io”. Quella mattina, con la sua testimonianza, Sara aveva contribuito a chiarire in modo esemplare quel che Vygotskij indica come strano e somigliante ad un paradosso, e di cui offre la seguente spiegazione:

«[…] Da un lato il deficit è una mancanza, una limitazione, una debolezza, una diminuzione dello sviluppo, dall’altro, proprio perché crea degli ostacoli, esso provoca una potente spinta in avanti […] ogni deficit crea degli stimoli alla produzione di una compensazione». Continue reading

ULISSE: CHI ERA COSTUI?

di Roberta Merighi

Assistevo, tempo fa, alla trasmissione televisiva Passato e Presente condotta su Rai 3 da Paolo Mieli. Una trasmissione che tratta quotidianamente di fatti o personaggi storici, ma anche di fatti o personaggi letterari. Tutti fanno parte, comunque, del nostro patrimonio culturale, li ritroviamo e li abbiamo letti nei libri su cui tanti studenti si sono misurati.

Argomento della puntata era Il Cavallo di Troia, episodio conclusivo della guerra di Troia e dell’Iliade di Omero. Inevitabilmente il discorso si è incentrato sul personaggio che aveva partorito l’inganno del cavallo, ossia Ulisse, che diventa poi il protagonista dell’Odissea. Ulisse è così riemerso alla nostra memoria, attraverso le parole dello storico intervistato, nelle sue caratteristiche: uomo scaltro e menzognero che durante la guerra ricorre più volte all’inganno, e che nella lunga strada intrapresa per ritornare a Itaca incontra ostacoli e affronta pericoli e tentazioni che supera non solo con l’aiuto di divinità contro altre divinità a lui avverse, ma con la stessa furbizia e astuzia che già gli avevamo visto usare per sconfiggere Troia. L’Ulisse omerico è quindi anche uomo di ingegno, dotato di quella creatività atta, come direbbe oggi la psicologia, al problem solving, ma anche uomo coraggioso, sorretto dall’intento di far ritorno all’amata Itaca, all’amata Penelope e al figlio Telemaco. Continue reading

LA RELAZIONE EDUCATIVA – L’IMPORTANZA DEL LIMITE

di Angelo Errani

Nascendo, abbiamo bisogno di poter contare su di uno sfondo in cui trovare posto

Nel Protagora, Platone racconta che Zeus aveva affidato a Epimeteo – il cui nome significa “colui che pensa dopo” l’incarico di assegnare una dotazione a tutti gli esseri viventi. Ma Epimeteo, quando arrivò a occuparsi degli uomini, essendo stato troppo generoso, scoprì di non aver più nulla da offrire. Allora Zeus incaricò Prometeo – il cui nome significa “colui che pensa prima” di assegnare agli uomini due dotazioni: la capacità di provvedere al futuro, cioè la possibilità di progettare la loro vita utilizzando gli insegnamenti del passato, e il fuoco, cioè le tecnologie indispensabili per compensare i loro limiti.

È questa la ragione per cui, mentre tutti gli altri esseri viventi possono vivere esclusivamente negli ambienti che sono coerenti con le loro caratteristiche, gli uomini sono riusciti ad abitare tutte le aree del pianeta, anche quegli ambienti per i quali non avevano alcuna predisposizione. E lo hanno potuto fare, paradossalmente, proprio grazie ai limiti che li caratterizzano. Infatti, se non fossero stati costretti a ricercare delle compensazioni al loro inadeguato equipaggiamento organico, non avrebbero avuto la possibilità di sopravvivere. Le compensazioni sono la cultura.

Non avrebbero inoltre avuto la possibilità di sopravvivere neppure se i singoli soggetti non avessero messo in comune le rispettive risorse. Il mettere in comune è la dimensione sociale. Continue reading

RETROTOPIA: L’AMARO TESTAMENTO DI BAUMAN

di Roberta Merighi

L’ultimo libro che Zygmunt Bauman, il sociologo della “Modernità Liquida”, ci ha lasciato (pubblicato postumo per i tipi Laterza) ha l’illuminante titolo di Retrotopia, un neologismo con cui egli ci indica una utopia che non riguarda il futuro, ma è rivolta al passato. Si tratta della tendenza attuale a rivalutare difensivamente il passato a fronte di un presente e di un futuro incerti perché, come Bauman dice nella sua introduzione al libro, «il cammino a ritroso, verso il passato, si trasforma in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente». A tale proposito egli ci rimanda, rovesciata, l’immagine dell’Angelus Novus della Storia di Walter Benjamin il cui volto non è più rivolto al passato mentre è sospinto dalla tempesta del progresso verso il futuro, ma è rivolto al futuro mentre anela al passato.

Mentre il futuro si è sempre collocato nell’area del possibile in cui tutto può accadere ed essere forgiato e il passato nell’area del già avvenuto e perciò dell’immutabile, oggi assistiamo a un cambio di paradigma: il passato può essere ancora plasmato in reinterpretazioni infinite, talvolta rassicuranti, rivalutato per molteplici aspetti, mentre il futuro si colloca in un ignoto a cui non appartiene più l’utopia. Continue reading

GIORNALI SCADUTI – MARZO 1977 A BOLOGNA

Siamo alla fine del 2017. Ormai quarant’anni sono passati dal 1977, eppure per molti ricordare significa ancora riaprire ferite e fallimenti.

Agli inizi del 1977 si era presentato sulla scena delle Università italiane un movimento assolutamente inaspettato che in breve tempo aveva assunto caratteristiche di massa. Se a Roma e Milano aveva mostrato sin dall’inizio caratteri di scontro violento, a Bologna era attiva soprattutto un’ala creativa, allegra e dissacrante. C’era in città un grande fermento. La musica, il Dams, i fumetti di Andrea Pazienza, le radio libere tra le quali Radio Alice, con il suo linguaggio bizzarro, gioiosa e disordinata, voce e specchio del movimento.

Ma un avvenimento cambiò tutto. L’11 marzo viene ucciso lo studente di Lotta Continua Francesco Lorusso, colpito, durante un tafferuglio tra gli studenti del movimento e Comunione e Liberazione, da un carabiniere che sparò ad altezza d’uomo. La situazione precipitò. (1) Continue reading

APERITIVO A TEMA: LO SPORT COME VALORE CIVICO

“Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport.” Cit. Alessandro Zanardi.

A ottobre Metro-Polis presenta un Aperitivo a Tema innovativo e inedito: il Centro Socio Ricreativo Culturale Stella (via Savioli, 3) ci accoglierà domenica 15 per parlare insieme di Sport. Per la prima volta Metro-Polis si occupa di questo tema e lo fa attraverso una serata a più voci: saranno nostri ospiti Simone Romano, presidente di Tecnicamp ASD; Furio Veronesi, insegnante di educazione fisica presso il Liceo Laura Bassi; Kevin Ferrari, presidente di Boga Sport (polisportiva LGBT); infine Fabrizio Martelli per l’Associazione Arca Arcobaleno.

Sport: le immagini dell’italiano medio sono la corsa di Tardelli con le braccia alzate urlando e correndo per il campo, Valentino Rossi che impenna per festeggiare il Titolo Mondiale, la Ferrari che non vince più, Fabio Cannavaro che alza la coppa del mondo, l’NBA come modello, Federica Pellegrini che porta in Italia medaglie su medaglie e tantissime altre icone che ci riempiono gli occhi, il cuore e la testa.

Lo Sport è anche e soprattutto tanto altro: tutto quello che c’è dietro alle imprese sopracitate, che c’è prima o c’è stato e non ha portato a quei risultati. Lo Sport è parte della vita di tutti noi o lo è stato. Tutti prima o poi, volenti o no, hanno una relazione con lo Sport. Lo Sport è sacrificio, dedizione, rispetto, impegno, rivalsa, salute, educazione, divertimento e tanto altro. Continue reading