IL SETTIMO SIGILLO DI BERGMAN: PESTE E CAPRO ESPIATORIO

di Rosalba Granata

Goya: Il sonno della ragione genera mostri.

«Quando alcuni di questi penitenti vennero a Liegi, tutti corsero con grande meraviglia a vederli compiere le loro flagellazioni […] così in tanti vi presero esempio, che chiunque voleva imitarli in segno di devozione; ma alla fine, tanto si diffuse questo comportamento che tutte le città erano piene di questi penitenti, che si facevano chiamare flagellanti […].

Quando si vide che questa mortalità e pestilenza non cessava per quanta penitenza si facesse, sorse una voce che diceva che questa mortalità veniva dagli ebrei e che gli ebrei avevano gettato veleni nei pozzi e nelle fontane in tutto il mondo» Continue reading

LA MORTE NERA: CRONACHE DAL MEDIOEVO – I RACCONTI DI CANTERBURY

di Patrizia Fiocchi

Geoffrey Chaucer e The Canterbury Tales 

Geoffrey Chaucer (1340-1400), viene spesso definito «il padre della poesia inglese» poiché fu il primo appunto a usare l’inglese, la lingua del popolo (a quei tempi alla Corte si parlava il francese). Nacque a Londra intorno al 1340, figlio di un ricco mercante di vino, e per la maggior parte della vita fu legato alla Corte inglese. Combatté in Francia nella Guerra dei Cent’Anni, e sposò poi Philippa, una dama della Regina. Si legò sempre di più alla ricca famiglia dei Duchi di Lancaster e scrisse un famoso poema sulla morte della Duchessa. Nel 1372 visitò l’Italia, dove venne in contatto con le opere di Petrarca, Dante e Boccaccio. Dante gli diede l’idea di utilizzare la lingua del popolo anziché quella dei colti, e il Decamerone di Boccaccio quella di un’opera strutturata in racconti di diversi personaggi, uniti da una cornice comune.  Continue reading

LA MORTE NERA: CRONACHE DAL MEDIOEVO

di Patrizia Fiocchi

La Peste nella cultura medievale

La Peste, spesso denominata Morte Nera (Black Death), verificatasi in Europa tra gli anni 1347 e 1350, ebbe effetti devastanti sulla popolazione e un notevole impatto sulla cultura medievale nelle sue diverse espressioni.

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SREBRENICA 11 LUGLIO 1995

di Roberta Merighi

 «Noi non sapevamo che cosa stava per succedere. Nessuno ci diceva nulla. Mio padre continuava ad essere ottimista e continuava a credere che i soldati olandesi avrebbero protetto i civili, senza badare al fatto che egli stesso vedeva i Cetnici [così erano chiamati i nazionalisti serbi] all’interno della fabbrica [la base dei caschi blu]. […] Gli olandesi non avevano armi […] e notai che non sembravano più così sicuri come al nostro arrivo alla base. Ciò che veramente mi sorprese fu che essi stessi stavano presso quei sacchi di plastica dove gli uomini erano costretti a svuotare le loro tasche. Siccome camminavo dietro a mio padre Lutvo, vidi quando un soldato olandese lo forzò a lasciare nei sacchi persino il suo berretto. Io pensavo ai soldati olandesi che ci avevano promesso che nulla di brutto ci sarebbe successo, che ci avevano detto di non aver paura perché ci avrebbero protetto. Quando fummo molto vicini ad uno degli autobus parcheggiati, uno dei Cetnici che indossava una uniforme olandese si avvicinò e disse a mio padre: “Tu vecchio seguimi”. Io mi girai e vidi un folto gruppo di uomini che erano già stati separati dagli altri. Mio padre Lutvo fu costretto a raggiungerli. A causa degli olandesi il sogno di mio padre di raggiungere un territorio libero non si avverò». Continue reading

RESISTENZE

di Patrizia Arcesilai, Milena Boldini, Patrizia Fiocchi

«Auguro a tutti voi, a ciascuno di voi di avere il vostro motivo di indignazione. È una cosa preziosa. Quando qualcosa vi indigna, come mi son indignato io per il nazismo, allora si diventa militante, forte ed impegnato. Si raggiunge la corrente della storia e la grande corrente della storia deve proseguire grazie a ciascuno. E questa corrente va nel senso di una maggiore giustizia, di più libertà»(1).

 

Siamo lieti di invitarvi all’Aperitivo a Tema del 14 aprile 2019, aperitivo che sarà dedicato alla Festa della Liberazione e che ha visto impegnati in un lavoro collettivo alcuni soci di Metro-Polis.

Il titolo che abbiamo pensato per questo incontro è: RESISTENZE.

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EDUCAZIONE QUOTIDIANA DI DISUMANITÀ

di Angelo Errani

17 novembre 1938

Il 17 novembre 1938, venne emanata la Legge n. 1728, Provvedimenti per la Difesa della Razza, firmata dal capo del governo Benito Mussolini e promulgata dal re Vittorio Emanuele III.

Novembre 2018, sono passati ottant’anni. Tutto risolto? Possiamo stare tranquilli?

27 novembre 2018

Il 27 novembre 2018 il Parlamento italiano ha approvato la Legge Decreto sicurezza, firmato dal ministro dell’interno Matteo Salvini.

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CINQUE TITOLI IN DOTE: LETTERA DI SILVANO LANCINI – IO NON CI STO

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.

In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.

LETTERA DI SILVANO LANCINI – IO NON CI STO

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NAVI, E SPERANZE, SENZA APPRODI

di Roberta Merighi

Il 13 maggio 1939 salpava dal porto di Amburgo la nave St. Louis, transatlantico battente bandiera tedesca, con a bordo 937 profughi di cui 930 ebrei. Le autorità tedesche avevano concesso loro di lasciare la Germania, dopo averne confiscato i beni. Partivano dotati di visto turistico per Cuba, per lasciarsi alle spalle le persecuzioni e l’incubo dei “campi”.

Ma Cuba, che nel frattempo aveva modificato le leggi sull’immigrazione non li accettò né come turisti né come rifugiati e solo pochi di loro, una trentina, ebbero il permesso di sbarco.

Il presidente cubano (Federico Laredo Brú) temeva che scoppiassero disordini se avesse accolto un così alto numero di persone che non avrebbero potuto provvedere a se stesse, nonostante le organizzazioni ebraiche americane offrissero di provvedere al loro sostentamento fino a quando avessero trovato una più stabile sistemazione. Continue reading

BOLOGNA, 2 AGOSTO 1980 – TEMPESTA DI METEORE

di Mariangela Latella

Tratto dalla raccolta Storie d’amore all’ombra delle Due Torri, a cura di Romano Stagni, 2016, Ibiskos Editrice Risolo, che abbiamo presentato durante l’Aperitivo a Tema del 18 marzo 2018.

E ora come ve lo spiego? Come faccio a raccontarvi come sopravvissi a quella strana stagione della vita in cui i sentimenti travolgono le nostre esistenze come fossero una tempesta di meteore. Ne fui investita anche io. Era estate, l’agosto del 1980, avevo appena iniziato l’università e, vi assicuro, la mia fu davvero una tempesta memorabile.

Cavoli che botta!

Mi attraversò senza neanche rallentare un attimo tutto quel flusso di detriti, meteore, stelle cadenti e ogni altro ben di Dio stellare. Mi travolse con così tanta prepotenza che riuscì a scompormi in tante minuscole parti di me, che sempre a me appartenevano, sempre me erano, ma che presero a vivere di vita propria.

Alcune di esse non sospettavo neanche di averle. Continue reading

APPETIZER BOOKS: ADDIO A BERLINO – CHRISTOPHER ISHERWOOD

di Francesco Colombrita

Edito Adelphi, 252pp, 2015

«Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto, completamente passiva, che registra e non pensa. Registro l’uomo che si fa la barba alla finestra dirimpetto e la donna in kimono che si lava i capelli. Un giorno tutto questo andrà sviluppato, stampato con cura, fissato».

Una dichiarazione particolare come questa, che campeggia nella prima pagina di un libro, non può che lasciare interdetti circa la possibilità che venga disattesa; che l’autore in realtà non possa davvero svanire dietro la propria voce. Tuttavia la promessa verrà mantenuta: protagonista e voce narrante, Isherwood svanisce dietro l’obiettivo della sua memoria rendendoci partecipi della vita di una Berlino anni ’20 ricca di un fermento che andrà a infrangersi nell’ascesa di Hitler. Continue reading