VIAGGI AGROGASTRONOMICI – LA CULTURA DEL VINO E DEL CIBO

di Franco Mioni

La Fase 2 comporterà problematiche differenti rispetto al periodo precedente. Reclusi più o meno volontariamente, poi in spasmodica attesa della liberazione, e ora fiduciosi nel recupero graduale della socialità, ci troviamo però, oltre che ancora con alcune regole e limitazioni, con timori e incertezze e una inestricabile burocrazia che rendono difficile questo recupero. Sono quindi prematuri gli assembramenti in luoghi chiusi e turismo, sport, spettacolo e convivialità continueranno, più o meno, a esserne penalizzati. Al momento possono aiutarci gli spazi aperti, stante la stagionalità favorevole per circa cinque mesi; quindi ristoranti e trattorie con queste caratteristiche, agriturismi e aziende agricole e vinicole. Possiamo partire proprio dal vino e dal cibo, utilizzando come veicolo la fruizione didattica e pratica della civiltà della tavola e delle tradizioni del territorio, anche storico-sociologiche. Potendo così evocare, in modo virtuale, luoghi storici e mete artistiche anche lontani.

Testimonianze e racconti, con la parola ad aiutare il pensiero, l’immaginazione e il desiderio di conoscenza: descrizioni di prodotti del territorio, dalla lavorazione all’arrivo sulla tavola, la storia di tradizioni e feste legate all’alimentazione di una regione o di un paese conservate fino ad oggi, assaporando poi dal vivo, insieme al vino, i prodotti agricoli e animali preparati dall’uomo.

Il turismo organizzato ha trascurato per decenni queste componenti della cultura, della storia e della realtà socio-economica di città, microzone, regioni e nazioni che si andavano a visitare, togliendo così a chi viaggiava elementi fondamentali di comprensione di ciò che si era scelto di conoscere.

Aspetti geografici e climatici, guerre e scontri religiosi, carestie, battaglie politiche e moti popolari: tutti questi fondamenti della vita civile in qualsiasi luogo sono strettamente interconnessi, con reciproca influenza, con l’alimentazione, i prodotti del territorio e le tradizioni popolari a ciò legate.

I percorsi e le esperienze conoscitive che si possono descrivere tramite il vino e il cibo possono spaziare nella nostra variegatissima, bellissima e volte poco conosciuta Europa, comprendendo in maniera accurata tutti gli elementi di cui sopra, con pari dignità.

Arte, architettura, musei, urbanistica, artigianato, folklore, ritmi e modi di vita: la storia dei luoghi e degli esseri viventi che li popolano.

Evocheremo itinerari culturali-enogastronomici per ritornare a essere viaggiatori, non più turisti. In un giorno da Bologna si può andare e tornare, oltre che in Emilia Romagna, in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino e Alto Adige, Veneto, Friuli, Toscana, Marche, Umbria. In due giornate si raggiungono la Costa Azzurra, la Svizzera, l’Austria, la Slovenia, il Lazio, l’Abruzzo.

Stupendi tratti di costa, navigazione su fiumi e laghi, castelli, abbazie, città murate e cittadine d’arte, crinali e vallate, montagne e colline; conoscendo mete non scontate e lasciando da parte le già note.

Insieme e accanto a queste bellezze naturali e artistiche ecco i più pregiati vigneti, cantine storiche o innovative, frantoi in mezzo a stupendi uliveti, produttori di formaggi e salumi «ancora come una volta», allevatori di razze in via di estinzione così come le più avanzate aziende alimentari. E quindi immersione nel tessuto storico ed economico di una società, con assaggi di vini e prodotti prelibati; evocando virtualmente banchetti nei suggestivi luoghi di produzione, oppure in locali storici e pulsanti di genuinità, dall’osteria al ristorante di antica fama.

Possiamo così condurvi anche in Borgogna e in Alsazia, tra le più spettacolari e succulente regioni francesi, oppure nella fascinosa Mitteleuropa, dove la tavola è una delizia anche interiore; e poi in Spagna e in Portogallo, dove la cucina è vita e sensualità.

Potremo poi immaginare e descrivere anche le stagioni migliori. In pieno inverno in Costa Azzurra o alle Canarie il clima è mite e soleggiato e il Carnevale scintillante, mentre la primavera è il momento magico della fioritura soprattutto in paesi piuttosto piovosi come Olanda e Gran Bretagna. L’estate è il periodo ideale per gli stupendi scenari della Scandinavia; in settembre e ottobre, per la vendemmia, abbiamo colori spettacolari e sentori inebrianti nelle zone vinicole di tutta la nostra meravigliosa, inimitabile Europa. In novembre il profumo del tartufo invade Langhe e Monferrato e quello dell’olio tutte le regioni dove c’è un frantoio all’opera.

Esempi di eventi storici che hanno influenzato le abitudini alimentari

XVI° secolo: dopo la scoperta dell’America ci vogliono parecchi decenni per superare le diffidenze degli europei nei confronti dei numerosi nuovi alimenti importati, tra cui cacao, pomodoro, patate, mais, peperoni, ecc.

1618 – 1648: Guerra dei trent’anni. Ripetutamente peste e carestie nell’Europa centrale. Coltivazioni distrutte, niente farina, niente pane: diffusione della patata in tutta l’area, poi divenuta d’uso comune più del pane.

11/12 settembre 1686: fine dell’assedio di Vienna. Gli Ottomani in fuga lasciano anche grandi quantità di sacchi di caffè, fino ad allora praticamente sconosciuto in Europa. Da qui lo sviluppo dei Caffè letterari mitteleuropei.

Inizio XIX° secolo: in Francia Chef e brigate di cucina di corti e di nobili, rimasti disoccupati dopo la rivoluzione, istituiscono i primi ristoranti, fino ad allora inesistenti in tutta Europa e ora adatti alla borghesia appena formatasi.

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