GREEN IN PILLOLE – ISTERIA

Linda GreenIl termine ‹‹isteria››, ormai scomparso dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), denota un complesso quadro clinico caratterizzato da sintomi non unitari e dalla presenza di disordini di natura psicosomatica. Se ne documentano alcuni casi già in papiri risalenti all’antico Egitto, mentre la parola appare per la prima volta nel trentacinquesimo aforisma del Corpus Hippocraticum, in cui è possibile leggere: ‹‹Se una donna soffre di isteria, sternutire è di beneficio››.

Regina indiscussa e charmat delle patologie del 1800, l’isteria domina l’immaginario maschile e patriarcale da molti secoli, plasmandone azioni e contemplazioni. Il termine stesso, che deriva dal greco ὑστέρα (hystera), ovvero ‹‹utero››, è il bisbiglio nemmeno troppo discreto di come la medicalizzazione coatta di un organo abbia reso una patologia prettamente femminile, ad uso e consumo del femminino.

Dobbiamo, tuttavia, essere grate a questa infausta fallocrazia, perché ci ha donato la più grande e tragica eroina di tutti i tempi: Anna O. Colta, bella e idrofoba: compendio di virtù e follia da cui tutte dovremmo prendere esempio per essere e per non essere. È nel grembo di Anna O. la scaturigine della vera avanguardia femminista: Freud ne è il padre ma è lei la grande madre della psicoanalisi.

In sintesi: non tutti gli uteri vengono per nuocere.

Linda Green

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