APPETIZER BOOKS: BEVENDO IL TÈ CON I MORTI – CHANDRA LIVIA CANDIANI

Edito da Interlinea, 2015, pp. 111

Quando la luna incontra il nostro cuore, la ruota dell’universo prende a fluire, immobile, a gran velocità; si insinua fondendosi a noi, impalpabile: ne nasce uno sguardo diverso, un osservare sospeso, un sentire distratto ma presente. Compaiono d’un tratto immagini e suoni, bui e silenzi. Così, a volte, nasce la poesia: una visione meravigliosamente espressiva e potente che conduce la mente là dove solo il cuore può passeggiare. Attraverso l’occhio di Chandra Livia Candiani, osserviamo quel mondo in bilico tra il nostro e tutti gli altri, popolato di entità sottili e silenziose, sospese e scherzose, stanche e spinose.

«La morta
con il canarino sulla spalla
dice che come l’uccello
dalla gabbia
lei dal corpo
è sfuggita.».

«Verso sera
i morti siedono sui fili della luce
come gocce di pioggia
che è già caduta».

«Non ai morti
si addice la tristezza
ma al bugiardo
perdurare dei vivi».

Quali racconti possono svelarsi dalla pace di chi ci vive accanto nell’eternità di queste immagini vivide ed iconiche, svelate e ricoperte, dissepolte e colorate? I morti delle poesie di Chandra si fanno portatori del conflitto che nasce dall’attaccamento dell’uomo alla vita e alle passioni: al mutevole invece che all’eterno.

Francesco Colombrita

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