APPETIZER BOOKS: FIAMME – GYÖRGY DRAGOMÁN

Edito Einaudi, 2018, 384 pagine

di Francesco Colombrita

 

Rimanere sospese nel tempo, abbandonate, accarezzando l’idea della solitudine e del non avere più nulla al mondo, chiuse in un collegio femminile, routinario e immobile, all’ombra di una dittatura appena trascorsa. Questo succede alla piccola Emma, i suoi genitori sono morti, lei è sola, attende semplicemente lo scorrere delle lezioni, studiando. Eppure un giorno qualcosa interrompe la stasi in cui si era calata. Un’anziana signora si presenta alla scuola, dice di essere sua nonna, strano che i genitori non l’abbiano mai menzionata.

Inizialmente la diffidenza è tanta ma la giovane decide di accettare l’invito della donna di andare a vivere con lei, in una cittadina lontana. Un viaggio non troppo lungo, che fin dal principio si afferma per piccole stranezze, gesti, parole sussurrate e situazioni surreali. Tutte ruotano attorno alla nonna che con apparente noncuranza mette Emma di fronte alla tangibile forza delle sue azioni. Che sia una strega? La casa in cui vive ha alle volte regole strane, come strana è la farina su cui l’anziana segna simboli con il dito per poi cancellarli. La nuova scuola è terribile, emarginazione e bullismo non mancano, sembra che tutti ce l’abbiano con la protagonista, lei non capisce il perché, cerca di ricostruire le parti mancanti della sua storia e di quella dei genitori da discorsi origliati nei corridoi. La società in cui si trova a vivere è distrutta, polverizzata nella sua coesione dagli orrori di una dittatura alle cui conseguenze ogni persona cerca di adeguarsi.  

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