EDITORIALE DEL PRESIDENTE: MARTA FRANCESCHINI – I LIBRI E LE DONNE

L’Aperitivo a Tema del 14/05/2015, ‹‹Marta Franceschini, i libri, le donne››, si è concretizzato come un importante momento di vita associativa, in cui, ancora una volta, perimetri e confini sono stati spostati, confusi e riannodati: un incontro per conoscere il talento e la produzione artistica di una scrittrice, una narrazione su Laura Bassi, un pretesto per parlare di donne al di là di ideologie e sterili categorizzazioni.
Con le modalità proprie di Metro-Polis, in cui cultura e leggerezza si stringono in un sinolo indissolubile, abbiamo premesso al dialogo con Marta Franceschini una narrazione collettiva di quattro profili per noi significativi: un’ideale e bizzarra introduzione alla nostra ospite e alla figura di Laura Bassi. Di questo è possibile leggere in ‹‹Quattro biografie di donne››.

Immagine 1Laura Bassi, il nome stesso prima ancora della scienziata, ha per me un forte valore affettivo: ho studiato al liceo Laura Bassi di Bologna, in quell’istituto ho vissuto cinque intensi anni, quella scuola mi ha insegnato ad essere ciò che sono. Il mio non vuole essere un affettato sentimentalismo di maniera, ma peccherei di falsità se non dicessi che, per me, l’imprinting del Laura Bassi vibra ancora potente in quella che è la parte migliore del mio modo di essere, condizionandomi e guidandomi. Dal Laura Bassi, poi, provengono diverse e importanti persone che hanno voluto e creato Metro-Polis: senza scomodare il fato e i suoi disegni, mi piace pensare che nella figura di Laura Bassi vi sia un utero elegante e discreto, all’interno del quale Metro-Polis è potuta essere ospitata, in una dolce e inaspettata gestazione.
Alla luce di questo tributo affettuoso, non meraviglierà l’entusiasmo con cui abbiamo accolto la proposta di Daniela Zani1, la quale ci ha invitato a ospitare Marta Franceschini, una scrittrice sua amica che ha da poco pubblicato, tra gli altri, un libro incentrato proprio sulla figura di Laura Bassi.

Immagine 2Marta Franceschini è scrittrice e giornalista italiana, corrispondente free-lance per diverse testate giornalistiche; ha vissuto in India, Stati Uniti e Gran Bretagna. Scrive il suo primo romanzo nel 2000, anno in cui pubblica, con Sellerio, La discesa della paura; ad esso seguono Sangue del mio sangue (2006) e La valigia di Agafia (2008). Nel 2006 è autrice dei testi per lo spettacolo teatrale La donna imperfetta, con la regia di Tita Ruggeri; mentre nel 2007 cura il documentario sulla tragedia di Ustica Ero nato per volare, con la regia di Enza Negroni, per il Museo della memoria di Bologna. In questi ultimi anni si è dedicata alla letteratura illustrata per ragazzi: del 2011 è Laura Bassi. Minerva Bolognese, pubblicato con la Bononia University Press e del 2012 La Rivolta, per l’editore Cicogna.
Informale ed evocativa, Marta Franceschini ci presenta la vita di Laura Bassi come fosse una vera e propria narrazione: un incipit in media res, in cui Laura Bassi è intenta a fare lezione all’Università di Bologna; seconda donna laureata d’Italia e prima donna al mondo ad accedere all’insegnamento ottenendo una cattedra universitaria. C’è un’enorme folla ad assistere alla lezione ma qualcosa non torna: vi è molta confusione, grasse risate e alcune persone sono mascherate. È carnevale: Laura Bassi può insegnare solo previa autorizzazione dei colleghi perché è donna; l’autorizzazione arriva solo a carnevale o in occasione di alcune cerimonie pubbliche. Laura Bassi è l’animale esotico da mostrare, il gingillo che dà lustro e notorietà a un’università felsinea che sta perdendo in popolarità: ora tutti vogliono vedere la donna che sale in cattedra.
Un flashback: Laura Bassi nasce il 31 ottobre 1711 a Bologna, siamo quindi nello Stato Pontificio. È una bambina solitaria, forse annoiata e uno zio, durante una visita di famiglia, decide di regalarle tre grammatiche: una latina, una francese e una greca. La bambina impara da autodidatta e impara bene, tanto da colpire Gaetano Tacconi, medico di famiglia, il quale si propone di educare privatamente Laura Bassi. I genitori della bimba così dotata accettano, ma a una condizione: non si deve sapere che un dottore rinomato stia impartendo lezioni alla loro bambina, sarebbe una vergogna per la famiglia. Tacconi accetta a sua volta, perché vede in Laura Bassi un potente mezzo per accrescere il proprio personale prestigio: verrà ricordato dalla storia come il primo uomo capace di educare una donna a un sapere prettamente maschile.
Laura Bassi studia così logica, metafisica e filosofia naturale (l’odierna fisica): ha un talento straordinario e nelle dimostrazioni che Gaetano Tacconi svolge a beneficio dei colleghi e del proprio ego, viene notata anche dal cardinale Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV. Grazie anche all’intercessione di quest’ultimo, Laura Bassi riceve dal Senato Accademico la laurea e la libera docenza tanto in filosofia quanto in filosofia naturale. Come si è detto, tuttavia, ella può insegnare esclusivamente su permesso di colleghi e superiori, quindi molto raramente.
Ecco il riannodarsi di fabula e intreccio: nel 1738 Laura Bassi si sposa con Giuseppe Veratti, fisico e collega (da cui avrà otto figli), e insieme allestiscono all’interno della loro casa un vero e proprio laboratorio in cui la donna potrà insegnare fisica sperimentale. La corrispondenza di Laura Bassi è fittissima, è in contatto con i maggiori intellettuali dell’epoca e i suoi corsi vengono frequentati dagli studenti di tutto il mondo.  Il Papa, nel 1745, istituisce per lei il venticinquesimo seggio presso l’Accademia Benedettina, importante istituzione culturale: conscia dell’opposizione dei colleghi, Laura Bassi scrive al Papa pregandolo di concederle un posto ad hoc, che decadrà con la sua morte. Non è una rivoluzionaria tout court, sa leggere la contemporaneità e comprende l’eccezionalità che incarna: la straordinaria eterodossia di Laura Bassi sta nella tenacia con cui, per tutta una vita, ha lottato in maniera discreta al fine di realizzare se stessa e i propri desideri.
Laura Bassi morì a Bologna nel 1778, pochi anni dopo aver finalmente ottenuto una cattedra di fisica sperimentale presso l’Istituto delle Scienze, libera dai vincoli d’insegnamento legati al suo essere donna.

Immagine 3La testimonianza che Marta Franceschini narra in Laura Bassi. Minerva bolognese è sicuramente una vicenda agrodolce ma dal potente impatto paidetico: la vita eccentrica di Laura Bassi può e deve essere modello non solo per chi si voglia dedicare alla vita della mente, ma per chiunque difetti di tenacia e amor proprio.
Nel ringraziare Marta Franceschini per la disponibilità e la passione con cui si è dedicata a Metro-Polis, mi piace sottolineare l’assoluta contemporaneità di Laura Bassi: in una società escludente e solitaria, in cui scuola e istruzione si trasformano in campi di battaglia per feroci guerre ideologiche, c’è forse bisogno di tornare in quel laboratorio casalingo, ricolmo di cultura e di passione.

Mattia Macchiavelli

NOTE:

1. Socia preziosa di Metro-Polis e intraprendente amica dell’associazione

0 thoughts on “EDITORIALE DEL PRESIDENTE: MARTA FRANCESCHINI – I LIBRI E LE DONNE

  1. Pingback: QUATTRO BIOGRAFIE DI DONNE | Metro-Polis

  2. Pingback: LA PIÙ GRANDE BUGIA DELL’UMANITÀ SULLE ORIGINI DELL’UMANITÀ | Metro-Polis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.