EDITORIALE – TI PORTO DI ME

14053768_997367427049007_585232331585936585_o‹‹Ti porto di me›› è nato da una trappola: volevamo incastrare la nostra Silvia Salucci per un Aperitivo a Tema dedicato al suo modo di intendere e di fare fotografia. Quelle foto fresche e divertenti, quell’impertinenza evocativa, avrebbero certamente meritato un incontro ad hoc, ma Silvia ha giocato una mano astuta, calando il così detto carico da novanta: “Perché invece non organizziamo un Aperitivo a Tema in cui chiunque può portare un proprio talento o una propria passione?”, più o meno sono state queste le parole.

Così è nato ‹‹Ti porto di me››, un po’ per gioco come alle volte accade in Metro-Polis, ma un gioco importante: un gioco che ci sveglia, che ci interroga, che ci porta a condividere qualcosa. La dimensione del contatto, la creazione di uno spazio di dialogo, la costruzione di un luogo in cui sia possibile tanto il darsi quanto la serenità del darsi: in questa fatica risiede l’agile salto che andiamo cercando, una leggerezza che mai è superficialità.

14086343_997367577048992_8822857239041505486_oQuesto è stato un Aperitivo a Tema in pieno stile Metro-Polis. Altrove abbiamo delineato cosa intendiamo con la formula ‹‹in pieno stile Metro-Polis››, cito brevemente:

‹‹Quando, per illustrare una delle nostre iniziative, ci avvaliamo della formula “in pieno stile Metro-Polis”, facciamo riferimento a un intero immaginario di buone pratiche: intendiamo un incontro realmente partecipato, una serata agita da tutti, in cui il centro è decentrato e nella cui orizzontalità ognuno è protagonista. Ci riferiamo, così, a una modalità del fare cultura in cui crediamo e di cui ci facciamo interpreti: ognuno ha qualcosa da dire, ogni persona ha un contributo da dare perché ognuno di noi è un frammento indispensabile dell’identità di Metro-Polis. Ognuno di noi è Metro-Polis.
Questo tipo di incontro va a braccetto con un’altra fondamentale categoria del pensiero e dell’azione della nostra associazione: la
leggerezza. Abbiamo cominciato la nostra avventura, quasi tre anni fa, pensando all’agile salto che Calvino immagina di far fare al poeta-filosofo nel nuovo millennio: un balzo che poggia sulla solidità della terra da cui prende il volo, un guizzo che vive dell’agilità leggera di chi sa divertirsi con passione. Il divertimento, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è per noi cosa serissima, è chiave di volta del nostro progetto culturale e causa finale di ogni nostro agire.
Tutto questo, in definitiva, raccoglie la dicitura “in pieno stile Metro-Polis”: ci sono dentro stuzzichini e idee profonde, chiacchiere e impegno civico, seri sorrisi e divertite passioni
››.

14067913_997368130382270_2099937487347767016_oUn’aria di Maria Callas come emblema del belcanto ormai perduto; un personale addio alle sigarette tra prosa e poesia; la passione per l’uncinetto; una poesia scritta di proprio pugno; l’India attraverso i vestiti indiani; lo Zodiaco come gioco di conoscenza; la figura e la poesia di Emily Dickinson; la scuola di calcio Tecnicamp come filosofia di vita; la fatica e a la soddisfazione dello scrivere un libro; “Giorno d’autunno” di Rainer Maria Rilke; un duetto per cantare i brani della resistenza; la propria amicizia come testimonianza di presenza; le proprie fotografie come arte e come dono; l’ambivalenza del sentirsi cittadina del mondo; l’invito a frequentare i cinema e i buoni film; l’elogio della fragilità, una lettura tratta da “L’uomo di vetro” di Vittorino Andreoli; la passione per l’avventura e per le emozioni ad alta quota; ciò che è veramente importante visto attraverso i propri scatti fotografici; le scarpette da punta per il ballo e per imparare dai più piccoli.

È in questo flusso di coscienza che risiede il senso ultimo della nostra serata: ognuno di noi ha portato qualcosa, si è dato in un qualche modo; ma, soprattutto, ciascuno di noi è diventato un pezzetto dell’altro. Attraverso una nota, un’immagine o una parola abbiamo avuto accesso a una dimensione intima, realizzando così quell’alchimia discreta e non invadente che è Metro-Polis.

Mattia Macchiavelli

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