EDITORIALE: ZITTA! – SVALUTAZIONE DELLA DONNA E VIOLENZA

L’esigenza di occuparsi di tematiche socialmente sensibili è forte in Metro-Polis e in chi ne fa parte: questi temi, nelle loro analogie e nelle loro differenze, intercettano quell’impulso civico su cui la nostra associazione ha voluto ergersi. Accendere una piccola luce sulla società in cui siamo immersi, dunque, è per noi un valore imprescindibile. È con questo spirito che abbiamo deciso di invitare al nostro Aperitivo a Tema di aprile 2016 Marilù Oliva, Elena Araldi e Luca Balboni, rispettivamente ideatrice, regista e compositore della colonna sonora della video inchiesta ‹‹Zitta!››. Ad introdurre questo appuntamento, qui sul nostro blog, l’articolo ‹‹La madre alle spalle di Zeus›› di Francesco Colombrita: un focus mitologico sulla transizione dalle società di impronta matrifocale a quelle patriarcali, che ancora contraddistinguono il nostro presente. Un’introduzione eterodossa, come spesso accade in Metro-Polis, in cui il cammino di avvicinamento a una tematica non esaurisce il nostro campo d’indagine ma contribuisce a renderlo più articolato e complesso; nella speranza di restituire una realtà sfaccettata e polisensa.

13116154_928713450581072_4769330008553810139_o

Quest’anno, da gennaio a settembre, ogni nostro Aperitivo a Tema si apre con un appuntamento particolare: i ‹‹15 minuti con Metro-Polis››, ovvero una scheggia di tempo in cui, mese per mese, approfondire un aspetto della nostra associazione. Così, se a febbraio Rosalba Granata si è occupata dell’identità di Metro-Polis e a marzo Beatrice Collina ha approfondito il nostro statuto; in questo incontro d’aprile è stata la volta di Laura Comitogianni, responsabile comunicazione di Metro-Polis, la quale ha adottato il tema del nostro blog. Potete trovare quanto illustrato nell’articolo: «15 minuti con Metro-Polis: il nostro Blog».

13072908_928713060581111_3696801928115138064_oUn Aperitivo a Tema, quello di questo mese, dedicato al rapporto tra la svalutazione della figura della donna nella nostra società e la violenza esercitata su di essa. Come filo conduttore la video inchiesta ‹‹Zitta!››, prodotta da Kinedimorae e realizzata da Marilù Oliva ed Elena Araldi: insegnante e scrittrice la prima, autrice televisiva e filmmaker la seconda. Dall’incontro e dalla collaborazione delle due nostre ospiti nasce un video incentrato sulla condizione della donna nell’Italia di oggi, una fotografia dell’esistente che non può non interrogare su quanto fino ad ora è stato realizzato e quanto, ancora, ci sia invece da fare. Proprio questi interrogativi sono stati sottoposti, nel corso della video inchiesta, a Dacia Maraini, Matteo Viviani, Matteo Strukul e Marcella Corsi.
Ne emerge un quadro critico dall’impatto notevole: la rappresentazione mediatica della donna ne veicola, in larga misura, una reificazione se non una vera e propria animalizzazione. La costruzione collettiva di un’immagine-donna come prodotto sensuale e l’appiattimento generalizzato sopra questo modello continuamente proposto e riproposto, danno vita a fenomeni di condizionamento e di vera e propria assimilazione culturale di tale modello. Siamo di fronte a una forma di misoginia subdola: in tempi non troppo lontani da noi la svalutazione nei confronti delle donne era più esplicita e dalle conseguenze immediate; ora essa esiste in forme più larvate, come se il trascinarsi di un presunto diritto arcaico di possesso da parte di un generale immaginario maschile sopravvivesse nella costruzione mediatica di un modello femminile depotenziato e svilente.
Quanto detto trova terreno fertile nel tessuto socio-produttivo dell’Italia contemporanea, in cui vi è un oggettivo divario nel trattamento lavorativo ed economico riservato a uomini e donne: un solco che, immancabilmente, restituisce alla metà femminile di questo rapporto la posizione più svantaggiosa. Vi è un problema di coerenza tra percorso formativo intrapreso e lavoro; vi è una difficoltà di collocarsi in maniera adeguata e consona nella dimensione lavorativa; soprattutto, esiste una difficoltà di fondo nell’uscire dall’idea di un ruolo familiare predefinito e preassegnato.
Il modello mediatico svalutante e la posizione sociale non priva di criticità confluiscono in una rappresentazione pubblica della donna che non solo è discriminatoria ma che in un certo senso alimenta fenomeni di aggressività e violenza.

13123182_928713237247760_3060481579329366287_o

Quale la via d’uscita a questa situazione?
Occorre rompere un vero e proprio modello culturale, occorre compiere scelte di rottura tanto a livello personale quanto nella sfera pubblica del nostro agire comune.
Fondamentale è lavorare in prima istanza su noi stessi, su quelle zone d’ombra che ognuno di noi possiede: bisogna riconoscere se e in che misura tale modello culturale è penetrato in noi, cercando di comprendere quanto i nostri pensieri e le nostre azioni ne siano eterodiretti. Una sorta di speleologia psichica in cui ci facciamo giudici, tribunale e, soprattutto, imputati.
Si rende necessario un ragionamento di più lungo periodo, perché solo lavorando su di un respiro più ampio potremo compiere quei piccoli passi necessari a recuperare dignità, autonomia e libertà. Si dovrà agire sulla scuola prima ancora che sui media, sulla famiglia prima ancora che sulla scuola: ognuno, nel proprio piccolo, avrà così la possibilità di purificare la propria goccia di realtà. E goccia per goccia, l’oceano lo si cambia.

13123021_928713677247716_8761882183739541123_o

Nel ringraziare Marilù Oliva, Elena Araldi e Luca Balboni per la generosità e l’impegno con cui si sono donati a Metro-Polis, voglio lasciarvi proprio con le immagini, i testi e le musiche di ‹‹Zitta!››, affinché ognuno di noi possa apprezzarne il senso e possa cominciare a percorrere il proprio sentiero di cambiamento.

Mattia Macchiavelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.