MERCOLEDÌ 27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA.

di Angelo Errani

Citazione da Primo Levi:

«Pannwitz è alto, magro, biondo; ha gli occhi, i capelli e il naso come tutti i tedeschi debbono averli, e siede formidabilmente dietro una complicata scrivania. Io, Haftling 174517, sto in piedi nel suo studio che è un vero studio, lucido, pulito, ordinato, e mi pare che lascerei una macchia sporca dovunque dovessi toccare. Quando ebbe finito di scrivere, alzò gli occhi e mi guardò.

Da quel giorno io ho pensato a Pannwitz molte volte e in molti modi. Mi sono domandato quale fosse il suo intimo funzionamento di uomo, come riempisse il suo tempo, all’infuori della polimerizzazione e della coscienza indogermanica; soprattutto quando io sono stato di nuovo un uomo libero, ho desiderato di incontrarlo ancora, e non già per vendetta, ma solo per una curiosità dell’anima umana. Perché quello sguardo non corse fra due uomini; e se io sapessi spiegare a fondo la natura di quello sguardo, scambiato come attraverso la parete di vetro di un acquario fra due esseri che abitano mezzi diversi, avrei anche spiegato l’essenza della grande follia della terza Germania. Continue reading

VOGLIAMO TORNARE AL PIÙ PRESTO ALLA VITA DI PRIMA?

Oppure, visti i risultati, non conviene forse cercare altre strade?

di Angelo Errani

«Un’osservazione valida per produttori e consumatori: essi non sono più spiritualmente all’altezza della sovradimensione degli effetti da loro prodotti. Ma questo vale anche per le vittime: mentre i produttori non potevano più prevedere il danno che causavano, le vittime non potevano più ricordare il danno che era stato fatto loro» (Anders G.,1991,p.80)

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PRIMO GIORNO DI RIAPERTURA DELLE SCUOLE: UN’OCCASIONE PREZIOSA

Per scoprire che la conoscenza ci riguarda

di Angelo Errani

Riprendere il percorso scolastico, un percorso interrotto nella primavera scorsa da un ostacolo, un’epidemia assai seria che continua a colpire salute e condizioni di vita, comporta la responsabilità di ideare e di promuovere i cambiamenti necessari per aggirare l’ostacolo incontrato. L’aggiramento di questo ostacolo ne descrive lo scopo: salvaguardare la vita e la salute nostra e degli altri, regolando i nostri ambienti e i nostri comportamenti. Continue reading

12 DICEMBRE 1969

Un giorno dopo il quale nulla sarà più come prima.

di Angelo Errani

Ritengo doveroso ricordare che oggi è il 12 dicembre e che cinquantuno anni fa in questa data irruppe l’orrore di una stagione di stragi che hanno poi segnato i giorni più tremendi delle nostre vite.

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RICORDI DI SCUOLA

Nota di Angelo Errani:

In questi giorni, in cui il tempo riesce forse a farci percepire quanto sia importante, ho avuto l’opportunità di ritrovare piccole/grandi cose dimenticate nei cassetti. Ciò che potete leggere in queste pagine sono ricordi di scuola di una brava maestra. Andavo a trovarla settimanalmente quando, ormai molto anziana, non usciva più dalla sua camera e, in una di quelle occasioni, le chiesi di scrivere per noi i suoi ricordi di scuola. Come era sua abitudine, fece i compiti. Si chiamava Maria Galanti. Era mia madre.
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CARA METRO-POLIS, TI SCRIVO – L’EDUCAZIONE IN QUARANTENA?

Nasce una nuova rubrica sul blog di Metro-Polis, uno spazio per tutte le lettrici e per tutti i lettori che desiderano condividere con noi alcuni pensieri: Cara Metro-Polis, ti scrivo. Un modo per sentirci ed essere più vicini e una cornice all’interno della quale pubblicheremo messaggi o email che arriveranno in redazione. Se desiderate scriverci, potete farlo all’indirizzo redazioneblog@metropolisbologna.it! 

Email di Angelo Errani del 08/04/2020

Chiudendo le scuole, si spegne anche l’educazione? Stimolato da una richiesta di Rosalba, è questa la domanda che mi sono trovato nei pensieri. Ho cercato una prima risposta nel dedicarmi alla scrittura di una fiaba che potesse provare a incontrare le immagini che in questi giorni transitano nei pensieri dei bambini: La strega cattiva e la fata Mnemosina.

Ma, come sempre succede, l’instabilità che proviamo facendo un primo passo, inevitabilmente ci suggerisce di effettuarne un secondo e, così, nascono alcune, anche se confuse, riflessioni su fiabe ed educazione. Continue reading

LA STREGA CATTIVA E LA FATA MNEMOSINA

di Angelo Errani

C’era una volta, non tanto tempo fa, un bellissimo paese: aveva il mare da tutte le parti e bellissime montagne alte e basse: montagne che arrivavano al cielo e colline tonde come panettoni. 

In quel paese abitavano tante persone: donne, uomini, bambine, bambini e anche nonni che sapevano tante cose, soprattutto sapevano fiabe con fate, orchi, bambini perduti, streghe, principesse e lupi. 

Ma un giorno accadde che tutta quella gente smarrì una parola, nessuno ricordava dove l’aveva messa: la parola “noi” non si trovava più da nessuna parte. Non c’era più nel vocabolario, non c’era più nei libri, non c’era soprattutto nella mente della gente. Un po’ alla volta si cominciò a pensare: «Pazienza, era una parola così vecchia, era tanto malandata che aveva sempre bisogno di essere curata». Si perse così perfino la voglia di cercarla e non ci si pensò più. 

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ACCOMPAGNARE I BAMBINI A INNAMORARSI DEL MONDO, RICHIAMANDONE LA RESPONSABILITÀ AD AVERNE CURA

di Angelo Errani

I bambini, quando nascono, arrivano in un mondo che c’era già. Per ridurre lo smarrimento che provano rispetto a questo luogo che, non essendo conosciuto, preoccupa, cominciano, inizialmente attraverso la mediazione della mamma, a interrogarne gli aspetti e le dinamiche, cioè a farsi delle domande. Sono le domande che ne guideranno progressivamente la possibilità di conoscere cose e persone e a rendere prevedibili gli effetti del loro agire. E sono innumerevoli le domande che accompagnano i primi anni di vita. Ma perché poi, nel corso degli anni, accade assai spesso che i bambini cessino di far domande? Forse quei bambini hanno sperimentato che la loro curiosità non veniva presa sul serio o che veniva derisa, considerata ingenua, o che veniva vissuta addirittura come un fastidio. Non è forse questo il comportamento adulto che in tanti casi spegne nei bambini la curiosità, il piacere della ricerca di risposte, e che genera il conformarsi a ciò che si vede e si sente, senza più sottoporlo a riflessione critica? Continue reading

DISABILITÀ E STEREOTIPI

di Angelo Errani

Parte I – Normalità e Differenze: ma che cos’è la normalità?

Parte II – Disabili, handicappati, portatori di handicap, in situazione di handicap, diversamente abili. Che cosa stiamo dicendo?

Parte III – La rappresentazione della disabilità. Antichità e Medio Evo

Parte IV – La rappresentazione della disabilità. Età moderna e contemporanea

La follia nell’età della ragione

«La follia […] è un male molto al di là della mia scienza».

(Shakespeare, Macbeth, atto V, scena I, il medico a proposito di Lady Macbeth)


L’età della ragione vedrà nella follia la sua sconfitta, la
sconfitta dell’ordine sociale minacciato dal venir meno degli strumenti tradizionali di controllo basati sull’appartenenza. Masse crescenti di migranti dalle campagne, uomini e donne senza più padrone cercano di sopravvivere nelle città, spesso in condizioni di assoluta precarietà. Girovaghi, disabili, mendicanti affollarono le città del Nord Europa, governate da una dinamica e arricchita borghesia. C’è un’immagine che documenta l’ossessione per la minaccia di queste diversità e il tentativo di sbarazzarsene: La nave dei folli di Bosch. Mendicanti e disabili, disoccupati e soggetti che vivevano di espedienti, ladri e prostitute, per ordine delle amministrazioni delle città europee, venivano caricati su battelli e affidati a mercanti che, dietro compenso, avevano il compito di portarli lontano, da dove poi immancabilmente sarebbero tornati. Continue reading

DISABILITÀ E STEREOTIPI

di Angelo Errani

Parte I – Normalità e Differenze: ma che cos’è la normalità?

Parte II – Disabili, handicappati, portatori di handicap, in situazione di handicap, diversamente abili. Che cosa stiamo dicendo?

Parte III – La rappresentazione della disabilità. Antichità e Medio Evo

Le persone disabili quale condizione hanno vissuto? Che ruolo hanno avuto? Chi hanno incontrato? Per capire un aspetto sociale, occorre collocarlo nello spazio e nel tempo. E la prima sensazione che ho provato ricercando immagini e testimonianze scritte che documentassero la presenza delle persone disabili nella storia è stata quella di incontrare più assenze che presenze, silenzi più che voci. Siamo di fronte ad una di quelle rimozioni che Jacques Le Goff collega a coloro che vengono considerati di poco valore, quando – aggiungiamo noi – non un problema e/o una disgrazia. I silenzi sono dunque assai significativi, perché specchio di indifferenze e di paure che si vorrebbero rimuovere, cancellando le tracce di presenze indesiderate. Incontrando il silenzio, non dobbiamo neppure però sottovalutare il rischio di volerlo riempire, proiettando su di esso i nostri paradigmi culturali e investendolo delle nostre aspettative. Continue reading