DA CHE PARTE STIAMO?

LA SINISTRA E IL GOVERNO DRAGHI

di Federica Stagni

La sinistra parlamentare italiana non ha dato grandi segni di vita in vista delle nomine del governo Draghi. Non ha aperto un dibattito interno sulla questione, e il PD appoggerà un altro governo tecnico, pare senza farsi troppe domande. L’alternativa, come sappiamo bene, sarebbe stata quella di tornare al voto, scenario che molto probabilmente avrebbe determinato la vittoria della destra più reazionaria. Tuttavia, il sostegno indiscusso a un governo Draghi infligge un duro colpo alla democrazia italiana. L’arroccarsi su posizioni che inneggiano alla competenza e all’alto profilo della sua figura istituzionale nasconde una visione del mondo estremamente classista ed elitaria. Questo non vuole dire che sia irrilevante essere bravi amministratori della cosa pubblica, ma dall’altro lato la competenza tecnica non può essere l’unico metro di valutazione della legittimità di un governo, perché anche le competenze del banchiere Draghi non sono neutre. Purtroppo, come ci ha dimostrato il governo Monti, competenza non è affatto sinonimo di imparzialità e tanto meno di giustizia sociale. Inoltre, dovrebbe farci riflettere il fatto che i più entusiasti sostenitori di Mario Draghi siano proprio i rappresentanti di Confindustria. La sinistra parlamentare dovrebbe almeno porsi il problema di come legittimare questa scelta perché così, senza porsi le giuste domande, rischia di firmare la sua condanna a morte. Continue reading

VOGLIAMO TORNARE AL PIÙ PRESTO ALLA VITA DI PRIMA?

Oppure, visti i risultati, non conviene forse cercare altre strade?

di Angelo Errani

«Un’osservazione valida per produttori e consumatori: essi non sono più spiritualmente all’altezza della sovradimensione degli effetti da loro prodotti. Ma questo vale anche per le vittime: mentre i produttori non potevano più prevedere il danno che causavano, le vittime non potevano più ricordare il danno che era stato fatto loro» (Anders G.,1991,p.80)

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PRIMO GIORNO DI RIAPERTURA DELLE SCUOLE: UN’OCCASIONE PREZIOSA

Per scoprire che la conoscenza ci riguarda

di Angelo Errani

Riprendere il percorso scolastico, un percorso interrotto nella primavera scorsa da un ostacolo, un’epidemia assai seria che continua a colpire salute e condizioni di vita, comporta la responsabilità di ideare e di promuovere i cambiamenti necessari per aggirare l’ostacolo incontrato. L’aggiramento di questo ostacolo ne descrive lo scopo: salvaguardare la vita e la salute nostra e degli altri, regolando i nostri ambienti e i nostri comportamenti. Continue reading

Il FEMMINISMO È LA SOLA RIVOLUZIONE NON ANCORA SCONFITTA

INTERVISTA AD ANGELA ROMANIN, DELLA CASA DELLE DONNE

di Francesco Colombrita

Novembre per Metro-Polis è ormai da anni il mese della solidarietà. È quel momento dell’anno in cui concentriamo i nostri sforzi associativi per la buona riuscita della Cena di Caterina, una cena di solidarietà appunto, il cui ricavato viene donato a realtà che necessitano di aiuto e delle quali condividiamo i valori. In tempi di Covid abbiamo reinventato la modalità di raccolta fondi, non potendo trovarci come di consueto attorno a una tavola imbandita, e deciso di destinare il ricavato alla Casa delle donne per non subire violenza. Quest’anno abbiamo cercato di attivare una rete su questo evento, raccogliendo la collaborazione del Cassero LGBTI+ center di Bologna, di Lesbiche Bologna.

Per raccontarci meglio questa realtà, attiva ormai da decenni, abbiamo intervistato Angela Romanin, responsabile della formazione della Casa delle Donne Bologna. Continue reading

DIARIO DI BORDO – QUINTA SETTIMANA

William Turner, la visione di Medea

BOLOGNA, 09/04/2020
DIARIO DI BORDO N°11

Oggi è un mese esatto che non esco di casa. Completamente. Non ho messo il naso fuori nemmeno per andare a vuotare il rusco. Forse perché le cose o le faccio per bene o non le faccio. Forse sono pazzo. Rosalba direbbe che sono della Vergine. Oppure è perché, se mettessi un piede fuori dal portone e facessi quei due scalini che portano al marciapiede, saprei che riportarlo dentro mi costerebbe il doppio della fatica. O è perché sono un animale da poltrona e quindi non mi costa così tanta fatica. È anche cambiata il giusto la mia routine: il 9 marzo avrei dovuto avere 3 riunioni, domani ne avrò 2; il mese scorso ero pieno di scadenze, questo mese sono pieno di scadenze; ieri ero inquieto, oggi sono inquieto.
Sto ascoltando quasi ogni giorno Gabbiano, di Giuni Russo. Mi ero messo ad ascoltare tutta la sua discografia durante i miei viaggi in macchina, per inserire le canzoni che preferisco nella mia playlist su Spotify. È stato Leonardo, una sera, dopo il mio ennesimo consiglio musicale non richiesto, a dirmi «No ma devi fare la playlist di Core», forse per sfinimento. Così ho fatto, seguendo il mio disturbo ossessivo complessivo di natura hegeliana, che mi spinge a cominciare le cose dall’inizio per poi arrivare alla fine, passo dopo passo. Allora ho cominciato a battezzare artisti e ascoltarne interamente la discografia, o opere, o musical e ascoltarne tutti i brani. Per ora, nell’ordine, ci sono finiti dentro: qualche canzone da Coco, Milva, un paio di brani da Wiked, Alice, gli ABBA, Mahmood, Gene Pitney, Ambra Angiolini, MYSS KETA, Tosca, Lady Gaga e ho cominciato Giuni Russo, per l’appunto.  Il fatto che sia praticamente un mese che non ascolto Dolly Parton mi fa sentire in colpa, soprattutto dopo la morte di Kenny Rogers; penso rimedierò. Mi manca molto il canto, credo sarà una di quelle cose che riprenderò una volta finita la clausura: mi manca il rigore di note che non prendo, la costanza di un esercizio che è fisico e che è mentale in egual misura. Mi manca anche Ginevra. Spero che questo stop che ci scombina tutti, fuori e dentro, sia talmente potente da spronarmi a riprendere sul serio, non come tutte le altre volte, perché alla fine me lo riprometto da anni. Continue reading

CARA METRO-POLIS, TI SCRIVO – 17/03/2020

Nasce una nuova rubrica sul blog di Metro-Polis, uno spazio per tutte le lettrici e per tutti i lettori che desiderano condividere con noi alcuni pensieri: Cara Metro-Polis, ti scrivo. Un modo per sentirci ed essere più vicini e una cornice all’interno della quale pubblicheremo messaggi o email che arriveranno in redazione. Se desiderate scriverci, potete farlo all’indirizzo redazioneblog@metropolisbologna.it! 

Email di Paola Falleroni del 17/03/2020

«Caro amico ti scrivo… così mi distraggo un po’»

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LA STREGA CATTIVA E LA FATA MNEMOSINA

di Angelo Errani

C’era una volta, non tanto tempo fa, un bellissimo paese: aveva il mare da tutte le parti e bellissime montagne alte e basse: montagne che arrivavano al cielo e colline tonde come panettoni. 

In quel paese abitavano tante persone: donne, uomini, bambine, bambini e anche nonni che sapevano tante cose, soprattutto sapevano fiabe con fate, orchi, bambini perduti, streghe, principesse e lupi. 

Ma un giorno accadde che tutta quella gente smarrì una parola, nessuno ricordava dove l’aveva messa: la parola “noi” non si trovava più da nessuna parte. Non c’era più nel vocabolario, non c’era più nei libri, non c’era soprattutto nella mente della gente. Un po’ alla volta si cominciò a pensare: «Pazienza, era una parola così vecchia, era tanto malandata che aveva sempre bisogno di essere curata». Si perse così perfino la voglia di cercarla e non ci si pensò più. 

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DIARIO DI BORDO – TERZA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 27/03/2020
DIARIO DI BORDO N°8

Non so esattamente perché o come, ma oggi mi sono sorpreso a pensare che nei momenti più difficili io do qualsiasi cosa, senza risparmiare e senza risparmiarmi. Do tutto, fino a prosciugarmi e a sentirmi arido, senza più nulla da offrire. È in quel preciso momento che mi chiedo se ce la farò, se per me non è troppo, se riesco a sopportare tutto. È successo dopo il funerale della Leti, quando le cose di cui occuparsi erano finite e quando rimanevano solo il dolore e la certezza della sua inesauribilità. È successo dopo la prigionia del negozio, quando ho dovuto interrompere tutto, quando c’era solo un lavoro da fare per quasi 90 ore a settimana, alienante e ineluttabile. Succede oggi, quando avrei bisogno di spegnere un mondo che macina pur rimanendo fermo ma non posso farlo: perché sarebbe folle e irresponsabile da parte mia, perché sono vietate tutte le mie persone sicure. Oggi mi accorgo che questo fondo che ogni tanto mi capita di toccare e che mi restituisce le mie cattiverie, ha a che fare con la cattività delle cose che sono così e che non possono essere altrimenti. Io sono la persona delle strade alternative, delle vie del compromesso, delle luci che si accendono anche quando sembra impossibile farlo: lo sono autenticamente, ci credo davvero e razzolo quello che predico. Eppure, quando l’inevitabile mi sovrasta e capisco che le cose stanno come stanno e non c’è appello, allora sento il bisogno di arrendermi completamente e vivere la disfatta assoluta. Ho bisogno di tornare primordiale, umorale, cattivo, ho bisogno di quell’umanità sporca e sconveniente che comunque mi contraddistingue. Perché alla fine le risposte le so: non ce la farò, non riesco a sopportare tutto, per me è troppo. E allora lo accetto. Lo accetto per il tempo in cui posso accettarlo: una manciata di ore, qualche giorno, una settimana, un mese, quello che è. Sprofondo, rimango in contatto con la bestia, la faccio sfogare nei limiti del possibile. Questo è il mio compromesso con l’inevitabile. Continue reading

DIARIO DI BORDO – SECONDA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 16/03/2020
DIARIO DI BORDO N°6.

Oggi è stata la giornata più difficile. La giornata delle scelte pesanti e delle comunicazioni complesse, dove anche le parole si asciugano e fanno fatica, schiacciate dal peso delle responsabilità. Perché quelle scelte ho contributo a disegnarle e perché quelle comunicazioni mi sono incaricato di darle. La tosse nervosa mi ha accompagnato tutto il giorno e di questi tempi non è il massimo, sicuramente non il miglior biglietto da visita dopo un «Ciao!». Continue reading