SONETTI IN QUARANTENA – COME FOSSE CALATA UNA RETE

di Francesco Colombrita

Come fosse calata un’altra rete
una griglia di passi da seguire
stiam sospesi sperando di guarire
sia noi che l’altro e il mondo e quella sete

d’amore di contatto e d’inconsuete
creature nelle notti qui a morire
abbandonate sorelle che guaire
lasciamo sole, sogni in riva al Lete. Continue reading

APPETIZER BOOKS – RICORDAMI COSÌ DI BRET ANTHONY JOHNSTON

di Francesco Colombrita

Edito Einaudi, 459pp, 2015

Ogni scomparsa lascia sempre un vuoto profondo, rompe un qualche tessuto della realtà, e chi rimane si ritrova bloccato da fili invisibili. Se a svanire nel nulla è un ragazzo di quasi 12 anni la frattura è davvero tremenda. Si apre un tempo sospeso che non permette di elaborare alcun tipo di lutto, che lascia spazio a una speranza mutevole che non fa altro se non schiacciare sempre di più le vite di una famiglia come tante. Si arriva al punto in cui la morte è l’unica soluzione ma il pantano dell’insicurezza non lascia che si vada avanti. Può il ritorno di quello stesso ragazzo, vivo e abbastanza in salute, quattro anni dopo, riempire quel vuoto? Continue reading

SONETTI IN QUARANTENA – LE TERRE DEL POSSIBILE IMPOSSIBILE

di Francesco Colombrita

Le terre del possibile impossibile,

sono state là fuori fino adesso

è comprensibilmente incomprensibile

che in questa piazza mi senta di gesso.

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SONETTI IN QUARANTENA – VEDO DALLA FINESTRA IL GIALLO, L’OCRA

di Francesco Colombrita

Vedo dalla finestra il giallo, l’ocra

il bianco panna il rosso del mattone

e dei palazzi pure l’arancione

oltre al blu là in alto, veste sacra,

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SONETTI IN QUARANTENA – USCIRE ADESSO FUORI È UN PO’ ANORMALE

di Francesco Colombrita

Uscire adesso fuori è un po’ anormale,

lo spazio nelle vie sembra lunare

la gravità sospira criminale,

per ogni passo cauto, liminare.

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APPETIZER BOOKS: LACCI – DI DOMENICO STARNONE

di Francesco Colombrita

Edito da Einaudi, 2014, 133pp

Una coppia apparentemente ordinaria, una famiglia come tante, alle spalle una vita e una frattura che ha rischiato di mandare tutto in frantumi. Con lo sguardo del presente la memoria si fa insistente, richiede risposte sul corso degli eventi che ci hanno portato dove siamo. Le domande risiedono anche nella narrazione che abbiamo costruito di noi stessi, quali sono stati i compromessi che abbiamo scelto di operare attivamente e quali invece ci sono scivolati addosso? Lacci, di Domenico Starnone, opera una dissezione del quotidiano e del vivere comune, in luoghi in cui «c’è un ordine apparente e un disordine reale». 

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