DRAGHI. OLTRE GLI SLOGAN C’È DI PIÙ

di Gianluca Guerra

«Within our mandate the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough».  

È il 26 luglio 2012, l’Unione Europea è sull’orlo del baratro per le conseguenze della crisi dei debiti sovrani.

All’ennesima domanda sul rischio di crollo dell’euro, l’allora Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi pronuncia, con quella che sembra un’aria di sfida, una frase destinata a rimanere nella storia del nostro continente e forse del mondo intero.

«All’interno del nostro mandato, la Banca Centrale Europea è pronta a fare tutto ciò che è necessario per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza». Un monito per la Bundesbank e per i fondi di speculazione che avevano scommesso sulla ceduta dell’Eurozona. Continue reading

LE TRE C PER SALVARE LA DEMOCRAZIA – COSA CI RACCONTANO I FATTI DI WASHINGTON

di Gianluca Guerra

Partiamo dai fatti: il 6 gennaio un gruppo di sostenitori del presidente uscente Donald Trump, con tanto di bandiere unioniste e spranghe di ferro, ha forzato il cordone di sicurezza ed è penetrato nel Campidoglio di Washington interrompendo la seduta del Congresso in cui si doveva ufficializzare l’elezione di Joe Biden al ruolo di 46° Presidente degli Stati Uniti. Continue reading

EDITORIALE: VERSO LE ELEZIONI EUROPEE 2019. TRA VECCHIE PAURE E NUOVE SFIDE

di Beatrice Collina

Brexit. Populismi. Rigurgiti xenofobi e nazionalisti.

Negli ultimi anni, il progetto europeista ha dovuto fare i conti con difficoltà inedite, per quanto previste già da tempo dagli sguardi più attenti e lucidi. Da un lato, il riaffacciarsi di vecchie paure, spesso opportunisticamente fomentate, e dall’altro l’incapacità di dare nuovo impulso a quella visione di casa comune, democratica e accogliente, diventata unica scelta per uomini e donne usciti dalle macerie del Novecento. Le elezioni europee del prossimo 26 maggio saranno un banco di prova importante, ma verosimilmente non definitivo, di un processo che da un punto di vista storico è ancora ai primi passi e a cui si deve quantomeno concedere il fisiologico alternarsi di entusiastiche accelerazioni e pessimistiche battute d’arresto. Nel riflettere su questo movimento “a fisarmonica”, recupero, sebbene un po’ sbiadita nella memoria, l’idea di Habermas per il quale a fasi storiche caratterizzate da grandi aperture seguirebbero, per reazione, periodi di irrigidimento e forte chiusura. Sarebbero proprio questi tuttavia a preparare il terreno a nuovi slanci, capaci non solo di recuperare, ma addirittura ampliare, quegli orizzonti su cui ci si era bloccati. Un’analisi che permette di riconoscere le criticità del momento, ma senza disperarne. Continue reading