DIARIO DI BORDO – QUARTA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 05/04/2020
DIARIO DI BORDO N°10

Non faccio che pensare a quanto la scuola sia stata una parte fondamentale della mia vita, nella sua presenza e nella sua assenza. Soprattutto il liceo, quel Laura Bassi che mi ha tracciato le rotte e che ha fatto di me quello che sono. Lì mi sono definito: ho capito chi ero e ho cominciato ad amarmi, ho instaurato dei legami così profondi da presentare tratti magici, quasi mitologici, è in quella scuola che ho scoperto e nutrito le mie più grandi passioni. Continue reading

DIARIO DI BORDO – TERZA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 27/03/2020
DIARIO DI BORDO N°8

Non so esattamente perché o come, ma oggi mi sono sorpreso a pensare che nei momenti più difficili io do qualsiasi cosa, senza risparmiare e senza risparmiarmi. Do tutto, fino a prosciugarmi e a sentirmi arido, senza più nulla da offrire. È in quel preciso momento che mi chiedo se ce la farò, se per me non è troppo, se riesco a sopportare tutto. È successo dopo il funerale della Leti, quando le cose di cui occuparsi erano finite e quando rimanevano solo il dolore e la certezza della sua inesauribilità. È successo dopo la prigionia del negozio, quando ho dovuto interrompere tutto, quando c’era solo un lavoro da fare per quasi 90 ore a settimana, alienante e ineluttabile. Succede oggi, quando avrei bisogno di spegnere un mondo che macina pur rimanendo fermo ma non posso farlo: perché sarebbe folle e irresponsabile da parte mia, perché sono vietate tutte le mie persone sicure. Oggi mi accorgo che questo fondo che ogni tanto mi capita di toccare e che mi restituisce le mie cattiverie, ha a che fare con la cattività delle cose che sono così e che non possono essere altrimenti. Io sono la persona delle strade alternative, delle vie del compromesso, delle luci che si accendono anche quando sembra impossibile farlo: lo sono autenticamente, ci credo davvero e razzolo quello che predico. Eppure, quando l’inevitabile mi sovrasta e capisco che le cose stanno come stanno e non c’è appello, allora sento il bisogno di arrendermi completamente e vivere la disfatta assoluta. Ho bisogno di tornare primordiale, umorale, cattivo, ho bisogno di quell’umanità sporca e sconveniente che comunque mi contraddistingue. Perché alla fine le risposte le so: non ce la farò, non riesco a sopportare tutto, per me è troppo. E allora lo accetto. Lo accetto per il tempo in cui posso accettarlo: una manciata di ore, qualche giorno, una settimana, un mese, quello che è. Sprofondo, rimango in contatto con la bestia, la faccio sfogare nei limiti del possibile. Questo è il mio compromesso con l’inevitabile. Continue reading

DIARIO DI BORDO – SECONDA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 16/03/2020
DIARIO DI BORDO N°6.

Oggi è stata la giornata più difficile. La giornata delle scelte pesanti e delle comunicazioni complesse, dove anche le parole si asciugano e fanno fatica, schiacciate dal peso delle responsabilità. Perché quelle scelte ho contributo a disegnarle e perché quelle comunicazioni mi sono incaricato di darle. La tosse nervosa mi ha accompagnato tutto il giorno e di questi tempi non è il massimo, sicuramente non il miglior biglietto da visita dopo un «Ciao!». Continue reading

DIARIO DI BORDO – PRIMA SETTIMANA

di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 10/03/2020
Diario di bordo n°1.

Lavoro tantissimo. Non che di solito lavori poco ma ora il lavoro è capillare, totale. La routine, lontana dall’essere dimenticata, cede il passo alle questioni straordinarie, talmente frequenti e frequentate che, in capo a un paio di giorni, saranno ordinarie. La preoccupazione è quella di tenere insieme tutto, di farsi carico di tutti e tutte, di non lasciare indietro; questa è la mia ossessione. Perché mi occupo di lavoro, di lavoro nelle dimensioni impalpabili della cultura e del ricreativo, perché mi occupo di volontariato. Impalpabili ma concrete, mai così concrete come adesso. Saltano tutti gli schemi, non è più questione di ore e di turni e di staccare il cervello per un po’, si lavora sempre e bisogna esserci sempre. Ed è così da qualche giorno ormai – non solo oggi, in cui le nostre libertà di movimento sono ridimensionate – perché il convitato di pietra di queste ultime settimane è l’incertezza.

Sono giorni strani anche rispetto a tutto il resto. Lo scriveva oggi Rosalba, dopo 7 anni fitti di attività ininterrotta, abbiamo dovuto sospendere le iniziative di Metro-Polis. Lo abbiamo deciso in maniera netta e lo abbiamo comunicato leste, ma questo fatto risuona forte in me solo ora: ferme dopo sette anni. Ha un suo peso specifico al quale non so ancora far corrispondere un’unità di misura. Continue reading

PERCHÉ GUARDARE IL FESTIVAL DI SANREMO

di Mattia Macchiavelli

SANREMO è da sempre lo specchio del nostro paese.

È un po’ come la storia del berlusconismo: non è stato Berlusconi a plasmare l’Italia a sua immagine e somiglianza, bensì il contrario, egli ha rappresentato il distillato purissimo di uno spaccato di umanità, di tutta una serie di nostri portati antropologici.

Così il Festival, che ha sempre restituito il presente in cui abitiamo, una radiografia dei motivi di fondo della nostra vita nazionale attraverso cui testare il polso della situazione culturale. Lo faceva quando a vincere era Nilla Pizzi, lo fa oggi, quando a condurre c’è Amadeus.

Questo è un Sanremo che nasce e si sviluppa nell’entroterra del populismo delle destre, con vertici Rai espressione dell’allora governo giallo-verde, e come tale deve essere inquadrato. Chiaramente non si tratta di un peccato originale da scontare, nemmeno di un copione già scritto, però è innegabile che l’humus sociale in cui è germogliato abbia una certa valenza ancestrale nel costituirne il genotipo. E questo è un dato che dobbiamo tenere in considerazione, pur senza essere deterministi d’antan. Continue reading

SPERANZA E RESISTENZA – PARTE QUINTA

MOZIONE PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE METRO-POLIS

PARTE PRIMA: INTRODUZIONE. DA CRISALIDE A FARFALLA

PARTE SECONDA: PARTECIPAZIONE E POLITICA

PARTE TERZA: ATTIVITÀ

PARTE QUARTA: NARRAZIONI

CONCLUSIONE: SPERANZA E RESISTENZA 

Stefano Mancuso – direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’Università degli studi di Firenze – ha recentemente pubblicato un libro di agile lettura ma denso e clamoroso nei contenuti: La nazione delle piante. In questo volumetto, Mancuso si propone di scrivere «la prima carta dei diritti dei viventi scritta dalle piante», come leggiamo dalla quarta di copertina, e lo fa redigendo otto articoli fondamentali posti a garanzia d’esistenza di questa affascinante nazione. Tre di questi, in particolare, possiamo fare nostri, inserendoli nel codice dei valori che guida l’intera azione di Metro-Polis:

1) Articolo 3:

«La Nazione delle Piante non riconosce le gerarchie animali, fondate su centri di comando e funzioni concentrate, e favorisce democrazie vegetali diffuse e decentralizzate». Continue reading

UN NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO PER METRO-POLIS

di Mattia Macchiavelli

È con soddisfazione e non senza un pizzico di orgoglio che possiamo annunciare il punto di arrivo del percorso partecipato che ha accompagnato le socie e i soci di Metro-Polis durante l’intero corso dell’anno.

L’obiettivo era chiaro fin dal principio: continuare a sognare. Non arrendersi all’inerzia dei temi, spronarsi al fine di trovare metodi sempre più inclusivi, lavorare affinché Metro-Polis sopravvivesse alle persone che l’hanno voluta e partorita.

È stato quindi un percorso di autoriflessione associativa e cambiamento, tutto proiettato nel futuro ma con la consapevolezza forte delle radici che permettono questo slancio. Continue reading

IMMAGINARCI. COSTRUIRE IL DOMANI DI METRO-POLIS

di Mattia Macchiavelli

Se continuare a sognare è l’imperativo che ci siamo date quest’anno, domenica 9 giugno sarà la giornata in cui dare un peso specifico ai nostri sogni, traducendoli in realtà.

Abitare Metro-Polis significa vivere nel futuro. L’utilizzo che facciamo dello strumento dell’immaginazione possiede infatti una triplice natura: Continue reading

EDITORIALE – COME I BUCANIERI

di Mattia Macchiavelli

La vita, in Metro-Polis, è un’altalena di meraviglie, che dondola tra rituali giocosi e novità stuzzicanti; la Festa di tesseramento, che cade ogni anno a gennaio, è la sintesi perfetta di questi movimenti.

È l’occasione, innanzitutto, per festeggiare insieme il compleanno della nostra associazione, il 22 di gennaio, infatti, Metro-Polis ha compiuto 6 anni: dopo averla aiutata a muovere i primi passi e aver visto spuntare i primi dentini, l’abbiamo guardata crescere ancora un po’, farsi una bimba grande, pronta per il primo giorno di scuola. Ora dobbiamo prenderla per mano e condurla verso nuove emozionanti sfide. Continue reading

CONTINUARE A SOGNARE

di Mattia Macchiavelli

Quello che Metro-Polis richiede, a tutte e tutti noi, è un esercizio di immaginazione: lo richiede sempre, perché proprio di immaginazione essa si nutre, ma lo fa in particolar modo ora, perché questo è un importante anno di passaggio.
Il 2019, infatti, come annunciato durante la nostra Festa di tesseramento, è l’anno in cui si conclude il mandato associativo che Metro-Polis ha conferito a questo Consiglio direttivo attraverso la mozione Da crisalide a farfalla. Occorre dunque accompagnare, attraverso una gestazione creativa e organizzata, l’apertura a una nuova fase della vita dell’associazione, inventandosi un nuovo triennio e identificando le persone più adatte a interpretarne ideali e pratiche. Continue reading