LA DOPPIA ASSENZA E L’APPARTENENZA

di Serena Di Ruscio

Sono emigrata in Francia il 28 agosto 2011. Non lo sapevo al tempo, pensavo che sarei andata a vedere cosa c’era fuori dall’Italia.

Non so bene come mai, ma fino al secondo anno non credevo di avere cambiato casa. Ero in Italia, in quella che considero ancora casa mia, era Natale. Mi infilavo le scarpe per andare in aeroporto e tornare in Francia, quella che non pensavo ancora come casa. Non abitavo più lì, ci ho messo due anni ad accorgermene. Continue reading

UNO SGUARDO SULLA MIGRAZIONE. INTERVISTA AL FOTOGRAFO MARCO PANZETTI

a cura di Silvia Salucci

Lo scorso 18 giugno, Metro-Polis ha dedicato l’Aperitivo a Tema del mese al fenomeno delle migrazioni. L’incontro, ricco di interventi e molto partecipato, si è tenuto, senza averlo preventivato, nei drammatici giorni della vicenda Aquarius. Con questa intervista al fotografo Marco Panzetti, curata da Silvia Salucci, intendiamo proseguire virtualmente riflessioni e suggestioni emerse in quella serata.

Marco, qual è il tuo sguardo sulla realtà della migrazione? Raccontaci il tuo primo lavoro e come nasce un reportage umanitario.

Il mio primo reportage umanitario nacque dall’indignazione. Ricordo chiaramente quei giorni dell’estate del 2015, quando da Ventimiglia arrivavano in continuazione notizie dalla frontiera francese chiusa al transito dei migranti: respingimenti “a caldo”, deportazioni lampo, migranti accampati sulle rocce. A un certo punto pensai che l’unica cosa che potevo fare era andarci di persona. E così feci; presi la mia macchina fotografica, una tenda e partii in moto per Ventimiglia. Così è nato il mio primo progetto: We are not going back.

Tra agosto e settembre 2016 hai lavorato a bordo dell’Aquarius. Raccontaci quei giorni attraverso alcuni dei tuoi scatti.

February 22nd 2017, 1PM. A rubber boat in distress overloaded with migrants photographed a few miles off the coast of Libya. © Marco Panzetti / Sos Méditerranée

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APPETIZER BOOKS: EXIT WEST – MOHSIN HAMID

Edito da Einaudi, 2017, pp. 152

«La finestra era il confine attraverso il quale era più probabile giungesse la morte». Quegli spiragli rivolti all’esterno e alla speranza, che promettono l’ingresso della luce, andavano rapidamente coperti. Addossandovi materassi e mobilio, chiudendosi nel buio di palazzi che assicuravano l’oscurità e la protezione, mentre le loro facciate vivevano «in un giorno il degrado di un decennio». La guerra consuma in un attimo la decadenza di una vita, polverizza la quotidianità abbandonando le persone a un’alienazione giocata sul confine della consapevolezza di farne parte. Continue reading

APERITIVO A TEMA: LA MIGRAZIONE VISTA DALL’ALTRA PARTE

In occasione dell’Aperitivo a Tema che avrà luogo domenica 17 dicembre presso il Centro Socio Ricreativo Culturale Stella (già Trento Trieste), in via Savioli 3dalle ore 19:00 in poi, in cui parleremo de La migrazione vista dall’altra parte”, Silvia Salucci ha scritto un’introduzione ai temi che tratteremo. Approfondiremo contesti e realtà diverse rispetto a quella italiana, grazie alla voce di chi ne è stato protagonista in prima persona. Saranno con noi Martina Bovo, che ci racconterà della propria esperienza in Libano, Erika Capasso e Giulia Zanetti, della onlus HAYAT, che ci parleranno invece della situazione turca.

5 giugno 1947. George Marshall, segretario di Stato, annuncia la decisione degli Stati Uniti d’America di creare un ponte di aiuti umanitari e finanziari per supportare la ripresa dell’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale.
L’Europa è il primo beneficiario diretto di una misura economico-finanziaria internazionale che vede da una parte un approccio interventista degli Stati Uniti ma dall’altra un Piano che riesce a sostenere i paesi europei dalle disastrose conseguenze belliche.

Segna una ripresa, ma anche una dipendenza. Continue reading