LA BIBLIOTECA DI BABELE LEGGE: LA BASTARDA DI ISTANBUL, DI ELIF SHAFAK

di Rosalba Granata

Non maledire ciò che viene dal cielo. Inclusa la pioggia. Non importa cosa ti precipiti addosso, non importa quanto violento il nubifragio o gelida la grandine: non rifiutare quello che il cielo ti mandaLo sanno tutti. 

Inclusa Zeliha.

Eppure, quel primo venerdì di luglio, eccola affrettarsi sul marciapiede soffocato dal traffico, verso un appuntamento per il quale è già in ritardo, imprecando come uno scaricatore contro le pietre rotte del selciato, contro i tacchi alti, contro l’uomo che la segue, contro ogni singolo autista che pesta frenetico sul clacson quando è assodato che non serve a niente, contro l’intera dinastia ottomana che nella notte dei tempi ha conquistato Costantinopoli, e sì, contro la pioggia … quella stramaledetta pioggia estiva. (Incipit)

Protagoniste del romanzo sono due ragazze ventenni. Sono molto diverse: Asya è una giovane turca ribelle e anticonformista. Armanoush è americana di origini armena che, stanca della vita di provincia, decide di andare ad Istanbul per trovare le sue radici. Sono diverse ma le loro vite si intersecano e insieme scoprono il passato e l’origine comune che lega le loro famiglie,

E grande protagonista del romanzo è sicuramente Istanbul con la sua bellezza, i suoi profumi, i suoi splendenti colori, la sua magia.

Elif Shafak, autrice del romanzo, ha affermato: “Istanbul è come un’enorme Matrioška piena di colori: la apri e trovi un’altra bambola dentro. Apri questa, solo per vedere che è inserita una nuova bambola. È una sala di specchi dove niente è esattamente come sembra.”

Il libro, caratterizzato da uno stile leggero e piacevole, è ricco di personaggi coloriti, colpi di scena e rivelazioni.

È stato molto apprezzato in Turchia dove nel 2006 è risultato il libro più venduto.

Ha però anche suscitato polemiche. L’autrice infatti è stata accusata di “attacco all’identità turca” e addirittura processata per come è stata affrontata la questione armena, non nascondendo il genocidio compiuto all’inizio del novecento che la Turchia continua a negare.

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