di Rosalba Granata
SECONDA PUNTATA: VERA – ELIZABETH VON ARNIM
Come dicevo nel primo numero il nostro percorso di quest’anno ha come tema IL POTERE e i primi tre libri sono stati Vera, Dune, Doppio sogno.
Data 14 Dicembre 2025 VERA – Il potere maschile
Sicuramente è stato questo il romanzo che a tutti e tutte è piaciuto maggiormente.
Anche se nell’articolo precedente avevo anticipato la trama, vi ricordo che è la storia della giovanissima Lucy che, in un periodo di fragilità per la morte del padre, incontra un uomo più anziano di lei, vedovo da pochissimo tempo, che le appare gentile, rassicurante e comprensivo. Noi leggendo non condividiamo l’impressione positiva che ne ha Lucy perché con l’indiretto libero la Arnim ci fa entrare nella mente di tutti i personaggi e cogliamo immediatamente la natura gretta e maschilista di Everard. È solo dopo il matrimonio, al quale si arriva in brevissimo tempo, che Lucy comincia a scoprire aspetti della personalità del marito che non aveva mai neanche immaginato e comincia a comprendere (ma continua a negare quello che con chiarezza comprende) quanto sia soffocante il rapporto con l’amato.
E Vera chi è? È la prima moglie, morta suicida pochi giorni prima dell’incontro tra i due protagonisti, ma come indica già il titolo del libro, ne è lei stessa protagonista…
DISCUSSIONE DEL ROMANZO
Già dal primo giro di interventi si comprende quanto ci abbia coinvolto il romanzo. La storia narrata l’abbiamo percepita come tutt’ora attuale, nonostante sia stata scritta negli anni venti del Novecento, in quanto riesce a rivelare come nasca e si sviluppi una relazione tossica nella quale una donna, desiderosa di essere amata, può trovarsi imprigionata.
E la von Arnim riesce a sviluppare una vicenda così drammatica con lo stile elegante e con la sottile ironia che la caratterizza. Emblematico è in questo caso il personaggio della zia, sono i suoi interventi e pensieri che svelano la vera natura del personaggio maschile e del rapporto che va costruendosi.
Vediamo, per esempio, come lo stupore per il fatto che Everard non porti il lutto diventi significativo del disinteresse per la morte della prima moglie.
Anche lui, pover’uomo, si stava rimettendo. Non recava affatto i segni del lutto recente, non sul viso e neppure negli abiti. Non che indossasse cravatte colorate o cose del genere, ma certo non produceva un effetto di lutto. I pantaloni, osservò, erano grigi; ma non di una tonalità particolarmente scura. Bene, forse non erano più di moda – pensò Miss Entwhistle, guardando i pantaloni con un fondo di perplessità – mostrarsi molto infelici. Ma non poteva impedirsi di pensare che avrebbe dovuto fregiarsi di una banda nera sul braccio sinistro per bilanciare l’impressione di un’eccessiva allegrezza delle gambe…
(Vera, pag.55)
E ripetè ciò che aveva preso a ripetere a intervalli regolari con una sorta di cocciuta impotenza, che i suoi dubbi su Mr Wemyss nascevano dal fatto che si era consolato davvero troppo in fretta. – Quei pantaloni grigio chiaro – mormorò.
(pag.66)
I dubbi della zia si focalizzano poi sul matrimonio così affrettato, ma per Everard esiste una motivazione ben precisa. Vuole assolutamente festeggiare con la giovane moglie il suo compleanno che cade il 4 Aprile. E bisogna rispettare un rito che aveva cercato, non sempre con successo, di celebrare con Vera…
Ecco che quindi finge stupore vedendo i fiori che lui stesso ha chiesto di raccogliere.
Oh, sì, eccoli qui… non li avevo notati. Belli, vero? Sono i fiori del mio compleanno – E ripeté la sua formula: – È il mio compleanno e l’inizio della primavera.
Ma Lucy naturalmente non conosceva l’esatto rituale, essendo la sua prima esperienza di un compleanno di Wemyss… Sicché tutto ciò che fece fu avanzare la naturale e inopportuna obiezione che sicuramente la primavera cominciava il 21 marzo… o era il 25? No quello era Natale… no lei non intendeva dire che…
– Non fai altro che dire cose e poi dire che non intendevi dirle – La interruppe Wemyss irritato, perché era convinto che Lucy fra tutti avrebbe dovuto riconoscere la natura allegorica della sua formula. Se fosse stata Vera, allora… ma persino Vera aveva cercato di capirla. – …E allora, ti prego, che cosa intendi adesso?
– non lo so – Rispose timida Lucy, perché lo aveva offeso di nuovo e, questa volta, senza nemmeno remotamente immaginare come.
Lucy, giovane e innamorata si trova quindi sempre più imprigionata nel rapporto.
Era così assuefatta a trovare la vita gentile che un momento di quiete come quello con una persona di buon carattere bastava a farla ritornare al suo stato abituale, ch’era di affetti e di fiducia. Lizzie non se n’era andata ancora da cinque minuti che Lucy era passata dalla sua condizione di totale sconcertata infelicità a elaborar scuse per Everard; dopo dieci minuti stava esaminando buone giustificazioni per quanto lui aveva fatto, dopo quindici cominciava a incolpare se stessa per la maggior parte di quanto era accaduto…
Lucy si sente sola e angosciata in questo tumulto di sentimenti. Chi può aiutarla?
La sola persona che avrebbe potuto dirle qualcosa, che avrebbe potuto spiegarle, che sapeva, era Vera. Sì, sì… Vera. Doveva andare nella camera di Vera, collegarsi alla sua mente più che poteva… indagare, trovare qualcosa, una qualche chiave…
ALLEGATO Altri libri della Arnim
«Elizabeth von Arnim… una donna geniale… ironica e crudele»
(Natalia Aspesi)
Un incantevole aprile: un gruppo di donne inglesi ingrigite da rapporti frustranti con i loro uomini, si ritrova per una vacanza in una spendente Liguria…
È una favola lieve e deliziosa e della vacanza, del corpo e dello spirito. Leggendo ti diverti e senti una forte condivisione con una donna profonda con leggerezza.
Amore. È stato il primo libro della Von Arnim che ho letto e subito mi ha colpito la sua intelligente ironia e la leggerezza della sua scrittura anche quando affronta temi molto seri. Il romanzo del 1925 mostra quanto un rapporto tra una donna matura e un ragazzo giovane possa creare scompiglio e mettere a nudo l’ipocrisia della società del suo tempo.
Mr Skeffington. Pubblicato nel 1940 è l’ultimo romanzo della von Arnim. La protagonista Lady Skeffington (Fanny), è stata per lungo tempo una donna di eccezionale bellezza. Ma dopo una grave malattia la sua bellezza è ormai svanita. Esilaranti gli incontri con gli amanti di un tempo. Dal romanzo nel 1944 è stato tratto un film diretto da Vincent Sherman e con la straordinaria Bette Davis, ma, a mio avviso, il film non riesce pienamente a esprimere l’ironia pungente del libro.
La fattoria dei gelsomini Forse non è il suo romanzo migliore ma la prima parte ha pagine davvero divertenti. Nell’elegante villa di campagna a Shillerton della Marchesa Daisy Midhurst si raccoglie per il weekend un variopinto gruppo di aristocratici ed eccentrici invitati. Durante il pranzo in una giornata afosa serpeggia l’insoddisfazione che viene espressa da diversi punti di vista, l’anziano vescovo, l’ex primo ministro, il conte tedesco…
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