ASTRI E PITTRICI – TORO

DUE IMMAGINI FEMMINILI: TAMARA DE LEMPICKA E CARLA MAGGI

di Rosalba Granata

Tamara De Lempicka, Autoritratto sulla Bugatti verde, 1929
autoritratto di Carla Maggi
Carla Maggi,
Autoritratto, 1937

Nei due quadri troviamo due immagini femminili. Sono autoritratti di due pittrici della stessa epoca ma dalla vita e personalità diversissima.

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ASTRI E PITTRICI – ARIETE

CHARLOTTE SALOMON “Vita? O teatro?”

di Rosalba Granata

Ho incontrato Charlotte Salomon, artista ebrea berlinese vittima dell’Olocausto, nel bel libro di Elisabetta Rasy Le disobbedienti e subito mi ha catturata il fascino della sua bellissima storia, luminosa e straziante.

La sua opera Vita? O Teatro? è una sorta di autobiografia per immagini che venne resa pubblica dal padre dopo la seconda guerra mondiale quando la giovane Charlotte era già morta in un campo di concentramento nazista.

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LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – TERZA PARTE

di Franco Mioni

LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – PRIMA PARTE
LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – SECONDA PARTE

Viaggiando con curiosità, incontrando persone e studiando interessanti documenti si può arrivare a conoscere alcuni esempi di eventi storici da cui discendono abitudini alimentari.

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LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – SECONDA PARTE

di Franco Mioni

LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – PRIMA PARTE

In un giorno da Bologna si può andare e tornare per una breve escursione, oltre che in Emilia Romagna, in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino e Alto Adige, Veneto, Friuli, Toscana, Marche, Umbria. In due giornate si raggiungono la Costa Azzurra, la Svizzera, l’Austria, la Slovenia, il Lazio, l’Abruzzo.

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LA CULTURA DEL CIBO NEL VIAGGIO – PRIMA PARTE

di Franco Mioni

Partendo dal cibo e dal vino, utilizzando come veicolo la fruizione didattica e pratica della civiltà della tavola e delle tradizioni del territorio anche a livello storico, economico e sociologico, si possono evocare mete artistiche e cuturali nonchè luoghi geografici e paesaggistici anche lontani.

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DI NUVOLE E PALAZZI

Di Ottorino Tonelli

Dopo tanti anni e vari tentativi, un signore giapponese si è riproposto di portare a termine i lavori della chiesa di Gaudi a Barcellona. Sembra ci sia il ritorno a privilegiare le linee curve a quelle rette. Anche i mega grattacieli non sono più gli edifici rettilinei e squadrati del secolo scorso. A Milano un artista “di strada” ha pensato di dipingere sul lato intonacato di un edificio la facciata del medesimo, ma… tutto curvato… “alla maniera di Gaudi”, dicono le cronache.

Perché alcuni artisti prediligono dipingere paesaggi urbani con edifici squadrati e altri quelli campestri o figure umane nude, il mare e le nubi? Delle ragioni inconsce tocca chiedere a Freud, o Jung se preferite.

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INCOMPIUTO

di Ottorino Tonelli

Ciò che si rompeva sarebbe stato rappezzato; quello che si piegava sarebbe stato sostenuto; ma, prima che se ne presentasse la necessità e senza che essa si presentasse, nessuno si sarebbe messo a fare un lavoro con un piano e con previsioni precise, nessuno sarebbe andato a stuzzicare le fondamenta degli edifici, mutando l’aspetto della città, stabilito da Dio.

Ivo Andrić, Il ponte sulla Drina

Raccontava un tecnico carpentiere in ferro inviato in Calabria per costruire una mega struttura altissima, che, quando ormai stava per completare l’opera, iniziò a sentire forti rumori e vibrazioni provenienti dal basso. Preoccupato scese a vedere di cosa si trattava: una nuova squadra di carpentieri tagliava e saldava altri elementi sull’opera in via di completamento:

– Stiamo facendo delle modifiche al progetto.

Fu la spiegazione dello strano armeggiare.

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METTERE E TOGLIERE

di Ottorino Tonelli

A chi volesse cimentarsi nell’arte della scultura si porrebbe l’alternativa di fare un’opera «mettendo» o «togliendo».

Si elabora la scultura del «mettere» aggiungendo creta su creta fino a raggiungere la forma desiderata per fare un’opera che sarà poi di terracotta, di bronzo, o per valersene come semplice modello; si può invece creare una scultura partendo da un blocco informe di marmo, di legno o altro, «togliendo», con adeguati strumenti, il materiale in eccesso fino a farne scaturire la forma desiderata. Continue reading

ASTROLOGIA – ALTRI MONDI. GEMELLI, LE NEBBIE DI AVALON

Le nebbie di Avalon racconta in chiave femminista e matriarcale la storia del leggendario Re Artù. L’ascesa e la caduta di Camelot è narrata dal punto di vista di personaggi femminili e soprattutto è vista dagli occhi di Morgana, sacerdotessa della Dea Madre, detentrice dell’antico sapere.

L’autrice, Zimmer Bradley, è Gemelli e molte sono le caratteristiche del segno che possiamo trovare nel romanzo: la tensione continua verso la conoscenza, la forza del pensiero e della parola. E soprattutto la tematica del doppio che si collega a quella della comunicazione: sdoppiamento di mondi che tra loro comunicano. Continue reading

TUTTO È POLITICA: PESCI – IL DONO DELLA VEGGENZA

di Rosalba Granata

«Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi. Per cui siamo portati a giudicare selvaggi o barbari tutti quelli che non ci somigliano. Sembra infatti che noi non abbiamo altro punto di riferimento che l’esempio e l’idea delle opinioni o degli usi del paese in cui siamo»

(Montaigne, Saggi)

Montaigne. Saggi. Prima edizione 1588

È l’illuminante osservazione sulla relatività del concetto di barbarie con cui Montagne si inserisce nel dibattito sui «selvaggi» che si era sviluppato nell’Europa del Cinquecento dopo la scoperta di nuovi territori e nuove popolazioni al di là dell’Atlantico.

Per Montaigne non esistono valori assoluti, sottolinea che i nostri parametri morali e i nostri giudizi dipendono dalla consuetudine e dall’opinione comune che cambiano nelle diverse epoche e nei diversi luoghi. Non quindi contraddizione civiltà-barbarie ma piuttosto una pluralità di culture. Critica perciò l’atteggiamento eurocentrico proprio dell’uomo occidentale.
I suoi Saggi sono considerati una delle opere più significative e originali del suo tempo ed è collocato tra i pionieri del pensiero moderno. Nel clima feroce delle guerre di religione si fece portatore di una visione laica e tollerante. Contrario a ogni fanatismo condanna le dottrine troppo rigide e le certezze cieche. Nella sua opera vi è ancora la rinascimentale centralità dell’uomo ma visto nella sua mutevolezza e fragilità. È per Eugenio Scalfari «Il primo moderno»(1). Continue reading