di Rosalba Granata
TERZA PUNTATA: DUNE – FRANK HERBERT
È un immenso deserto.
È un pianeta inospitale, sferzato da violente tempeste.
Eppure è il pianeta più importante dell’universo.
Perché solo su Dune viene estratta la spezia. Chi ne ha il controllo ha un immenso potere.
Dopo Vera abbiamo letto Dune che non ha certo ottenuto, tra i partecipanti del nostro Club del libro, lo stesso gradimento del romanzo precedente. È una nostra scelta quella di affrontare libri di ogni genere e di ogni epoca storica e abbiamo già verificato negli anni precedenti come la fantascienza sia divisiva nel nostro gruppo. Alcuni ritengono che le storie ambientate in mondi immaginari siano troppo distanti dalla realtà per poter suscitare emozioni profonde. Le opinioni in questo caso sono state quindi diversificate. C’è chi afferma di non essere proprio riuscito a leggerlo e, al contrario, chi è stato catturato dal fascino di quell’universo. C’è poi chi, pur dicendo che non è il suo genere preferito, ha trovato motivi di interesse soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra i personaggi e la loro psicologia. Questa viene resa con una efficace tecnica narrativa a focalizzazione multipla che ci fa entrare nella mente e nei pensieri di personaggi principali e secondari.
Il romanzo inizia quando al duca Leto, della casata degli Atreides viene assegnato il governo di Arrakis. La famiglia, i sostenitori, i guerrieri devono abbandonare il verde pianeta Caladan.
Questa decisione imperiale scatena una lotta sanguinosa con la casa Harkonnen che fino a quel momento controllava e sfruttava le risorse del pianeta1.
Gli Atreides e i loro sostenitori cadono nella trappola ordita segretamente dallo stesso imperatore e vengono quasi completamente sterminati.
Dopo il primo giro di interventi, per esprimere in generale il giudizio sul libro, siamo passati alla fase più interessante e caratteristica del nostro club del libro: l’estrazione e la lettura dei bigliettini con le frasi che ci hanno maggiormente colpito.
Alcune di noi sono state affascinate dalle “streghe” Bene Gesserit e dai loro straordinari poteri di controllo fisico e mentale. Il loro ordine, che ha radici millenarie, è potentissimo, le sorelle si trovano in luoghi chiave come consigliere, mogli, concubine di uomini di potere.
E il romanzo si apre nella residenza degli Atreides della Reverenda Madre Bene Gesserit
Nella settimana prima della partenza per Arrakis, quando era giunto a livelli quasi insopportabili il tramenio, una donna vecchia e vizza si presentò alla madre del ragazzo, Paul.
Era una notte calda e soffocante a Castel Caladan, e l’antico mucchio di pietre che era la dimora degli Atreides da ventisei generazioni dava quel senso di frescura umidiccia che preannunciava un cambiamento del tempo.
La Reverenda Madre intende esaminare il giovanissimo Paul, figlio del Duca Leto e della sua concubina Jessica, allevata alla scuola Bene Gesserit ed ancora sottoposta al loro ordine. Ma Jessica, per amore, ha trasgredito e ha concepito, contro la loro volontà, un figlio maschio, creando quindi una discrepanza nel loro disegno. Stanno infatti lavorando segretamente da secoli alla selezione genetica per far nascere il Kwisatz Haderach, un superuomo con poteri fisici e mentali straordinari che potrà, a loro avviso, guidare l’Impero verso un’epoca di splendore. E il momento, per loro, non è ancora giunto.
Possiamo quindi affermare che sia stata proprio la scelta di Jessica ad aprire gli sviluppi futuri.
Dalla strage degli Atreides si salva infatti, insieme alla madre, Paul che trova riparo tra i ribelli Fremen, gli indigeni di Arrakis. Da questo momento seguiamo il suo percorso, un vero viaggio dell’eroe. Inizialmente è costretto a fuggire e nascondersi nel deserto, poi, anche grazie all’addestramento avuto dalla madre, supera difficili prove ed infine viene riconosciuto condottiero del popolo oppresso, il “messia” delle leggende.
Ma Herbert ne fa un eroe non convenzionale, forte ma inquieto e consapevole dello“scopo terribile” a cui è chiamato. Tormentato dalle visioni dei possibili futuri vive con drammaticità la strada che lo porta ad essere appunto incarnazione di quel messia che guida il popolo ad una inevitabile e sanguinosa guerra santa.
E ricordò ancora una volta la visione: legioni di fanatici che seguivano lo stendardo verde – nero degli Atreides, che depredavano e bruciavano l’intero universo in nome del profeta Muad’ Dib. Non deve accadere! …. La visione imperfetta lo tormentava. Più si opponeva al suo terribile scopo e lottava contro l’avvento del jihad, più il turbine si accelerava. Il suo avvenire si trasformava in un fiume che si precipitava dentro un abisso, un groviglio di violenza. …
Tra i motivi di fascino del romanzo vi sono anche le descrizioni dei paesaggi
Il silenzio che precedeva l’alba regnava sulla depressione desertica. (Leto) alzò lo sguardo: sopra di lui le stelle erano come un manto di pagliuzze scintillanti su uno sfondo azzurro cupo. Bassa, sull’orizzonte a sud, la Seconda Luna brillava in un alone di polvere … una Luna malsana, dalla luminosità spettrale. A oriente, la notte si stemperò in un alone grigio, poi un’opalescenza simile a quella di una conchiglia marina offuscò le stelle. Infine, l’intero orizzonte frastagliato risplendette del bagliore dell’alba. La scena era di una tale bellezza da afferrare tutta la sua attenzione … Non avrebbe mai immaginato che quel pianeta potesse offrire uno spettacolo così bello come quell’orizzonte rosso, dentato, e il riflesso porpora e ocra delle rocce.
Il tema del potere, filo conduttore del nostro percorso di quest’anno, è sicuramente centrale nel libro e si intreccia costantemente con l’ecologia.
Herbert, infatti, mette in primo piano il rapporto uomo-natura
Da un lato vi sono le potenze straniere che sfruttano, con la finalità del profitto, le ricche risorse naturali di Arrakis, ne sottomettono il popolo e scatenano feroci battaglie per il controllo del pianeta.
Dall’altro lato vi sono i nativi Fremen che hanno imparato ad adattarsi al clima spietato del deserto nel quale l’acqua è più preziosa dell’oro.
Ma hanno un sogno. Un sogno che diviene la loro religione.Già da tempo, guidati dall’ecologo imperiale Liet-Kynes, lavorano segretamente per trasformare l’ecosistema del pianeta e renderlo più adatto alla vita umana.
Paul e Jessica quando arrivano nella parte più lontana del deserto rimangono ammirati e stupefatti di fronte al paesaggio che si apre davanti a loro.
Gradini bassi e regolari, pensò Jessica. Certamente scolpiti dall’uomo. …. I gradini finivano in una stretta gola, lunga venti metri e dal fondo piatto. A sua volta la gola si apriva su un bacino poco profondo, illuminato dalla luna. Paul avanzò sull’orlo del bacino e mormorò – Che posto meraviglioso! … La bellezza di quel bacino le afferrò i sensi e costrinse Jessica a fermarsi per ammirarlo. – Il paese delle fate- mormorò Paul. Jessica annuì. …. Davanti a lei si stendeva la vegetazione del deserto: cespugli, cacti, ciuffi di foglie coriacee, e tutto vibrava alla luce della luna …. – Dev’essere un luogo Fremen – disse Paul. È necessario che ci siano degli uomini perchè tutte queste piante sopravvivano
Teniamo presenteche Dune è stato scritto negli anni ’60, epoca in cui i temi ambientali non erano al primo posto nell’interesse del grande pubblico, è quindi il precursore di una più ampia coscienza ambientalista e di tanti successivi romanzi che hanno la denuncia dello sfruttamento della Terra come tema centrale.
Nei nostri giorni, caratterizzati dall’emergenza climatica, si è rinnovato l’interesse per il romanzo e lo spettacolare film che ne ha tratto Villeneuve ha ottenuto uno straordinario successo.
Herbert, animato da una forte preoccupazione per i destini del nostro pianeta, sperava che il suo Dune divenisse“Manuale di consapevolezza ecologica”
Ursula Le Guin affermava che
Lo straniamento, la presa di distanza dalla “realtà”, per poterla vedere meglio, è l’atto fondamentale della fantascienza … Attraverso non-realtà meravigliose noi esseri umani fantastici possiamo arrivare, nella nostra maniera singolare, alla verità
- Il potere in Dune
– L’impero ha una struttura politica feudale.
– L’imperatore e le Grandi Case detengono il potere politico.
– La Gilda, che dovrebbe essere politicamente neutrale, ha il monopolio assoluto del trasporto interstellare per il quale è indispensabile la Spezia.
– La sorellanza Bene Gesserit è un ordine religioso, ma in realtà condiziona e manipola la politica. Le donne che ne fanno parte sono ritenute “streghe” influenti e temute per i loro poteri fisici e mentali. ↩︎



