NON APRITE LE SCATOLETTE

di Ottorino Tonelli

Cosa occorre per fare l’artista? La tecnica, l’ispirazione, l’aspirazione a diventare famoso, ad accumulare soldi? Forse si, ma anche e soprattutto un grande ego che lo faccia aspirare a sopravvivere al suo esistere terreno: all’eternità. Come Leonardo, Dante, Michelangelo…

Andy Warhol da giovane colorava cartelloni pubblicitari ma l’ego lo spingeva a cambiare mestiere, voleva fare il pittore d’arte. Dipinse un tot di quadri che mostrò a un importante gallerista: bocciato. Dipinse un’altra serie di quadri, stilisticamente diversi dai primi che mostrò allo stesso gallerista: bocciato. Fece una terza serie di quadri di un genere ancora diverso dai precedenti che mostrò al medesimo gallerista: approvato. Ne seguì una mostra e fu l’inizio del successo.

Warhol disse che ogni essere umano ha diritto ad avere almeno un quarto d’ora di celebrità nella vita, ma lui aspirava a molto di più, all’eternità.

A Pieve di Cento, Bologna, al Museo G. Bargellini, all’inaugurazione della sala permanente “Generazione anni Quaranta”, dopo i primi discorsi d’occasione, quando il critico d’arte Giorgio Di Genova, selezionatore e curatore dell’evento, rivolgendosi agli artisti presenti in sala affermò: «voi siete stati selezionati per questo Museo e con questo io vi ho reso immortali», corse un fremito che colse tutti i presenti, fu un pulsare di cuori e l’adrenalina esplose al massimo. Eternità. Chi non la vorrebbe.

Nel 1961 Piero Manzoni, quasi presagendo la morte che lo coglierà due anni dopo a soli trent’anni, al fine di eternarsi, e come artista e come essere umano, evacua in novanta scatolette (quelle di metallo, tipo fagioli o pomodori in scatola) la cui etichetta, oltre che il suo nome, recita il titolo: M’artista, Kunstlercheisse, Merde d’artiste, Artist’s shit. Contenuto netto 30 gr. Conservata al naturale. Prodotta e inscatolata nel maggio 1961. Senza ovviamente dimenticare la dicitura “Made in Italy”.

A cinquant’anni dall’evento la Fondazione Piero Manzoni promuove varie iniziative (mostre, libri, film…) per celebrare e raccontare storia, leggenda e significati della famosa scatoletta Merda d’artista.  La sua “merda” sarà celebrata, per così dire, a tutto tondo. Non è dato sapere se verrà svelato l’amletico dubbio su che cosa realmente contengano le 90 scatolette.

Manzoni dichiarò che il valore del contenuto di ogni singola scatoletta equivaleva a quella dell’oro, cioè a dire, 30 grammi di merda uguale a 30 grammi di oro. Di fatto il valore monetario ha superato quello dell’oro: 220mila euro pagate nel 2016 (oggi si trova una “riedizione autentica” a 120 euro su ebay, ma il contenuto non è garantito). E quindi resta il dubbio: il valore economico sta nell’esterno (scatola, etichetta e firma) della scatola o nell’interno (merda o ?).

Fuor di dubbio, suonati i cinquant’anni, la merda d’artista di Manzoni, esposta, battuta nelle aste e museificata, assurge all’eternità, seppure in scatoletta. (Non apritela, l’eternità potrebbe avere a dolerne).

Se l’ego un po’ esagerato negli artisti li fa aspirare all’eternità, c’è chi, più semplicemente e con modestia, il senso dell’eterno, quantomeno il suo perpetuo divenire, lo percepisce e lo vive con lentezza e pacatezza.

Un uomo, dopo più di quarant’anni di lavoro, pensionato, frequenta un corso di orticoltura, affitta un pezzetto di terra e inizia a lavorarlo di gran lena. Porta a casa verdure in gran quantità, quasi suscitando il fastidio della moglie stufa di pulirle e cucinarle. Ma la passione del neo ortolano è passione vera.

Decide di procedere alla piantumazione di qualche albero da frutto. Quando è lì che suda e faticosamente scava una larga e profonda buca, dalla strada confinante passa un anziano signore che si mette ad osservare il nostro uomo:

buongiorno

buongiorno

lei è un contadino?

no, solo da quando sono in pensione mi diverto a fare l’orto

mi scusi, alla sua età?

l’età non è importante, è la voglia di fare che conta

ma con questo caldo…

basta rinfrescarsi, per esempio con della frutta: a proposito, la vuole mangiare qualche albicocca?

grazie. Sono buonissime… ma a cosa le serve quella grossa buca che sta facendo?

voglio piantare un nespolo

un nespolo? alla sua età? scusi, ma se farà frutti li farà fra dieci o quindici anni, quanti pensa di mangiarne?

le albicocche che abbiamo mangiato vengono da quell’albero, indicandolo. Ma quell’albero non l’ho piantato io!

Fare qualcosa per il futuro perché il passato il futuro ce l’ha dato.

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