di Angelo Errani
Una comunicazione aperta a più possibilità, il narrare o rappresentare con immagini, una comunicazione che consenta di trasferire significati, di interrogarsi e far riflettere senza costringere a svelare una difficoltà non ancora superata, costituisce un mediatore che accompagna la nostra storia fin dalle origini.
I racconti mitologici, le fiabe, i romanzi, i suoni, le immagini non si limitano all’incuriosire e a divertire, ma ricoprono da sempre anche una fondamentale funzione educativa.
La Repubblica ateniese curava, fin dal quinto secolo avanti Cristo, la messa in scena di opere teatrali e, offrendole gratuitamente, ne promuoveva la partecipazione dei cittadini.

«Tragedia è mimesi di un’azione seria e compiuta in se stessa la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare l’animo da siffatte passioni».(1) Continue reading

Lesson 2
“All’s well that ends well” è il titolo di una commedia di William Shakespeare (1564-1616), scritta tra il 1602 e il 1608 e ispirata alla novella di Giovanni Boccaccio Giletta di Narbona, inclusa nel Decameron. La frase è citata in numerose opere ed è diventata un proverbio che significa che non importano i problemi che vi sono stati se poi una situazione si risolve positivamente.