ULISSE: CHI ERA COSTUI?

di Roberta Merighi

Assistevo, tempo fa, alla trasmissione televisiva Passato e Presente condotta su Rai 3 da Paolo Mieli. Una trasmissione che tratta quotidianamente di fatti o personaggi storici, ma anche di fatti o personaggi letterari. Tutti fanno parte, comunque, del nostro patrimonio culturale, li ritroviamo e li abbiamo letti nei libri su cui tanti studenti si sono misurati.

Argomento della puntata era Il Cavallo di Troia, episodio conclusivo della guerra di Troia e dell’Iliade di Omero. Inevitabilmente il discorso si è incentrato sul personaggio che aveva partorito l’inganno del cavallo, ossia Ulisse, che diventa poi il protagonista dell’Odissea. Ulisse è così riemerso alla nostra memoria, attraverso le parole dello storico intervistato, nelle sue caratteristiche: uomo scaltro e menzognero che durante la guerra ricorre più volte all’inganno, e che nella lunga strada intrapresa per ritornare a Itaca incontra ostacoli e affronta pericoli e tentazioni che supera non solo con l’aiuto di divinità contro altre divinità a lui avverse, ma con la stessa furbizia e astuzia che già gli avevamo visto usare per sconfiggere Troia. L’Ulisse omerico è quindi anche uomo di ingegno, dotato di quella creatività atta, come direbbe oggi la psicologia, al problem solving, ma anche uomo coraggioso, sorretto dall’intento di far ritorno all’amata Itaca, all’amata Penelope e al figlio Telemaco. Continue reading

WORDS OF WISDOM – SETTIMA LEZIONE

Lesson 7 – Proverb 7 

“Don’t look a gift horse in the mouth.”       L7.imm1.cavallo regalo                        

Lessico: 

look (verbo; pronuncia: luk) = guardare
don’t look (imperativo negativo) = non guardare
gift (pronuncia: ghift) = regalo
horse = cavallo
mouth (pronuncia: mauth) = bocca

Breve spiegazione di pronuncia: th

th si pronuncia in due modi:

1. Prendiamo ad esempio l’articolo the; appoggiare la lingua contro i denti incisivi dell’arcata superiore e spingere fuori l’aria. Si ottiene un suono simile a Z

2. Ora prendiamo la parola mouth; mettere la lingua tra i denti superiori e inferiori e spingere fuori l’aria. Si ottiene un suono simile a F.  Continue reading