ODISSEA DEL LIBRO PERDUTO – CALIPSO

L’ambulanza arrivò in pochi minuti. Le strade deserte, nel cuore della notte, favorirono il suo arrivo.

Lusa piangeva, lo sguardo annebbiato, tremante. Cercava di fissarmi, di ricevere una risposta. Nei suoi occhi lessi la sua domanda, il suo “perché?”. E lui dovette leggere la mia ignoranza: non avevo una risposta, non sapevo per quale motivo un essere umano doveva arrivare a compiere un gesto simile, solo per aver perso la pazienza.

Piangevo insieme a lui, disperato, incapace di reagire. Tenevo il cellulare ancora in mano, incurante del sangue che l’aveva sporcato. E aspettavo. Aspettavo il peggio, temevo il peggio, prefiguravo la fine di tutto!

E anche all’arrivo dell’ambulanza provai terrore. Temevo fosse troppo tardi. I film, le storie e i racconti mi facevano immaginare lo scenario peggiore. Continue reading

L’ODISSEA DEL LIBRO PERDUTO – SCILLA E CARIDDI

Eravamo ormai a pochi isolati dal B&B, quando da un vicolo spuntarono due figure. Il primo era alto, magro, capelli lunghi, con un gilet di pelle e dita lunghe e scheletriche, con unghie affilate. L’altro, invece, era il suo opposto, basso, grasso, quasi rotondo – praticamente una circonferenza perfetta – con un giubbotto verde militare e una pelata lucida come una palla da biliardo.

Sarei scoppiato a ridere pensando a una strana coppia, a Stanlio e Ollio notturni, se non fosse stato per il passo minaccioso con cui si stavano avvicinando. Non erano, infatti, come i due comici, ma sembravano più due mostri, come Scilla, colei che dilania, e Cariddi, colei che risucchia.

Il più alto, Scilla, digrignava i denti, mordendosi il labbro, staccandosi pellicine dalle dita. Alla cintura aveva un coltello decisamente affilato. Continue reading

L’ODISSEA DEL LIBRO PERDUTO – REGNO DEI MORTI

«Siamo finalmente in macchina. Ora mi dici dove dobbiamo andare?»
«Santa Maria del Soccorso!» rispose Lusa con tono trionfale.
«Così mi fai cascare le braccia.»
«Con una frase posso far cadere le braccia?»
«No, no, è solo un modo di dire, lascia perdere…» intervenni, vedendo la sua solita espressione di incomprensione.
«Partiamo?»
«Puoi darmi un’indicazione più precisa? Che strada devo prendere? In che direzione devo andare?»
«Qui» rispose, mostrandomi un foglietto.

Sul pezzo di carta era disegnata un’orribile cartina, tracciata a biro, con mano incerta. Le rette, che indicavano le diverse strade, avanzavano tremolanti sul foglio. Accanto a ogni riga, poi, una scrittura nervosa aveva indicato i nomi delle strade. Infine, una grossa freccia indicava un punto ben preciso. Continue reading

L’ODISSEA DEL LIBRO PERDUTO – CIRCE

«Andiamo» mi disse Lusa appena risaliti in macchina.
«Dove?»
«Hai parlato di un ospedale, no? Sarà lì.»
«Speriamo! Anche se, ora che ci penso, potrebbe essere una dottoressa o un’infermiera e fare il turno di notte.»

Misi in moto la macchina, pieno di speranza. L’idea di trovarla mi dava la carica. Sfrecciammo per le strade della città nel buio della notte: e non sapevo più se ero io a percorrere quelle vie o se erano loro ad accompagnarmi. Stanchezza e speranza si unirono in quel momento.
Parcheggiammo e subito entrammo, passando sotto l’insegna “Pronto soccorso”.
All’interno ci accolse una grande confusione. Una fauna di malati di ogni genere. Chi era fasciato a un braccio, chi era pallido e chi, invece, era sdraiato su un lettino, troppo debole persino per stare seduto.
Guardai quelle persone e non le invidiai, ringraziando il motivo per cui mi trovavo lì. Continue reading