‘Il racconto dei racconti’

“Un piccolo lupetto viene lasciato solo nel bosco in cui vive da quando è venuto al mondo..attraverso un flusso ininterrotto di immagini liriche ed oniriche scopriamo la sua storia e il suo modo di approcciarsi al mondo e al ‘nuovo’ che avanza..”

Il racconto dei racconti è un cortometraggio di animazione del 1979, diretto da regista russo Jurij Norštejn.

10002651_10202053626243251_200501008_nI sentieri che vengono percorsi nei sogni, quando siamo bambini, si presentano ignoti e sconosciuti ai nostri occhi; nelle fasi di non-tempo in cui girovaghiamo meravigliati e affascinati per quei sentieri, sentiamo dentro di noi l’innocenza e la purezza nello scoprire che siamo ancora in grado di gioire, di commuoverci, di straziarci e di innamorarci di fronte al fluire eterno degli eventi e delle cose: ed è pura Poesia.
L’ignaro, innocente e tenerissimo lupetto si comporta (è) come un bambino in un sogno; il bambino reale, quello sveglio e (in)cosciente, è già disilluso, vuoto, colluso e inghiottito nella moltitudine superficiale, letale e amorfa di certo ‘collettivismo’ che tutto è fuorchè puramente ‘umano’: un piccolo uomo totalmente cavo e inutile, un ottimo contenitore di false ‘umanerie’. Continue reading →

‘In the room’ di Francesca Cesari

‹‹La dimensione appartata e silenziosa del luogo in cui una madre addormenta il bambino attraverso l’allattamento al seno››[1] è quello spazio intimo e universale in cui ci ha condotto Francesca Cesari[2], ospite di uno degli ultimi Aperitivi a Tema di Metro-Polis.
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La dinamica che s’instaura tra madre e figlio sostanzia un luogo che è al contempo alterità insopprimibile e domestica prossimità: un nodo che “In the room”[3] non pretende di sciogliere, bensì di cogliere in tutta la sua dirompente autenticità. Una dimensione quasi metafisica, quindi, che respira di quell’anelito alla sacralità tipico di alcune rappresentazioni pittoriche; eppure una dimensione che qualifica una realtà autenticamente intima, sfuggevole ad ogni definizione, esclusiva. Al di la di ogni irrigidita sostanza, questi scatti catturano la natura di un rapporto, di un dialogo a due che vive del silenzio dell’abbandono: un sentirsi, quello tra madre e figlio, ogni volta differente, mutevole per ogni coppia di soggetti, frutto di dinamismi che possiamo sbirciare ma che non possiamo rendere completamente intelligibili. Come per i limoni di Montale[4], ci è concesso giusto rubare un qualche istante di questo esclusivo rapporto, dobbiamo saziarci del giallo odore di un frutto che in nessun caso possiamo veramente afferrare: come bambini non abbiamo ricordo nitido di questa dimensione, come madri non la possiamo spiegare; meraviglioso paradosso. Continue reading →

Tradurre

La traduzione è forse uno dei compiti scolastici cui siamo maggiormente abituati, almeno in Italia, dove l’insegnamento del latino, e in minor parte del greco, è obbligatorio in molte scuole. In molti ricordiamo le interrogazioni e le liste di paradigmi da mandare a memoria, ma ancor piùnon si puòdimenticare il pesante dizionario che guidava nello svolgimento della temuta versione, fido compagno di guerra, e altrettanto sgualcito, ancora degno di un posto d’onore nelle nostre librerie, anche se ci occupiamo di tutt’altro e il latino non lo leggiamo dalla fine del liceo. Ma è forse questa, che in molti ricordiamo, una traduzione? Il punto sta in cosa è oggetto della traduzione, se i pensieri e i concetti oppure le parole e la sintassi. Forse, è vero, non si può avere uno senza l’altro, non si può trasporre un pensiero efficace senza un’esatta riproduzione dell’argomentazione e delle sue figure, ma a monte sta l’idea, che non è mai abbastanza ripetuta, che bisogna prima capire per poi tradurre e non tradurre per capire.
In altre parole, si può tradurre nella lingua di arrivo solo quello che si è compreso nella lingua d’origine. Ed è forse per questo che il ricordo che in molti abbiamo delle nostre ‘traduzioni’falsa la percezione di cosa sia la traduzione, non uno sforzo su regole grammaticali e parole dal significato oscuro che solo man mano che veniamo traghettando nel nostro sistema linguistico acquistano un significato, ma una conversione, una metamorfosi  di nuclei concettuali ben compresi da una lingua all’altra. traduzionePer cui forse dovremmo allontanarci momentaneamente dalla nostra esperienza personale su cosa sia tradurre e provare a reinterpretare questo compito magari rapportandoci di più alla conoscenza delle lingue moderne, in cui oggi siamo versati – almeno alcuni – più che nel latino. Tuttavia anche questo caso non ècalzante per mostrare la cosa a chi non sia traduttore di professione, perchése con il latino ci sforzavamo a ‘tradurre’in italiano il testo di una lingua non posseduta pienamente dai molti che si sono trovati a tradurla, con l’inglese o il francese ci troviamo a conoscere più a fondo una lingua (anche in questo caso un’idea di conoscenza completa è assai improbabile per i non addetti ai lavori) senza però che mai ci venga proposto l’esercizio della traduzione quale invece ci era somministrato nelle tante versioni di latino dell’adolescenza. Continue reading →

LUSA – Il primo incontro

Vi racconterò innanzitutto del mio primo incontro con Lusa. Era un imprecisato giorno di primavera. Le giornate si stavano facendo più calde, gli alberi più verdi e i prati più fioriti. Mi ero appena trasferito in città per lavoro e, dopo giorni dedicati a sistemarmi, avevo finalmente un giorno a disposizione per fare un giro in città.
Da appassionato lettore, mi diressi subito verso la biblioteca del quartiere. Avevo finito i libri da leggere e, volendo risparmiare (il trasloco costa!), decisi di prenderne a prestito un paio.
Entrai in quell’edificio così grigio e quadrato, del tutto impersonale, domandandomi chi vi entrasse, se non lettori incalliti come me o studenti alla ricerca di qualche introvabile libro da studiare. Raggiunsi rapidamente gli scaffali e cominciai a scorrere le copertine, i titoli, alla ricerca di qualcosa che catturasse la mia attenzione. Ne sfogliai almeno tre prima di incontrarlo.
«L’hai riposto male».
La voce che mi parlò, limpida e squillante (da tenore, senza ombra di dubbio), mi fece sobbalzare. Mi voltai, e per la prima volta incontrai il suo sguardo.
Provando un leggero fastidio per l’interruzione dalla mia ricerca e per lo spavento che mi aveva fatto prendere, decisi di ignorarlo. Alzai le spalle e continuai a sfogliare il libro che tenevo in mano.
Con estrema tranquillità, Lusa ripeté: «Hai riposto male il libro».
Seccato, feci un passo a destra, per allontanarmi.
Una terza volta, Lusa mi disse: «Hai riposto male il libro».
Dalla sua voce non traspariva nessuna impazienza, nemmeno una punta di nervosismo. Allora non lo sapevo, ma avrei poi scoperto che la sua insistenza non era dovuta alla speranza o all’attesa di una mia reazione, ma, semplicemente, dal suo volere una mia risposta. Risposta che, alla terza volta, arrivò. Continue reading →

Guardando al deserto

Guardando al deserto

Sahara occidentale: uno stato che esige libertà.
Come ogni volta in ritardo mi precipito il più velocemente possibile nell’aula Magna dell’università di Forlì. Oggi la professoressa ci ha informati che non ci sarà la solita lezione di diritto costituzionale comparato ma ascolteremo le parole di un ospite molto speciale: la rappresentante della presidenza del Sahara Orientale. Io non sono propriamente un asso in geografia perciò il fatto che questo stato non mi dica granché non mi sorprende particolarmente ma dal momento in cui anche i miei compagni di corso (che mi hanno preventivamente tenuto un posto consci della mia scarsa attitudine alla puntualità) mi paiano un tantino perplessi realizzo che, forse, le poche informazioni che il nostro cervello riesce a racimolare su questo stato e il suo popolo, i saharawi, non sono frutto della nostra evidente ignoranza in geografia ma di un problema internazionale volutamente insabbiato.Minurso
La storia che questa donna, venuta da così lontano, ci racconta è la storia di un popolo africano che dal 1976, quando crollò l’impero coloniale spagnolo, combatte e soffre per raggiungere una più che legittima indipendenza. La regione del Sahara Occidentale di cui viene rivendicata l’autonomia è ora sotto la sovranità marocchina da più di trent’anni nonostante l’intervento delle Nazioni Unite e il riconoscimento da parte dell’Unione Africana della Repubblica Democratica Araba Sahrawi. Ma cosa succede a questo popolo privato del suo territorio e costretto a rispettare istituzioni che non ritiene legittime?
Scappano. Se ne vanno dalla loro terra dove sono vittime di violenze e soprusi per fuggire in Algeria primo stato che invece riconosce la Repubblica Sahrawi. Qua, sul confine col Marocco, si organizzano in tendopoli che persistono tutt’ora.
Ascoltiamo ogni sua parola completamente rapiti, rendendoci conto che oltre il muro di Berlino o il Muro del Pianto esistono ancora tanti muri che l’uomo non è stato capace di distruggere e che dividono famiglie, amici e popoli dalle loro terre. Forse questo muro non sarà tangibile come quello che divideva Berlino ma può essere giudicato meno ingiusto? Io personalmente non credo. Credo anzi che se le informazioni che ci giungono su questo deserto che non possiamo conoscere o sondare personalmente, sono così poche e sporadiche è perché probabilmente l’obbiettivo è proprio quello di far scomparire completamente questi muri così insondabili ma paradossalmente più pregnanti e presenti di molte altre cose che possiamo toccare. Continue reading →

Dissertation

Ecco, lo sapevo: 15 marzo 2014, e ancora non ho scritto il mio articolo per Metropolis. Mi dicevo: vabbé dai, lo farai più tardi, per ora devi pensare al tuo mémoire, e ai tuoi esami. Il 15 è arrivato, e qui, in questa sporca (eh sì, è piuttosto sporca) cucina di Villeurbanne – periferia di Lione-, mi trovo senza idee. Ah no, aspettate: una cosa volevo dirla! Lessi l’articolo di Erika a Copenaghen, altra espatriata come me, e mi stupii de fatto che anche lei citava l’articolo di Cavezzali. Questo Cavezzali è proprio una star! Insomma, sono bastate due o tre sciocchezze sugli italiani all’estero, e ormai il suo nome attraversa il Web come una freccia l’aere – santo cielo, questa similitudine proprio potevo risparmiarmela. Vi faccio un breve resoconto – così, per prender tempo: è il 15 marzo, e due giorni fa la mia permanenza a Lione ha compiuto due anni. Forse ricordate che, al mio arrivo, esplodevo di ammirazione per quel gran genio di Maurice Merleau-Ponty. Bene. Dal 12 marzo 2012 ad oggi, ho fatto un po’ di cose: ho lavorato come cameriere in un ristorante, poi come interinale in un hotel, poi ho passato un esame per il livello di francese, e ora continuo i miei studi di Filosofia all’Ecole Normale Supérieure di Lione. Che bellezza! direte voi. Beh, aspettate un attimo: mi trovo al primo anno di specialistica a 27 anni suonati, con i primi capelli bianchi in testa e la consapevolezza che “ogni or picchia alla tomba” (da Pers); terribilmente in ritardo nella consegna del mio mémoire (tesi di specialistica) su Merleau-Ponty e l’evoluzione; e, sempre a 27 anni suonati, con nessuna idea su ciò che farò nella vita. Pensate ancora “Che bellezza!”? Ma allora siete proprio cocciuti! – del resto, probabilmente non lo stavate affatto pensando: ma dovrò pur inserire qualche artifizio retorico per rendere la lettura un po’ più piacevole. La lettura un po’ più piacevole, sì. Perché, a dire il vero, oggi vi parlerò di qualcosa di terribilmente noioso – ringraziate quindi che vi abbia introdotto all’argomento in questa maniera un po’ colloquiale. Vi parlerò della Dissertation. Continue reading →

Oroscopo di Metro-Polis: Ariete (parte 4)

4) ARIETE – LA PASSIONE POLITICA – Omaggio a PIETRO INGRAO

“La politica siamo tutti noi” (Pietro Ingrao)

Cercando tra i politici dell’Ariete mi sono imbattuta in Pietro Ingrao.
“Il comunista eretico” viene spesso definito. Era un esponente di primo piano nel PCI degli anni ’70. Il PCI di cui era segretario Enrico Berlinguer. Ingrao era il leader dell’ala sinistra, l’ala “movimentista” del partito. Forse i giovani non lo conoscono, e forse non molti ricordano questa straordinaria figura. A me è rimasto nel cuore. Tra i giovani del PCI di quegli anni era un punto di riferimento straordinario. “Il babbone” lo chiamavamo affettuosamente. Erano per me gli anni della formazione politica, forse non capivo tutte le dinamiche del partito, ma Ingrao emanava un calore contagioso e il suo pensiero, che vedeva come centrali i movimenti dal basso, era straordinariamente vicino alla passione politica di quegli anni.

E’ stata una gioia quando ho scoperto che è Ariete.
Purtroppo non conosco la sua ora di nascita, ma già la posizione dei pianeti è significativa. E lo ritrovo molto nel suo oroscopo.
Ingrao ha il Sole in Ariete e la Luna in Vergine, quindi unisce la passione dell’Ariete alla precisione della Vergine. La passione appunto si coglieva in ogni suo intervento e la comunicava a chi lo ascoltava. Il suo discorso era forte, vigoroso, pieno di calore. La Luna sicuramente aggiungeva rigore, precisione ma anche uno spessore cavilloso. E senza dubbio la sua onestà spontanea, facilmente percepibile, acquistava ancora più vigore e intransigenza. Continue reading →

Oroscopo di Metro-Polis: Ariete (parte 3)

3.
DONNA ARIETE: BLIXEN – L’AMAZZONE.

“Quantunque nel pericolo serbassero la più grande dignità, le due donne davano tuttavia un’impressione di selvatichezza. …. Ai salvatori pareva di aver raccolto nella barca due tigri, una vecchia e una giovane ….”
( K. Blixen. Sette storie gotiche)

L’Ariete è segno maschile. Tutti i pianeti che lo caratterizzano sono pianeti maschili: è domicilio di Marte e Plutone ed esaltazione del Sole.

E la donna Ariete? Per Pesatori è “un’amazzone coraggiosa, battagliera, appassionata”(1)

Prendiamo come emblematica del segno K.Blixen, scrittrice vissuta tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento e “riscoperta” tra gli anni ’70 e ’80, gli anni del femminismo, anche per il grande successo di due film tratti da sue opere: “La mia Africa” e “Il pranzo di Babette”.

La sua vita è caratterizzata da forti passioni,scelte decise e indipendenti , svolte coraggiose. E anche da dolori, sconfitte, amori tormentati. E ,mentre la sua famiglia riteneva che avesse avuto una vita difficile e infelice, lei, in punto di morte dichiarava alla nipote : “Ricorda sono stata felice, ho avuto una vita felice.”

Una vita quindi che presenta molti aspetti da “amazzone” autonoma, coraggiosa, spesso trasgressiva. La partenza per l’Africa con il marito, gli pseudonimi maschili per i suoi romanzi, il divorzio, l’amante con cui condivide una appassionata storia d’amore in Africa, il ritorno in Danimarca dopo il fallimento della fattoria africana, sono alcune delle tappe della sua esistenza. Continue reading →

Oroscopo di Metro-Polis: Ariete (parte 2)

2.
ARIETE – ARTISTI, POETI

“ Immagini definite, colori vivi, impressioni forti” (Barbault)(1)

Il segno dell’Ariete non ci richiama spontaneamente l’immagine di Artisti e poeti. In effetti associate a questo segno non troveremo certo l’elegia, la delicatezza la misura, ma piuttosto, come afferma Barbault, il Fuoco si esprime nei colori violenti, nell’intensità dei toni. Caratteristiche che possiamo certamente vedere in Baudelaire, Zola, Van Gogh. Non a caso tutti grandi dell’Ottocento, secolo appassionato che ben si addice alle caratteristiche arietine.

BAUDELAIRE

La natura è un tempio dove vive colonne
lasciano a volte uscire confuse parole;
l’uomo ci passa attraverso foreste di simboli
che lo osservano con sguardi familiari …………….
(Baudelaire. Corrispondenze)

In Baudelaire dell’ Ariete troviamo il carattere provocatorio, violento, spesso eccessivo. Baudelaire è il primo tra i “poeti maledetti” , e, attorno alla metà del 1800, la sua poesia rappresenta una svolta, una rottura con il passato. E’ l’apertura di una nuova stagione poetica, quella del Simbolismo. (2)

Beaudelaire è fortemente caratterizzato dall’Ariete, in questo segno oltre al sole ha altri pianeti importanti tra i quali Venere, Marte e Saturno. Ma questi Pianeti si trovano nella casa VIII (3). La casa dell’oscurità profonda, dell’abisso, della morte. E’ quindi questa la direzione che prende la sua energia.

Ci troviamo quindi di fronte alla contraddizione principale della sua personalità: la luce, il calore, la vitalità dell’Ariete rivolta verso l’abisso tenebroso di questa casa Scorpionica (4). Uno scontro continuo luce-tenebre.
Lui stesso afferma
“ Fin dalla più tenera età sentivo nel mio cuore due sentimenti contradditori: l’orrore della vita e l’estasi della vita”

La sua esplorazione interiore diventa un precipitare nelle profondità dell’inconscio, un vero “cimitero interiore”. E a questo scopo utilizza tutti i mezzi artificiali: alcool, oppio, hascisch.

“ Ogni giorno noi discendiamo di un passo verso l’Inferno” Continue reading →

Oroscopo di Metro-Polis: Ariete (parte 1)

INIZIO DI UN NUOVO CICLO.

Temp’era dal principio del mattino,
e ‘il sol montava ‘n sù con quelle stelle
ch’eran con lui quando l’amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch’a bene sperar m’era cagione
di quella fera dalla gaetta pelle
l’ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m’apparve d’un leone……..
(Dante. Canto I Inferno v. 37)

Siamo nel canto I dell’Inferno, introduttivo di tutta la Divina Commedia. Dante ha appena incontrato la prima delle tre fiere che gli impediscono di uscire dalla “selva oscura” . Spesso nella Divina Commedia ci sono riferimenti astrologici. In questo caso Dante ci dice che il Sole entra nella costellazione dell’Ariete Il primo segno dello zodiaco, quello, per la cultura di Dante, in cui inizia la creazione divina. In questo modo non solo colloca nel tempo l’inizio del suo viaggio, ma anche sottolinea il carattere di speranza dell’inizio del giorno e dell’inizio della primavera.

Il 21 marzo, equinozio di primavera, inizia un nuovo ciclo stagionale.
Il Sole entra in Ariete.
La natura si risveglia. Sbocciano passioni e desideri. Continue reading →