RUBRICA ASTROLOGICA – TORO (parte 4)

UN PERSONAGGIO DEL TORO DA NON DIMENTICARE : GIOVANNI FALCONE

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
(Giovanni Falcone)

Il Toro è forte, determinato, affidabile, mi pareva quindi che potesse essere un segno adatto alla politica, ma non ho trovato molti politici del Toro e tra questi nessuno che mi interessasse presentare (per esempio Amato o Bondi).
Ma tra i personaggi contemporanei ne ho trovato uno che è importante ricordare e di cui mi fa piacere parlare: Giovanni Falcone. Proprio oggi ho letto un articolo che parlava di lui e immediatamente ho avuto la certezza che fosse del Toro. Ho controllato. Sì, 18 maggio 1939. La forza solida e tranquilla che emanava me lo fanno percepire come un tipico Toro. Una solidità di terra, morbidamente venusiana.
Nel suo tema di nascita oltre al Sole e alla Luna in Toro anche altri pianeti sono in segni di Terra. È quindi solido, fedele, razionale. Forte è il senso del dovere e delle istituzioni. Mercurio è in Toro, la sua intelligenza è tenace e basata sulle cose, sulla realtà. La tenacia è rivelata anche da Marte in Capricorno. Venere in Ariete ci indica una calda passionalità ma contenuta, guidata dalla ragione (Venere è infatti congiunta a Saturno). La carica ideale è sottolineata dal bel trigono1 tra Sole e Nettuno.
falcone_borsellinoL’immagine forse più nota di Giovanni Falcone è quella che lo ritrae con Paolo Borsellino, con cui ha condiviso a lungo la lotta alla mafia ed in particolare l’esperienza del pool che ha portato al primo grande processo contro Cosa Nostra: il Maxiprocesso del 1986. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – TORO (parte 3)

TORO. I PIACERI.
Balzac è del Toro. Lo prendo come esempio di una delle caratteristiche del segno: l’appetito di vivere e di gioire. Viene ricordato come grande intenditore di vini e manicaretti. Il suo appetito non si ferma, però, al cibo ma si espande ad ogni bene materiale e in particolare a donne e denaro. Temi che troviamo al centro della sua voluminosa Commedia Umana.
Giove e Venere, i due pianeti che maggiormente caratterizzano l’edonismo, sono presenti in posizione forte nel segno1TORO_EUROPA_b
La Venere del Toro non è la Venere Afrodite che troveremo nella Bilancia, è la più primitiva Venere-Astarte, più terrestre e carnale. Grande Madre, sensuale e generatrice.
Anche i Miti legati al Toro sono caratterizzati da una forte sensualità. Giove che seduce e rapisce Europa sotto forma di Toro. La moglie di Minosse, Pasifae, che si innamora perdutamente di un Toro bellissimo uscito dalle acque e, grazie ad un’invenzione di Dedalo, riesce ad avere con lui un rapporto sessuale da cui nasce il Minotauro, metà toro metà ragazzo. Arianna che presa da passione per Teseo lo aiuta ad uccidere il “Mostro” suo fratello. Continue reading →

Il lato oscuro della Scienza: parte I. Tra ibridi uomo-animale e omicidi.

Aprire Facebook. Guardare la home. Scorrere tra le notizie. Vedere foto, stati, qualche articolo giornalistico, qualche blog. Ormai tutti, chi più raramente chi più volte al giorno, facciamo queste azioni. Fanno parte della nostra voglia di sentirci collegati, parte di un grande mondo. Sentirci un po’ meno piccoli. Facebook è una di quelle scorie della democrazia che ho citato nel mio precedente intervento: come tutti i social network è una fonte preziosa per esprimere il proprio pensiero, diffondere idee. Già: diffonderle nel bene e nel male. Perché le idee non sono sempre preziose o buone. Alcune possono essere più deleterie di un termitaio nelle fondamenta di una casa di legno. Una di quelle scocciature che si notano solo quando il danno è ormai evidente.
Ultimamente, cercando tra i termitai che si celano dietro Internet, ho trovato numerose notizie su moderni esperimenti terribili, cruenti, eticamente inaccettabili. Esperimenti che farebbero rabbrividire persino Mengele. Chiaramente si tratta di fatti inventati, partoriti dalla mente complottista di qualche autore a digiuno di scienza (o forse semplicemente allergico alla realtà). Dopo una sana risata iniziale, ho però percepito il sinistro tocco delle zampette biancastre della termite, che dal computer ha risalito la mia mano, il braccio, la spalla, fino ad entrare nell’orecchio. E il termitaio era ormai anche nella mia mente: e se la scienza non fosse buona? Se fosse una dichiarazione spavalda di superbia umana incontrollata? Chiaramente la risposta razionale è no: la scienza nasce per cercare di conoscere il mondo, per inseguire un equilibrio tra creato e uomo, e non per offrire un campo d’azione a sadici e pazzi. Ma siamo poi così certi non nasconda nessun angolo buio? Continue reading →

L’amore non basta: Il metodo delle costellazioni famigliari

‹‹L’amore non basta››: questo il suggestivo titolo dell’Aperitivo a Tema di Metro-Polis svoltosi il 29/03/2014 presso la Sala Civica “Il Cubo” (Quartiere Navile – Bologna). È stata nostra ospite Daniela Iacchelli , psicologa e psicoterapeuta, la quale ci ha presentato il metodo psicoterapeutico delle Costellazioni Familiari .
Tale approccio venne teorizzato, a partire dal 1980 e successivamente rielaborato nel corso della propria vita, da Bert HellingerBert Hellinger : psicologo e scrittore tedesco, studioso di teologia e pedagogia ed ex sacerdote presso un ordine religioso cattolico. Hellinger si avvicina alla psicoanalisi nel 1969, tornato a Vienna dopo aver abbandonato il sacerdozio: entra in analisi e legge integralmente l’opera di Sigmund Freud. Importante, nella formazione di questo autore, sarà proprio il distacco dalla comunità psicoanalitica viennese: un allontanamento fisico e concettuale che gli permetterà di aprirsi e di rendersi disponibile all’incontro con molteplici e variegate realtà teorico-terapeutiche .

Il metodo delle Costellazioni Familiari è un approccio sistemico e, come tale, poggia sull’assunzione teorica per cui ogni nucleo familiare (passato o attuale) sia necessariamente un sistema in grado di informare l’individuo circa le proprie dinamiche interne. Ognuno di noi, quindi, non solo vive e agisce all’interno di un sistema familiare, ma ne è intimamente condizionato: possiamo farci carico, inconsciamente, di esperienze inerenti a dinamiche familiari passate, vivendo un destino che non ci appartiene; oppure possiamo non aver accettato e rielaborato lutti, abbandoni, situazioni difficili da digerire o, ancora, molto più semplicemente, abbiamo difficoltà a rendere intelligibili alcune dinamiche relazionali agite all’interno del sistema-famiglia. Continue reading →

La ragazza con l’orecchino di perla: tra icona e trascendenza

Palazzo Fava a Bologna ospita nel periodo 8 febbraio – 25 maggio 2014 la mostra da titolo La ragazza con l’orecchino di perla: il mito della Golden Age; da Vermeer a Rembrandt, capolavori dal Mauritshuis.
La ragazza con l’orecchino di perla è uno dei tre quadri più famosi al mondo, insieme alla Gioconda di Leonardo da Vinci e all’Urlo di Munch; è conservato al museo Mauritshuis de l’Aia, che da due anni è chiuso a causa di imponenti lavori di restauro che termineranno prima dell’estate 2014. L’esposizione di quest’opera d’arte in Italia è indubbiamente un’occasione unica e, sebbene l’attenzione sia focalizzata sul quadro di Vermeer, la mostra è in realtà un’esposizione dedicata all’età d’oro della pittura olandese del XVII secolo, la cosiddetta Golden Age richiamata nel sottotitolo. Vi sono quindi quadri di artisti come Rembrandt, presente con ben quattro opere, Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael e Steen: i loro capolavori ci permettono di avere uno sguardo più ampio sulla pittura olandese del secolo in questione.
La prima sezione della mostra è dedicata alla storia del Mauritshuis e si apre con la Veduta del Mauritshuis di Augustus Wijnantz in cui ammiriamo questo splendido palazzo riflesso sul lago antistante. IMMAGINE 1 veduta de mauritshuis
Si prosegue la visita della mostra verso la seconda sezione dedicata al paesaggio, nello specifico al paesaggio olandese riprodotto da vari artisti che scelgono soggetti molto diversi tra loro: dagli animali nelle campagne alle imbarcazioni sui canali, dai laghi e fiumi alle città in cui si respira un’aria di grande operosità. Osservando con attenzione i quadri contenuti in questa sezione sul paesaggio ci rendiamo conto di come la dimensione intimista dell’arte fiamminga raggiunga il suo apice proprio nel XVII secolo: lo sguardo degli artisti è rivolto al dettaglio, alla puntualità descrittiva, quasi scientifica. In merito a questa caratteristica possiamo cogliere una profonda differenza tra il mondo olandese e il mondo italiano, tra spirito nordico e mediterraneo: lo spirito mediterraneo, infatti, fino ancora all’Ottocento respira un retaggio classico, mentre il mondo nordico è già improntato ad una sorta di autoreferenzialità, le arti hanno un orientamento più privato e progressivamente viene meno la committenza ecclesiastica (diversamente che in Italia). Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – TORO (parte 2)

  1. IL TORO. LA TERRA, LA NATURA, LA  RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’

Perfetta in verità è la sublimità del Principio Ricettivo. Tutti gli esseri gli debbono la nascita… Il ricettivo è la Terra, è la Madre, è panno, è la caldaia, è parsimonia, è regolare, è un vitello con la vacca, è una grande carrozza, è la forma, è la moltitudine, è il tronco…” (I King)
La simbologia del Toro è molto simile a quella del Ricettivo nell’Antico libro de I King. La Terra, la Madre, la fertilità…
E il legame con la Terra, con la Natura è essenziale per il Toro.
Pesatori afferma: «Per il Toro la natura non è un luogo da visitare. E’ casa sua».1
E il paesaggio ideale del Toro è fertile, verde e rigoglioso. Come per esempio il Galles. «Nel mese di giugno una luce incomparabile risveglia la natura. E’ un paese verde, rigoglioso, ricco di storia e di leggende». Oppure la Provenza con «i fiori blu della lavanda a perdita d’occhio». Questi sono i luoghi in cui Silvia Graf 2 consiglia una vacanza per i Toro.
E la sintonia con la natura si esprime anche nel saperla vedere e nel saperla rappresentare. E molti sono i pittori, i fotografi, i critici d’arte e anche i registi del Toro. Continue reading →

RUBRICA ASTOLOGICA – TORO (parte 1)

Toro. La realtà delle cose.
Toro. La terra. La natura. La rappresentazione del reale
Toro. I piaceri
Un personaggio del Toro da non dimenticare: Giovanni Falcone

TORO. LA REALTÀ DELLE COSE
Resta ora a vedere quali debbino essere e’ modi e governi di uno principe o co’ sudditi o con li amici. E perché io so che molti di questo hanno scritto, dubito, scrivendone ancora io, non essere tenuto presuntuoso, partendomi massime, nel disputare questa materia, da li ordini delli altri. Ma sendo l’intenzione mia stata scrivere cosa che sia utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare dreto alla verità effettuale della cosa che alla immaginazione di essa.
(Machiavelli, Principe cap. XV) Continue reading →

Di biciclette, di mezzi pubblici e di altre sciocchezze

Di biciclette, di mezzi pubblici e di altre sciocchezze

Quando devo dare i voti ad una città, il parametro che solitamente per primo prendo in considerazione, é il fattore traffico e tutto ciò ad esso correlato: efficienza dei mezzi pubblici, condizione delle strade, ingorghi, piste ciclabili e via dicendo.

Nella mia Atlantide, il traffico privato deve essere prossimo allo zero, l’investimento nel settore dei mezzi pubblici sostanzioso e i cittadini devono essere incoraggiati (ed istruiti) all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ordinario.

Quello che manca in Italia sono due elementi:
1) Inadeguato investimento pubblico
2) Mancanza di una “cultura” generalizzata all’uso (adeguato) di mezzi pubblici e biciclette

Che, di fatto, porta ad un circolo vizioso. La pubblica amministrazione non investirà in piste ciclabili finché non diventeranno una necessità, non aumenterà il numero delle corse della linea 14 se i cittadini non pagano il biglietto. E i cittadini non utilizzeranno la bicicletta finché non si sentiranno adeguatamente al sicuro, o utilizzeranno i mezzi pubblici quando saranno sicuri di arrivare in orario al lavoro.

D’altro canto, penso che questo momento sia il migliore per disincentivare l’uso dell’auto.
A causa della crisi economica che negli ultimi anni affligge buona parte dell’Europa, i costi per il mantenimento dell’automobile sono diventati difficilmente affrontabili per molte persone.

Non é giunto il momento di passare ad un mezzo più salutare (l’uso quotidiano della bici, anche solo 15/20 minuti al giorno aiuta a prevenire malattie cardiache. In più tonifica il sedere 🙂 ), ecologico ed economico (niente assicurazioni, bollo, benzina, parcheggi….)?!

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Non a caso mi sono trasferita a Copenhagen. Continue reading →

Diete epiche

Nella letteratura greca antica, principalmente nell’epica omerica, i cibi hanno una funzione particolare, detta tipizzante. Essi, come gli epiteti che contraddistinguono i diversi individui – eroi, dèi e dee, re e regine e esseri mostruosi -, contribuiscono a designare in modo specifico le personalità.

Tuttavia, rispetto agli epiteti che circoscrivono in modo individuale un personaggio, come ‘pie’veloce’detto di Achille, ‘domatore di cavalli’di Ettore e ‘bella chioma’di Elena, facendo riferimento a caratteristiche specifiche del suo carattere, della sua storia o dell’aspetto, la dieta è tipizzante a un livello più generale, in parte potremmo dire sociale, in parte per ruoli. Questo significa che personaggi appartenenti a una medesima classe sociale, o ricoprenti gli stessi ruoli all’interno dell’epica letteraria, consumano o sono accostati agli stessi cibi e questi non si mescolano fra loro. Ciò significa che gli dèi gustano solo nettare e ambrosia mentre gli eroi si nutrono solo di carni arrostite e i personaggi mostruosi e violenti solo carni crude. E’ questa la prima distinzione delle diete che vediamo compiersi all’interno dei poemi omerici e che continuerà a connotare i caratteri dei personaggi nella letteratura greca successiva e non solo.

Consideriamo a titolo esemplare l’omofagia, ossia il mangiare carne cruda, considerata una qualità non umana. Il caso più eclatante nell’Odissea è rappresentato da Polifemo, il quale divora numerosi compagni di Odisseo senza cucinarli in alcun modo, e sicuramente questo atteggiamento enfatizza la brutalità e la violenza del ciclope, mostro con un solo occhio figlio di Poseidone. Altresì il divorare carne cruda caratterizzava i riti in onore di Dioniso, dio fra le altre cose della sfrenatezza. Durante questi rituali gli iniziati ai misteri dionisiaci, completamente fuori di sé e in preda a un grande furore, facevano pezzi con ferocia animali della taglia di una capra o di una pecora (atto detto in greco sparagmòs) e ne mangiavano i brandelli di carne cruda, tutto questo a imitazione dell’uccisione e dello smembramento di Dioniso a opera dei crudeli e violenti Titani, che poi ne mangiarono le membra. Il carattere spiccatamente selvaggio e ferino accostato all’omofagia persiste nella letteratura greca e latina, giungendo fino a noi nelle piùdiverse saghe di esseri mostruosi e sanguinari, come licantropi e streghe (per quanto riguarda i latini, si pensi reciprocamente al Satyricon di Petronio e alle Metamorfosi di Apuleio), che proprio nel mondo greco acquisiscono le loro fondamentali e immutate caratteristiche (tuttavia è bene precisare che la connotazione selvatica e non umana del consumo di carne cruda è trasversale a moltissime culture).

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MOMIX – “ALCHEMY”: Alla scoperta degli elementi primordiali

Moses Pendleton, l’instancabile direttore e coreografo dei Momix, compagnia americana di ballerini e acrobati, ha portato in scena dal 5 al 9 febbraio al teatro Europauditorium di Bologna lo spettacolo dall’emblematico titolo Alchemy.
Cifra stilistica del regista è la sua ispirazione alla natura, alle piante, agli animali, come si evince anche dai titoli di alcuni suoi precedenti spettacoli: Sun, Flower, Moon e Bothanica, rappresentati a Bologna rispettivamente nel 2007 e nel 2008.
I Momix non sono soltanto ballerini, né soltanto acrobati, sono anche e soprattutto illusionisti. Attraverso alcuni sorprendenti effetti speciali i loro corpi diventano luce, colore, ma soprattutto in questo caso diventano i quattro elementi primordiali: terra, aria, acqua e fuoco.
Proprio il fuoco è l’elemento predominante ed è anche quello che Moses Pendletonmomix immagine 1 sceglie di porre in apertura dello spettacolo: attraverso degli abiti rossi molto morbidi i Momix si trasformano in fiamme altissime e a tratti lo spettatore ha quasi l’impressione di trovarsi al cinema, egli dimentica che quella fiamma al centro del palcoscenico sia formata da corpi reali e si proietta in una dimensioni quasi magica, o per meglio dire alchemica, riprendendo il titolo dello spettacolo. Continue reading →