IL NUOVO CORSO DI RIAD: TRA PROCLAMI E GUERRE DIFFICILI

Durante l’Aperitivo a Tema ‹‹Isis: per saperne di più››, di cui potete trovare un resoconto nell’omonimo Editoriale, l’importanza e l’attualità delle tematiche trattate da Giulia Sudano hanno dato vita ad un interessante dibattito ricco di spunti e riflessioni.
Vogliamo, dunque, virtualmente ricollegarci a questo dialogare pubblicando ‹‹Il nuovo corso di Riad: tra proclami e guerre difficili›› scritto da Ruth Hanau Santini e pubblicato il 05/02/2016 nel sito Aspenia on line.
Ruth Hanau Santini, ricercatrice presso L’Orientale di Napoli e presso la Johns Hopkins University, in questo articolo delinea in quadro preciso dell’attuale situazione geopolitica dell’Arabia Saudita, illustrando in particolar modo le dinamiche giocate tanto negli affari interni quanto in politica estera.
Lasciandovi a questa ricca lettura non posso che ringraziare Ruth Hanau Santini, per la generosità con cui si è data a Metro-Polis, e Lola Hanau per averci segnalato l’articolo. Continue reading

EDITORIALE – APERITIVO A TEMA DI FEBBRAIO: “ISIS: PER SAPERNE DI PIÙ”

L’ 08/02/2016, presso il Centro Socio Ricreativo Culturale Stella, abbiamo dato vita all’Aperitivo a Tema  ‹‹Isis: per saperne di più››. Un appuntamento importante reso possibile dalla generosità della nostra ospite, Giulia Sudano, ricercatrice esperta di cultura e politica economica del mondo arabo, già tutor del corso ‹‹Storia ed istituzioni dei paesi del Mediterraneo›› presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e collaboratrice di diverse testate giornalistiche on line.
Un appuntamento importante anche per l’inizio vero e proprio del nostro Percorso Partecipato ‹‹Verso Metro-Polis››, con l’inaugurazione dei ‹‹15 minuti con Metro-Polis››, questo mese adottati dalla nostra Rosalba Granata.

Quando, nell’impostare la programmazione annuale di Metro-Polis, ci siamo ritrovati a pensare alla possibilità di organizzare un Aperitivo a Tema sull’Isis e sulla contemporanea situazione mediorientale, non abbiamo avuto dubbi circa l’opportunità o meno di applicare la nostra formula associativa a una tematica così delicata. Ci siamo già occupati di temi sensibili (se ha senso definirli tali) e sempre lo abbiamo fatto abbinando l’estremo rigore culturale all’assoluta semplicità delle forme: con i nostri Aperitivi a Tema ci siamo occupati di identità di genere, di cure palliative, della situazione palestinese, di carcere, di transessualità, etc… Alle volte siamo stati criticati per questo tipo di scelta, perché chiacchiere e spuntini, sostengono i nostri detrattori, mal si prestano al rigore politico di certe analisi e all’integra dignità di alcune tematiche. La nostra esperienza, fatta di tre anni di incontri, confronti e approfondimenti, ci ha invece insegnato il contrario: la leggerezza, inquadrata come valore etico-culturale cardine, e l’informalità con cui trattiamo i nostri contenuti sono le strade maestre per un approfondimento reale, per l’autentico contatto con argomenti importanti. Continue reading

LA PIÙ GRANDE BUGIA DELL’UMANITÀ SULLE ORIGINI DELL’UMANITÀ

Ampio e complesso è il dibattito che si sta sviluppando nel nostro Paese circa tematiche dirimenti per la vita pubblica e personale di ciascuno di noi: il confronto, anche se sarebbe più corretto scrivere di scontro, attivato dalla discussione in Parlamento del così detto ddl Cirinnà ci spinge a interrogarci su cosa sia la famiglia, su cosa si intenda per matrimonio, su cosa è naturale e cosa è positivo, su molto altro ancora e su come tutte queste istanze vengono giocate nella vita quotidiana di ognuno di noi. Vogliamo entrare in questo dibattito, ma vogliamo farlo a modo nostro, non in maniera belligerante; al contrario, quello che a noi interessa è fornire quanti più strumenti possibili per riuscire a decodificare i nodi cruciali di quanto sta accadendo. Ci interessa seguire una modalità quasi socratica, interdisciplinare come sempre, attraverso cui sottoporre alla vostra lettura diversi spunti e suggestioni culturali da cui ognuno potrà trarne ciò che vorrà.
Cominciamo, questo mese, con l’articolo ‹‹La più grande bugia dell’umanità sulle origini dell’umanità››, pubblicato da Marta Franceschini sulla testata on line Young.it il 21/09/2014. Marta, già nostra ospite per l’Aperitivo a Tema ‹‹Marta Franceschini, i libri, le donne››, nel 2012 ha ottenuto un MPhil (Master in Philosophy) presso la Jawaharlal Nerhu University di Nuova Delhi sulla poetica mistica sufi, è corrispondente free-lance per Il Fatto Quotidiano e Il Giornale di Brescia, ha scritto i testi di numerosi documentari e ha pubblicato cinque romanzi e numerosi racconti in antologie.

Importante questo articolo, di cui Marta Franceschini ci ha fatto dono, perché in esso si attua una prima ridefinizione storico-culturale del rapporto tra maschile e femminile: una cornice teorica stimolante in cui inserire un passato remoto, fondamentale per cominciare a comprendere alcuni elementi del presente.

Mattia Macchiavelli Continue reading

PAROLE COME PIETRE: DEE BROWN: SEPPELLITE IL MIO CUORE A WOUNDED KNEE

«Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l’albero sacro è morto» (Alce Nero)

Questo è un libro storico, pubblicato originariamente nel 1970, che ricostruisce, attraverso varie ‘battaglie’ (o meglio, stragi), lo sterminio sistematico di 500 e più popoli formati da diverse tribù di Nativi Americani, cioè quell’insieme di persone che si sono viste derubate della loro terra, massacrate in caso di resistenza, chiuse in riserve se battute dall’alcol (che l’uomo bianco ha loro procurato) o dalla disperazione. L’elemento sconvolgente di questo testo è il paragone tra la mitezza, la disponibilità, l’accoglienza del popolo dei ‘pellerossa’ confrontato alla violenza, all’inganno, alla malafede, al desiderio di rapina dei ‘visi pallidi ’. Continue reading

AMARCORD: BOLOGNA, LA SUA STORIA E LA BOLOGNESITÀ IN PILLOLE

 

AL DUTÀUR BALANZÀN

Tempo di Carnevale e, allora, parliamo della tipica maschera bolognese, il dottor Balanzone (al dutàur Balanzàn). Maschera che appartiene alla Commedia dell’Arte come tante altre maschere italiane e, come queste, un pò dimenticata a favore – almeno nei travestimenti infantili ed adulti – di personaggi più popolari, fumettistici e televisivi.

Indossa pantaloni al ginocchio e camicia nera ornata di un colletto bianco. Sotto le scarpe eleganti veste calze bianche e, in testa, porta un feltro a larghe tese, nero. Sotto braccio porta sempre con sé un librone, simbolo del suo sapere. Continue reading

AMARCORD: QUELLA GROTTA SPAVENTOSA: L’OMICIDIO DI LEONARDA POLVANI

Per chi non la conosce, Bologna è le Due Torri, il Nettuno, i tortellini ed altri particolari indicibili, come la famosa cartolina delle 3 T (torri, tortellini e tette). Ma solo chi vive, chi è nato a Bologna può conoscere questa Misteriosa Signora. E forse neanche loro. Non è un caso che in questa città, conosciuta come ricca, gaudente, comunista e consumista, si sia formato un gruppo conosciuto come ‘i giallisti bolognesi’. Perché Bologna, unica al mondo con i suoi quasi 40 chilometri di portici, sa nascondersi bene. E per scoprirla è necessario viverla, vederla, passeggiarla. E neanche questo basta.

C’è la Bologna lussuosa, del Pavaglione fino ai quartieri ‘alti’; c’è la Bologna universitaria, antica, popolata e degradata; c’è la Bologna sotterranea, che con la sua archeologia racconta di una città d’acqua simile a Venezia; la Bologna che è nata addirittura nella preistoria, come testimoniano i reperti risalenti al Paleolitico Inferiore; c’è la Bologna fascista di via Marconi, con i suoi palazzi austeri e orrendi e la Bologna fascista che tuttora vive intorno a Porta Lame, con le sue case popolari che favorivano la socializzazione tra le persone. E poi c’è la Bologna periferica, divisa tra quartieri nuovi e anonimi e posti incredibilmente arcaici e selvaggi. E si potrebbe continuare. Ma ci fermiamo qui, per dire che oltre ai famosi ‘colli bolognesi’ cantati da i Lunapop (primo gruppo di Cesare Cremonini), Bologna è circondata da un hinterland che l’attraversa come una linea retta, da Casalecchio di Reno a San Lazzaro di Savena. Continue reading

AMARCORD 2: IL DELITTO ALINOVI

Abbiamo già parlato del primo dei cosiddetti delitti del Dams, cioè di quegli omicidi che furono così falsamente definiti dalla stampa dell’epoca. In realtà la scorretta definizione nacque dopo l’assassinio di Francesca Alinovi e, dato che parliamo di un omicidio avvenuto più di trent’anni fa, quando forse molti lettori non erano ancora nati e, se lo erano, erano troppo piccoli per ricordarlo ora, vale la pena riassumere per sommi capi la vicenda.

Francesca Alinovi era una donna di 35 anni, assistente universitaria del DAMS, nella fattispecie l’assistente di Renato Barilli, uno dei docenti che quel dipartimento l’aveva proposto e creato, insieme ad Umberto Eco. Pur essendo giovane, l’Alinovi era già molto nota, anche a livello internazionale, come critico d’arte e come talent-scout. Bella, molto bella, si vestiva e pettinava però come una ragazzina adolescente un pò ‘scoppiata’, con una capigliatura improbabile ma molto alternativa che, in un certo senso, ‘rovinava’ la sua bellezza. Continue reading

«NOTTE E NEBBIA»: SABBIUNO 1944

Sono i primi giorni dell’agosto del 1945 quando decine di cadaveri in avanzato stato di decomposizione vengono rinvenute tra i calanchi delle colline di Sabbiuno di Paderno, nel bolognese. La notizia si diffonde velocemente e conferma il peggiore dei sospetti: sono i corpi di partigiani giustiziati, in momenti diversi, nel dicembre del 1944. A rendere possibile il ritrovamento di quei morti è stato un altro partigiano, Bruno Tura, scampato alle esecuzioni dell’inverno precedente solo perché deportato in campo di concentramento; liberato all’indomani della fine della guerra, Tura indicherà il luogo di quelle stragi; da allora inizierà un triste e continuo pellegrinaggio di padri, madri, fratelli e sorelle ai quali toccherà riconoscere i corpi dei propri cari che, fino a quel momento, si sperava fossero lontani ma ancora vivi. Continue reading

AMARCORD: ANGELO FABBRI, UN COLD CASE BOLOGNESE

Quello di Angelo Fabbri fu il primo dei cosiddetti ‘delitti del Dams’ che, in realtà, non avevano nessun rapporto tra loro se non il filo, esilissimo, del ricondurre le tre persone assassinate, come docenti o studenti, a quel Dipartimento.

Ma chi era Angelo Fabbri? Un ragazzone (1 metro e novanta per quasi cento chili) di 26 anni nato a Cervia; era iscritto appunto al Dams, dove doveva laurearsi in Comunicazione con Umberto Eco. Non era uno studente come tanti: era, nella realtà, l’allievo più promettente del famoso semiologo che, infatti, partecipò ai suoi funerali. Proprio in virtù del suo impegno e della sua brillante intelligenza, Angelo voleva tentare la carriera di ricercatore all’Università, motivo per cui si era trasferito a Bologna con l’intenzione di restarci e, di conseguenza, aveva comprato un piccolo appartamento in via Mirasole), in cui viveva solo. Continue reading

L’ECCIDIO DI CASALECCHIO DI RENO

In occasione della commemorazione dell’Eccidio di Casalecchio, Beatrice Collina ha scritto sul nostro blog un articolo per ricordare cosa avvenne in quel tragico 10 Ottobre 1944. Nelle giornate dall’8 all’11 Ottobre a Casalecchio di Reno si svolgeranno numerose iniziative per la commemorazione e Metro-Polis sarà presente nella giornata del 10 Ottobre: alle ore 18 avrà luogo un aperitivo presso l’ex Centro giovanile ECO e a seguire un concerto del gruppo “I MULINI A VENTO”. Alla fine di questo bellissimo articolo segnaliamo il programma completo delle iniziative. Buona lettura!

Laura Comitogianni

Eventi tragici come le stragi di Marzabotto e delle Fosse Ardeatine restano tuttora casi emblematici della violenza che caratterizzò la guerra di Liberazione, combattuta dal 1943 al 1945 contemporaneamente su due fronti: contro l’invasore tedesco e contro il nemico interno fascista. Tuttavia, insieme a fatti così eclatanti per numero di vittime e cruenza, tanti altri se ne sono verificati nel corso di quei mesi. Fatti locali, meno noti, “disseminati” per il nostro territorio, a dimostrazione di come non si sia trattato di eventi eccezionali, ma di brutale normalità.  Continue reading