IL LINGUAGGIO SOCIALE DELLA MUSICA

di Mattia Macchiavelli

Non è nuova, Metro-Polis, al tema della musica e alla volontà di esplorare questa dimensione dell’arte così ricca di emozioni e curiosità. Già nel 2015, infatti, abbiamo dedicato uno dei nostri Aperitivi a tema al rapporto tra musica e poesia, dando vita a una vera e propria lezione concerto su Lied e mélodie.

Non solo, abbiamo successivamente ospitato anche Coristi per caso, un coro di canto a cappella dal vasto e composito repertorio musicale. Esempi di una relazione antica ma mai abbastanza frequentata, tanto che, quest’anno, abbiamo voluto dedicare un nuovo appuntamento a questo tema, cambiando ancora una volta la prospettiva. Continue reading →

TUTTO È POLITICA. BILANCIA, LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO

di Rosalba Granata

«Anziché dirti di Berenice, città ingiusta, […] dovrei parlarti della Berenice nascosta, la città dei giusti, […] anziché rappresentarti le vasche profumate delle terme sdraiati sul cui bordo gli ingiusti di Berenice intessono con rotonda eloquenza i loro intrighi e osservano con occhio proprietario le rotonde carni delle odalische che si bagnano, dovrei dirti come i giusti, sempre guardinghi per sottrarsi alle spiate dei sicofanti e alle retate dei giannizzeri, si riconoscano dal modo di parlare, specialmente dalla pronuncia delle virgole e delle parentesi; dai costumi che serbano austeri e innocenti eludendo gli stati d’animo complicati e ombrosi; dalla cucina sobria ma saporita, che rievoca un’antica età dell’oro: minestrone di riso e sedano, fave bollite, fiori di zucchino fritti.

Da questi dati è possibile dedurre un’immagine della Berenice futura […] Sempre che tu tenga conto di ciò che sto per dirti: nel seme della città dei giusti sta nascosta a sua volta una semenza maligna; la certezza e l’orgoglio d’essere nel giusto – e d’esserlo più di tanti altri che si dicono giusti più del giusto – fermentano in rancori rivalità ripicchi, e il naturale desiderio di rivalsa sugli ingiusti si tinge della smania d’essere al loro posto a far lo stesso di loro. Un’altra città ingiusta, pur sempre diversa dalla prima, sta dunque scavando il suo spazio dentro il doppio involucro delle Berenici ingiusta e giusta. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: IL GRANDE GATSBY DI FRANCIS SCOTT FITZGERALD

di Francesco Colombrita

Edito Minimum fax, 2018, 236 pagine

Tutte le generazioni felici si assomigliano tra loro, ogni generazione infelice è infelice a modo suo: in ogni epoca è l’orizzonte del possibile e il suo raggiungimento a determinare spesso il discrimine tra queste due istanze. Gli anni Venti del ‘900 sono un esempio esplosivo di tali contraddizioni e il miglior cantore ne è stato probabilmente Francis Scott Fitzgerald. 

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UN NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO PER METRO-POLIS

di Mattia Macchiavelli

È con soddisfazione e non senza un pizzico di orgoglio che possiamo annunciare il punto di arrivo del percorso partecipato che ha accompagnato le socie e i soci di Metro-Polis durante l’intero corso dell’anno.

L’obiettivo era chiaro fin dal principio: continuare a sognare. Non arrendersi all’inerzia dei temi, spronarsi al fine di trovare metodi sempre più inclusivi, lavorare affinché Metro-Polis sopravvivesse alle persone che l’hanno voluta e partorita.

È stato quindi un percorso di autoriflessione associativa e cambiamento, tutto proiettato nel futuro ma con la consapevolezza forte delle radici che permettono questo slancio. Continue reading →

BIBLIOTECA DI BABELE: VIAGGIO NELLA VITA COME SCRITTURA

di Francesco Colombrita

Una frequente domanda che interroga critici letterari e lettori curiosi è da sempre quella del rapporto tra un autore e la sua opera. Quanto Flaubert ha messo della propria esperienza nello scrivere Madame Bovary, corrisponde a vero che bastò una notizia di cronaca a scatenare la sua penna? Ancor di più: è Fitzgerald colui che si cela dietro la maschera di Nick Carraway, narratore del Grande Gatsby? Il tema diviene dirompente e si annulla quando la finzione si mette da parte e si dichiara fin da subito che le vicende davanti a noi sono una storia autentica, autobiografica, il racconto di una vita. Continue reading →

DISABILITÀ E STEREOTIPI

di Angelo Errani

Parte I – Normalità e Differenze: ma che cos’è la normalità?

Parte II – Disabili, handicappati, portatori di handicap, in situazione di handicap, diversamente abili. Che cosa stiamo dicendo?

Parte III – La rappresentazione della disabilità. Antichità e Medio Evo

Parte IV – La rappresentazione della disabilità. Età moderna e contemporanea

La follia nell’età della ragione

«La follia […] è un male molto al di là della mia scienza».

(Shakespeare, Macbeth, atto V, scena I, il medico a proposito di Lady Macbeth)


L’età della ragione vedrà nella follia la sua sconfitta, la
sconfitta dell’ordine sociale minacciato dal venir meno degli strumenti tradizionali di controllo basati sull’appartenenza. Masse crescenti di migranti dalle campagne, uomini e donne senza più padrone cercano di sopravvivere nelle città, spesso in condizioni di assoluta precarietà. Girovaghi, disabili, mendicanti affollarono le città del Nord Europa, governate da una dinamica e arricchita borghesia. C’è un’immagine che documenta l’ossessione per la minaccia di queste diversità e il tentativo di sbarazzarsene: La nave dei folli di Bosch. Mendicanti e disabili, disoccupati e soggetti che vivevano di espedienti, ladri e prostitute, per ordine delle amministrazioni delle città europee, venivano caricati su battelli e affidati a mercanti che, dietro compenso, avevano il compito di portarli lontano, da dove poi immancabilmente sarebbero tornati. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: L’OPERA GALLEGGIANTE – JOHN BARTH

di Francesco Colombrita

Edito Minimum Fax, 368 pp

Todd Andrews ha deciso di togliersi la vita. Una splendida, lucida, consapevolezza è calata su di lui, il 21 o il 22 giugno del ‘37. Una scelta che illumina la sua ultima giornata per le strade di Cambridge, Massachussets. Tutto sembra perfetto, ogni dialogo è foriero di presagi e ironia, ogni passo serve a sistemare la dipartita e a godersi gli ultimi momenti. 

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APERITIVO A TEMA DI SETTEMBRE – TEATRO E IMPEGNO CIVICO

di B.C.

Il rapporto tra Metro-Polis e il mondo del teatro è andato sempre più rafforzandosi nel corso degli anni. Si tratta di una dimensione che abbiamo scoperto ed esplorato un poco alla volta, anche grazie alle proposte e al coinvolgimento dei nostri stessi soci. Sono state diverse le occasioni: serate di letture, musica e poesia; serate di riscoperta di antiche tradizioni locali come il mondo dei burattini; gite “fuori porta” che ci hanno permesso di conoscere esperienze come quella del Teatro a Molla; speciali convenzioni con la prestigiosa realtà dell’Arena del Sole di Bologna.  Continue reading →

IN VIAGGIO. BOCCACCIO: L’AVVENTURA DEL MERCANTE

di Rosalba Granata

Landolfo Rufolo.

L’opera di Boccaccio è tutta terrena. Non c’è lo slancio trascendente di Dante né la conflittualità tra cielo e terra di Petrarca.

Dante è ancora uomo del Medioevo, Petrarca e Boccaccio appartengono a un secolo di transizione, il Trecento, con già germi dell’epoca nuova e infatti l’uomo di Boccaccio, precursore dell’imminente Umanesimo, cerca di realizzare se stesso nella vita terrena, l’intelligenza lo aiuta a sfruttare ogni occasione.

Prendiamo la seconda giornata del Decameron(1) nella quale si narrano storie avventurose, «si ragiona di chi, da diverse cose infestato, sia oltre alla sua speranza riuscito a lieto fine».

È il mercante molto spesso il protagonista di questa giornata, la novella di Landolfo Rufolo è definita una vera “Epopea mercantile”.

Landolfo cerca di aumentare le sue ricchezze, per questo riempie una nave di mercanzie e con intraprendenza si mette in mare per scambiarle in terre lontane. Ma la fortuna gli è avversa, una tempesta affonda la sua nave e perde tutto. Nel naufragio per non annegare si aggrappa a una cassa che, quando viene salvato, si scopre contenereun tesoro. Torna quindi a casa più ricco di prima. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: L’ARTISTA DELLA SPARIZIONE – ANITA DESAI

di Francesco Colombrita

Edito Einaudi, 149 pp

Ogni narrazione prevede una soglia da oltrepassare, con la compagnia di una voce, un gesto, oltre la quale si smarrisce la certezza del dove e del quando, e si rimane in balia dell’ignoto. In questi termini è un atto di fede. Occorre qualcuno che apra quella porta dietro la quale si assiste all’inimmaginabile per poi essere scagliati via a voce spenta, a libro chiuso.

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