
Edito Einaudi, 2018, pp 430
di Francesco Colombrita
A volte riesce difficile pensare che ogni cosa possa ridursi a un momento, che porti in nuce tutto ciò che accadrà poi. Un istante che riesca a coinvolgere tutte le emozioni e le aspettative, i rancori e le delusioni, che guardando indietro nel tempo hanno guidato la nostra vita. Eppure Teresa potrebbe dire che sia così, qualcosa in lei lo aveva già avvertito, almeno da quella notte, da quel bagno in piscina di cui fu spettatrice, mentre tutta la natura vibrava con i corpi di quei ragazzi, nudi, toccati dalla luna e dai suoi occhi. Continue reading


Questo momento ha però per noi anche un’altra funzione fondamentale: la costruzione della nostra identità come associazione. Un’


Argomento della puntata era Il Cavallo di Troia, episodio conclusivo della guerra di Troia e dell’Iliade di Omero. Inevitabilmente il discorso si è incentrato sul personaggio che aveva partorito l’inganno del cavallo, ossia Ulisse, che diventa poi il protagonista dell’Odissea. Ulisse è così riemerso alla nostra memoria, attraverso le parole dello storico intervistato, nelle sue caratteristiche: uomo scaltro e menzognero che durante la guerra ricorre più volte all’inganno, e che nella lunga strada intrapresa per ritornare a Itaca incontra ostacoli e affronta pericoli e tentazioni che supera non solo con l’aiuto di divinità contro altre divinità a lui avverse, ma con la stessa furbizia e astuzia che già gli avevamo visto usare per sconfiggere Troia. L’Ulisse omerico è quindi anche uomo di ingegno, dotato di quella creatività atta, come direbbe oggi la psicologia, al problem solving, ma anche uomo coraggioso, sorretto dall’intento di far ritorno all’amata Itaca, all’amata Penelope e al figlio Telemaco. 