UN LUOGO DI TUTTI, UN LUOGO PER TUTTI

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La pazza avventura di Metro-Polis è cominciata ormai due anni orsono… ma questa è un’altra storia! Il ventidue di gennaio abbiamo festeggiato il secondo compleanno della nostra associazione, organizzando uno dei nostri Aperitivi a Tema presso il Centro Sociale, Ricreativo e Culturale Giorgio Costa; una serata all’insegna del nostro slogan: “Il divertimento è una cosa seria”. È proprio questo motto, mutuato senza troppi pudori da Italo Calvino, il motore propulsivo e invisibile che muove anche l’identità profonda del nostro Blog: la voglia di creare un luogo in cui le passioni possano dialogare, una finestra sui fecondi mondi che popolano Metro-Polis, uno spazio virtuale in cui la vita collettiva sia un toccarsi di cuori e cervelli.
Da un anno, ormai, il blog di Metro-Polis vive di articoli, suggestioni, recensioni e commenti: lo abbiamo voluto costruire come una sorta di piazza dialogica in cui tutti i soci abbiano la possibilità di scrivere e confrontarsi sui più svariati ambiti del sapere e del sentire. Partendo dai propri interessi, dalle proprie viscere emotive, dai propri pruriti intellettuali, ciascuno di noi ha e può avere in Metro-Polis un referente: un contenitore votato all’ascolto e impegnato a dar voce ai singoli che ne compongono la comunità. In questa prospettiva, il nostro blog assume su di sé l’importante onore di costituirsi come luogo non fisico del confronto, di essere il braccio virtuale di Metro-Polis, in un continuo scambio dinamico con la realtà tattile dell’associazione.

Nello statuto di questa nostra associazione troviamo scritto: ‹‹Metro-Polis è un progetto aperto, in divenire, e il sottotitolo “cittadinanza attiva” rivela anche la prospettiva civica dell’associazione: non si intende esprimersi nella scelta di un partito politico, ma si vuole l’apertura al confronto caratterizzato dalla tolleranza per le differenti posizioni, alla discussione consapevole del fatto che la diversità è sinonimo di ricchezza. Esiste al di là delle appartenenze individuali un sentire comune cui intendiamo dare voce: la necessità di una politica rinnovata che si basi sui valori di onestà e trasparenza. La cultura, da intendersi come bene comune e primario, può essere anche un piacevole strumento di trasformazione››. Rispettando l’impulso civico che soggiace all’intera attività dell’associazione, il blog di Metro-Polis vuole essere anche una lente d’ingrandimento per quelle realtà associative che agiscono sul nostro territorio, un piccolo focus su quei movimenti di socialità originale che muovono dal basso e di cui poco si sente parlare. Metro-Polis ha nella volontà di farsi rete uno dei propri pilastri identitari e statutari: il nostro blog non può che riconoscersi in tale identità profonda, contribuendo con interviste e presentazioni di realtà differenti dalla nostra ma a noi contigue. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – CAPRICORNO (parte 2)

2.  Le “amazzoni corazzate”  del Capricorno  

Per Pesatori le donne del Capricorno sono «Donne amazzoni», anzi «Amazzoni-corazzate». Rigorose, ambiziose, con senso del dovere e del sacrificio, con bisogno assoluto di autonomia ed indipendenza. Ma cosa c’è sotto la corazza? Questo solo loro potranno rivelarlo, a chi e quando vorranno.

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Coraggio, determinazione, un alto obiettivo per cui combattere. È dalla Storia che in questo caso possiamo individuare l’emblema della donna del segno.
Giovanna D’Arco, è una fanciulla di diciotto anni quando si sente chiamata da Dio per risollevare le sorti del suo paese, la Francia, lacerato dalla rovinosa guerra dei Cento anni1.
Michelet, storico francese dell’Ottocento, la celebra perché da lei vede la nascita del sentimento nazionale e della Francia stessa.

«Ricordatevi sempre, Francesi che la patria, presso di noi, è nata dal cuore di una donna, dalla sua tenerezza e dalle sue lacrime, dal sangue che ella ha dato per noi». (J. Michelet)

E la sua storia continua ancora nella nostra epoca ad affascinare, molti sono infatti i film che hanno rivisitato questo personaggio. Il primo, subito all’inizio del 1900, del pioniere Georges Méliès, nel 1916 quello di Cecil DeMille, nel 1928 il capolavoro di Dreyer, nel 1954 quello di Roberto Rossellini, nel 1962 quello di Bresson e infine nel 1999 quello di Luc Besson. Ho citato solo i più noti e con questi ci si potrebbe fare un bellissimo corso di storia del cinema.

Molte sono le donne del Capricorno di successo e talvolta di potere, quasi sempre ci comunicano un’immagine di forza, di determinazione: Emma Marcegaglia, Joan Baez, Liliana Cavani, Madame de Pompadour.

Tra queste troviamo Simone de Beauvoir2.

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“È attraverso il lavoro che la donna ha superato in gran parte la distanza che la separa dal maschio» (Simone de Beauvoir, Il secondo sesso).
Così ne Il secondo sesso del 1949. Un libro assolutamente rivoluzionario che fa il punto sulle conoscenze biologiche, psicoanalitiche, storiche, antropologiche riguardanti la donna, ma apre soprattutto la strada ad una discussione radicale sulla condizione femminile che avrebbe caratterizzato i decenni successivi.

«Che cosa significa essere donna?» è la domanda da cui parte la Beauvoir, pur non sottovalutando le specificità biologiche, attacca la pretesa della società di assegnarle un percorso subalterno e afferma polemicamente che «Donna non si nasce, si diventa».

Nell’estate del 2014 Natalia Aspesi in un articolo intitolato Leggere Simone de Beauvoir oggi a vent’anni3, consiglia Il secondo sesso alle giovani del nostro tempo e afferma che, se trovassero la voglia e la forza di leggere questo importante saggio, potrebbero acquisire sicurezza e imparare molto; soprattutto potrebbero divenire meno fragili rispetto non solo agli uomini ma soprattutto  all’amore, scoprirebbero cosa ha voluto dire nei secoli passati, ma anche in anni non così lontani, essere donna, il non contare, il dipendere sempre da un uomo, padre, marito, fratello.

E venendo all’oroscopo di Simone de Beauvoir, tutto il suo tema di nascita la conferma come “amazzone indipendente”, infatti L’Ascendente è in Scorpione e la Luna  in Ariete.
Interessante è la Venere in Acquario che può caratterizzare una vita sentimentale trasgressiva, e infatti la relazione con Jean Paul Sartre è stata scandalosa per il suo tempo ma anche modello, per alcuni, di innovativa “coppia aperta”.

Venere in terza casa può anche indicarci l’aspetto centrale della scrittura nella sua vita.
E la scrittura è per lei sempre legata a considerazioni filosofiche ed esistenzialiste rivolte ad approfondire il tema del ruolo e della condizione della donna nella società moderna.  Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – CAPRICORNO (parte 1)

  • SCRITTORI del Capricorno
  • Le DONNE del Capricorno

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  1. SCRITTORI del Capricorno

Per introdurvi nell’universo del Capricorno è indispensabile tenere presenti due cose: la corrispondenza stagionale e il pianeta governatore del Segno. La stagione. È inverno. Le notti sono lunghe, la luce è scarsa. La terra appare spoglia, senza vita. Gli uomini e gli animali cercano un rifugio per ripararsi dal freddo. Eppure la terra inseminata, sotto la crosta spessa e dura che la ricopre, prepara la nuova fioritura, il grano seminato si prepara a germogliare. Anche il carattere del Capricorno appare freddo e severo. È come se si difendesse con una corazza protettiva, e spesso l’osservatore esterno vede solo questa durezza difensiva. Ma in lui c’è una parte interiore che non sempre appare all’osservatore esterno. È Saturno il Pianeta governatore. Saturno spesso ci fa paura perché non rappresenta certo gli aspetti edonistici dell’esistenza, è incaricato di farci accettare le prove che rappresentano le tappe di crescita della nostra vita. Ma  è proprio Saturno che ci libera dalle catene di passioni ed istinti, che libera l’intelligenza dalla visione puramente soggettiva della realtà, e ci permette di crescere. Per illustrare il Capricorno vorrei parlare di alcuni scrittori che non avrei immediatamente riconosciuto come appartenenti a questo segno, forse immaginavo solo scrittori scientifici, realistici, quasi da “realismo sovietico” e invece trovo autori visionari, autori del mistero, di storie fantastiche, dell’orrore e addirittura di fantascienza. 2_kafka Murakami Haruki  Avete letto le storie bizzarre, strane di questo autore visionario? Io l’ho incontrato circa quattro anni fa, quando una giovane amica mi prestò Kafka sulla spiaggia e mi ha immediatamente conquistata. Mi appassiona il suo universo onirico, in cui mi perdo. Penso che non riuscirei a raccontare in modo coerente nemmeno una delle trame dei suoi romanzi. Se decidete di accostarvi a questo scrittore credo che Kafka sulla spiaggia sia un ottimo inizio, almeno capirete subito se lo amate o se non vi interessa minimamente. Un altro romanzo che potrei consigliare come lettura iniziale è A sud del confine, a ovest del sole. Se ne rimarrete affascinati cercherete tutte le sue opere. Diventa quasi una dipendenza… Certo quando ho visto la sua data di nascita è stata davvero una sorpresa,  non pensavo potesse essere Capricorno. Ma vediamo come presenta se stesso. «Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tutto ciò che è strano. In realtà sono un uomo molto razionale. Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni, ai tarocchi, all’oroscopo…» Sicuramente è una presentazione in sintonia con il carattere del Capricorno. Afferma di non essere un sognatore irrazionale, ma anzi sostiene «sono un uomo molto razionale». E  lui stesso si interroga sul perché sia attirato da ciò che è strano. Murakami non è certamente un Capricorno puro, ha infatti in questo segno solo il Sole (del resto segni totalmente puri esistono soltanto nei manuali, non certo negli esseri umani). La Luna in Gemelli e Venere in Sagittario possono indicare l’importanza del viaggio, anche mentale, la curiosità, la mobilità. Mercurio e Marte in Acquario segnalano un’intelligenza decisamente anticonvenzionale. Purtroppo non conosco l’ora di nascita per cui non so dove sia l’ascendente. Avevo deciso di riportare un brano da un suo romanzo, ma non sapevo decidermi. Poi ho pensato che il Capricorno è opposto al Cancro, il segno lunare per eccellenza1 allora  vorrei segnalare anche in questo caso un brano sulla luna.

«Guardando il cielo dall’alto della montagna, la luna appariva incredibilmente vicina, e priva di grazia. Una grandissima sfera di pietra, la cui pelle era corrosa dall’impetuoso scorrere del tempo. Le ombre sinistre dalle forme più varie che ne ricoprivano la superficie erano le cellule cieche di un cancro che allungava i suoi tentacoli verso il tepore della vita. La luce della luna distorceva i suoni, dissolveva i significati e seminava dubbi. Era stata lei a far vedere a Myù l’immagine di un’altra se stessa. Era stata lei a far sparire Sumire. Era stata lei (forse) a eseguire quella musica e a portarmi fin lì. Davanti a me appariva un’oscurità senza fondo, dietro me c’era un mondo pallidamente illuminato. Sull’arresto di una montagna, in un paese straniero, mi lasciavo bagnare dalla luce lunare. Non potei fare a meno di chiedermi se non fosse stato tutto congegnato fin dall’inizio» (Murakami Haruki, La ragazza dello sputnik)

La luna è spesso presente nei romanzi di questo autore e non è certamente la luna complice e confidente,  spesso rasserenante del Cancro Leopardi, mi pare invece, come in questo brano, una presenza inquietante e portatrice di eventi dolorosi. E nel  suo romanzo forse più famoso, 1Q84, nel mondo parallelo vi sono addirittura due lune. 3_lune   Tema da “Capricorno” è quello della solitudine e questo aspetto caratterizza quasi tutti  i personaggi delle storie di Haruki che magari come Tengo di 1Q84 o come il protagonista di Al sud del confine a ovest del sole,  cercano di sfuggire a questa condizione inseguendo un amore d’infanzia.

«Dall’inizio dell’Università, trascorsi dodici anni di amarezza, di solitudine, di silenzio. In quel periodo non ci fu nessuno con cui riuscii ad aprirmi. Potrei definirli anni di “congelamento”» (M.Haruki, A sud del confine, a ovest del sole) Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – SAGITTARIO (parte 2)

2.   JANE  AUSTEN  e  le donne pioniere del SAGITTARIO 

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La penna di JANE AUSTEN1 è elegantissima. Ci ha lasciato quattro romanzi. Quattro capolavori.
Per Virginia Woolf Jane è “L’artista più perfetta tra le donne”, ed è tra le prime a dedicare l’intero suo lavoro all’analisi dell’universo femminile.
Non dico che sia tra le mie scrittrici preferite, come fa la raffinata Nadia Fusini. È quasi irrilevante se mi piaccia o meno. Per me è qualcosa di più. Qualcosa di essenziale.
Quando sono stressata l’unica cosa che riesco a leggere, anche per l’ennesima volta, è un suo romanzo. E immediatamente ritrovo serenità. Mi meraviglio di non saperli a memoria, invece rileggo quasi con stupore come la prima volta alcune scene. La scena di un ballo di Orgoglio e Pregiudizio, per esempio, l’ho letta e riletta e ogni volta è la magia.

Virginia  Woolf richiama una scena del romanzo incompiuto I Watson:

«Gli Edward vanno al ballo. Passa la vettura dei Tomlinson; Jane Austen può dirci che Charles ha avuto i suoi guanti e l’ordine di non toglierseli; Tom Musgrave si ritira in un angolo lontano, con un bariletto di ostriche, e vi si trova a proprio agio. Il genio dell’autrice è in libertà, in piena attività. Immediatamente si aguzzano i nostri sensi; ci pervade quella speciale intensità che soltanto lei sa infondere. Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una piccola cittadina di provincia; due o tre coppie che si incontrano e si danno la mano in una salone; si mangia e si beve moderatamente; e, come catastrofe, un ragazzo è fatto bersaglio della scortesia di una signorina e della gentilezza di un’altra…» (V. Woolf2)

Quelli della Austen sono romanzi perfetti, ma veramente leggibili per tutti e ancora oggi le sue vicende hanno un ampio successo popolare, lo dimostra l’ampio pubblico che apprezza le molte trasposizioni cinematografiche3. Talvolta può anche venire scambiata per un’autrice di “romanzi sentimentali” e possiamo sentire qualcuno confessare come una debolezza di leggerli con piacere. Maria Pia Pozzato ci fa riflettere su come i suoi argomenti e le sue vicende siano simili a quelli dei romanzi rosa: una cerchia ristretta di personaggi, matrimoni, pettegolezzi, lieto fine, ma in realtà dietro alle sue trame basate sull’amore, «dietro le rigide regole di comportamento ci si apre davanti un quadro di vivacità e complessità psicologica straordinari»4. E non ci si deve aspettare di trovarsi di fronte ad abbandoni sentimentali. Fin dagli scritti dell’adolescenza Jane Austen ironizzava sui personaggi femminili fragili e sugli amori sdolcinati. E anzi,  usava «ogni sorta di artifici per eludere scene romantiche e appassionate»5.

Ho ritrovato dei bellissimi articoli di Piero Citati6 e anche lui, come Virginia Woolf, si sofferma sulle qualità narrative già presenti nei romanzi giovanili, quando non aveva più di 15-17 anni, divertenti, scorrevoli e dietro le vicende paradossali si coglie il  piacere di raccontare, è come se la vedessimo nella sua canonica di campagna mentre ride di tutto: «trovava il mondo divertentissimo, poi il suo sguardo si rivolse soprattutto alla realtà quotidiana ma rimane la felicità dello “spettacolo quotidiano”» (Citati).

E queste affermazioni si collegano naturalmente al primo aspetto dell’oroscopo di Jane Austen: il Sole  in Sagittario, quindi l’aspetto vitale e gioioso del segno.
L’ascendente invece, nel segno della Vergine, è in sintonia con il rigore della sua scrittura ma anche con lo sguardo acuto e ironico con cui rappresenta il mondo in cui vive. E spesso la sua ironia diventa graffiante, forse per la presenza di una lucida Venere in Scorpione.

«Non facciamoci ingannare dalle sue trame… Sapeva essere abbastanza spietata con la sua ironia pungente e disincantata» dice Virginia Woolf. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – SAGITTARIO (parte 1)

1. Sagittario, il Viaggio e l’Avventura.
2. Donne del  Sagittario. (Jane Austen e Mary Alcott)

1. SAGITTARIO, IL VIAGGIO E L’AVVENTURA.

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«Dovete dunque sapere come e’ sono due generazioni di combattere: l’uno, con le leggi; l’altro con la forza. Quel primo è proprio dello uomo; quel secondo, delle bestie. Ma perché el primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo: pertanto a uno principe è necessario saper usare la bestia e lo uomo. Questa parte è suta insegnata alli principi copertamente da li antichi scrittori, e’ quali scrivono come Achille e molti altri di quelli principi antichi furno dati a nutrire a Chirone centauro, che sotto la sua disciplina li custodissi. Il che non vuol dire altro, avere per precettore uno mezzo bestia e mezzo uomo, se non che bisogna a uno principe saper usare l’una e l’altra natura: e l’una sanza l’altra non è durabile.» (Machiavelli Principe – XVII capitolo)

Il brano è tratto dal capitolo XVII ed è tra i più noti del Principe di Machiavelli.

Inizia con il riferimento mitologico al Centauro Chirone. Ancora una volta Machiavelli vuole sottolineare la saggezza degli antichi, si rivolge ai Principi del suo tempo e consiglia, per non soccombere, di utilizzare anche le caratteristiche delle bestie, in particolare la forza del leone e l’astuzia della volpe.

Ho scelto questo brano  per l’immagine del Centauro che illustra negli Zodiaci, fin dall’antichità, il Segno del Sagittario. I Centauri sono figure mitologiche, metà uomo e metà cavallo, tra loro spicca  il “Saggio” Chirone, Guaritore, Precettore e Maestro, ed  è indubbiamente la figura più adatta per rappresentare questo segno, nel quale la natura istintuale non diviene motore di una lotta interiore ma viene utilizzata per raggiungere la meta. Il  Sagittario tende  infatti verso l’alto e può avvalersi di straordinaria forza e vitalità per perseguire il suo obiettivo.

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Dopo il Segno tormentato dello Scorpione, il Sagittario ci accoglie con il suo sorriso fiducioso e ottimista e Giove lo rende spesso baciato dalla fortuna1.
La vita per lui è bella e vuole goderla intensamente. È, come dice Pesatori2, caldo, appassionato, entusiasta, sincero, fino al candore e all’ingenuità.

Il filosofo Spinoza è un tipico Sagittario. «Cerco di trasmettere la vita in serenità e allegria» afferma.   È il “candido” criticato con l’arma dell’ironia dallo Scorpione Voltaire, convinto invece che la natura umana non sia davvero caratterizzata da candore e bontà. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – SCORPIONE (Parte 2)

2. La donna Scorpione

Posso essere la ragazza più lunatica che c’è.
E tu non hai mai conosciuto qualcuno così negativo come posso essere a volte.
Sono la donna più saggia che hai mai incontrato.
Sono l’animo più gentile con cui tu sia mai entrato in contatto.
Ho il cuore più coraggioso che hai mai visto.
E non hai mai incontrato una persona positiva come posso essere io a volte …
Do  la colpa a tutti gli altri e mai a me stessa.
La mia aggressività passiva può essere devastante.
Sono la donna più fantastica che tu abbia mai conosciuto.
E non hai mai incontrato nessuno così completo come posso essere io a volte …
Tu vedi tutto, vedi ogni parte di me.
Tu vedi la mia luce, e ami il mio lato buio.
Tu piace tutto quello di cui mi vergogno.
Non c’è niente che tu non riesca ad affrontare.
E sei ancora qui.
(Alanis Nadine Morissette Everything)1

Anche nella donna dello Scorpione ritroviamo le caratteristiche del segno e la sua affascinante complessità.
I pianeti governatori sono Marte e Plutone: è quindi una perenne guerriera, coraggiosa, talvolta temeraria. Molto spesso anarchicamente ribelle. Dotata di forte magnetismo è attirata dal mistero e dall’ignoto. Centrale nella sua personalità è l’erotismo, l’amore è per lei mezzo di conoscenza.

Nel segno è esaltato Mercurio che rende la sua intelligenza acuta e tagliente.
È una Donna spesso difficile almeno fino a quando non avrà imparato ad incanalare la sua vulcanica energia.

Sylvia Plat e Nadine Gordimer

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Lo Scorpione è il segno che presenta la più ampia gamma di tipologie, questo è vero anche per la donna.
La poetessa statunitense Sylvia Plat2, è attirata dall’abisso e desidera esplorarlo.

Lady Lazarus
L’ho rifatto.
Un anno ogni dieci
Ci riesco…

Non ho che trent’anni.
E come il gatto ho nove vite da morire.
Questa è la numero tre…

La prima volta successe che avevo dieci anni.
Fu un incidente.
Ma la seconda volta ero decisa
A insistere, a non recedere assolutamente…

Morire
È un’arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in modo eccezionale.
Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammettete che ho la vocazione.
È facile abbastanza da farlo in una cella.
È facile abbastanza farlo e starsene lì.
È il teatrale
Ritorno in pieno giorno
A un posto uguale, uguale viso, uguale
Urlo divertito e animale:
“Miracolo!”
È questo che mi ammazza.
C’è un prezzo da pagare
Per spiare
Le mie cicatrici, per auscultare
Il mio cuore – eh sì, batte. (Sylvia Plat)

In Lady Lazarus e altre poesie l’ossessione della morte è tema ricorrente e forse il parlarne in modo così ossessivo rappresenta in realtà, come afferma Giovanni Giudici, un «disperato amore del vivere». Eros e Thanatos, come è spesso caratteristica dello Scorpione, sono in lei legati strettamente. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – SCORPIONE (parte 1)

1. Scorpione: nel suo mistero ci guida Dostoevskij

2. Le donne Scorpione

3. Scorpione e il potere.

1. SCORPIONE: nel suo mistero ci guida Dostoevskij

«Lo Scorpione nel linguaggio millenario dell’Astrologia è intuizione della presenza della realtà inconscia» (Aurigemma)
«Sempre mi sono spinto fino all’estrema frontiera» (Dostoevskij)

orioneLo scorpione è l’ottavo segno dello zodiaco.
È segno d’acqua, non è però l’acqua di sorgente del Cancro e non è il mare dei Pesci. Quella dello Scorpione è l’acqua della palude. Acqua che si collega molto bene con la profondità dell’inconscio.
È difficile “spiegare” lo Scorpione. È un segno complesso, misterioso, segreto.
Aurigemma nel suo bellissimo saggio sullo Scorpione1 parte dal Mito di Orione, il grande cacciatore che, per aver offeso Artemide, viene ucciso da uno scorpione che la dea ha fatto uscire dalle viscere della terra.
Tutte le interpretazioni poi fanno riferimento alla sua potenza, alla creatività e ad una forte energia pulsionale, molto spesso distruttrice ma anche fertile, che comunque sconvolge sempre la situazione preesistente .

«Nelle forze oscure sepolte nell’inconscio si nasconde una potenza vigile, che costringe la coscienza ad uno sforzo di adeguamento e di rinnovamento continuo…» dice Aurigemma.

È difficile “spiegare” lo Scorpione… Lo Scorpione si sente. Lo Scorpione nelle persone che incontriamo, lo Scorpione che è dentro di noi.
A me pare di percepirlo come un terreno familiare. Era Scorpione mia madre, è Scorpione la mia Luna, sono Scorpione tante donne importanti della mia vita. Infatti nell’astrologia, come nel sogno, come nella psicanalisi, prevale il collegamento analogico. Quindi l’immagine della madre si estende alle altre donne della nostra vita. Forse non è una luna facile, ma ne vado orgogliosa.
Ed essendo appunto difficile spiegare lo Scorpione cerchiamo di entrare nel suo mondo scegliendo una guida e la troviamo in F. Dostoevskij. Leggete un suo libro: ecco che entrate nel territorio del segno.
E già i titoli delle sue opere ce ne danno un’anticipazione: Memorie del sottosuolo, Delitto e castigo, Umiliati e offesi, I demoni…
Dostoevsckij scende nella profondità dell’acqua torbida della palude con la capacità di toccare i punti più bui e inesplorati dell’animo umano, è come se ci conducesse per mano in quel labirinto in cui da soli non vorremmo entrare.
L’oroscopo di Dostovesckij è caratterizzato dal Sole in Scorpione e da forti dissonanze che riguardano i pianeti governatori dello Scorpione (Marte e Plutone) dissonanze che accentuano i tormenti e le lacerazioni interiori.
Quale libro scegliere come tipicamente scorpionico? Penso che possiate partire da qualunque suo romanzo.

IL SOSIA (1846). L’inquietante tema del doppio, dell’ombra2, presente ampiamente nella letteratura dell’Ottocento3 viene trattato da Dostoevsckij nel modo più sconvolgente e psicologicamente più profondo. Seguiamo il protagonista nel suo paranoico delirio di persecuzione e lo seguiamo nel suo inabissarsi sempre più a fondo verso la follia.

Il terribile I DEMONI (1873) rappresenta con i suoi personaggi deliranti la vastità del Male ed anche il suo fascino, la sua trascinante attrazione.

DELITTO E CASTIGO (1866) è appassionante e avvincente come un giallo ed evidenzia, dopo il tormento della colpa, la possibilità di salvezza nell’accettazione della pena e nell’amore.

Ma forse il più completo per illustrare l’universo scorpionico è I FRATELLI KARAMAZOV (1879).

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RUBRICA ASTROLOGICA – BILANCIA (parte 3)

BILANCIA E LA POLITICA

Con la Bilancia, settimo segno dello Zodiaco, l’uomo esce dal proprio io e “scopre la polis”1.

La Bilancia è segno di pace, di armonia, di giustizia.

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Il personaggio che ne incarna gli aspetti più positivi penso che sia Gandhi, ispiratore e apostolo della non violenza.

«Credo che la non-violenza sia infinitamente superiore alla violenza… Non sono un utopista: sostengo di essere un idealista pratico. La religione della non violenza non è solo per i Rishis2 e per i santi. È anche per la gente comune. La non-violenza è la legge della nostra specie come la violenza è la legge dei bruti… La non violenza non vuol dire umile sottomissione alla volontà del malfattore, ma significa impegnare tutta la propria anima contro la volontà del tiranno». (Gandhi – da Autobiografia, Feltrinelli)

Con i metodi della resistenza pacifica e della non-violenza ha portato l’India alla liberazione dall’occupazione britannica, fino all’indipendenza.
Nel suo oroscopo i valori della giustizia, della pace, della non violenza tipici della Bilancia sono molto evidenziati, infatti sia il Sole che l’Ascendente si trovano in questo segno. 
Particolarmente evidente nel suo tema di nascita è anche l’aspetto della spiritualità: Sole in casa 12 e il bellissimo trigono tra la Luna (in Leone) Nettuno e Saturno.
Ma per la  realizzazione del suo progetto sono state indispensabili sicuramente anche forza e perseveranza e queste caratteristiche gli possono sicuramente venire dal tenace Marte in Scorpione, nobilitato e ingentilito dalla congiunzione con Venere.

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RUBRICA ASTROLOGICA – BILANCIA (parte 2)

LA DONNA DELLA BILANCIA: URSULA  LE  GUIN

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Per un pò di anni le mie letture più distensive sono state quasi esclusivamente di fantascienza: Asimov, la trilogia galattica, astronavi, robot, avventure…

Poi ho scoperto le donne e soprattutto Ursula le Guin. Concordo con Rossella Simone che afferma:
«C’era una volta Ursula Le Guin. Dopo il suo The left hand of darkness, uscito negli Stati Uniti nel 1970, la fantascienza mondiale non fu più la stessa…» 1

La Le Guin utilizza per la  fantascienza il meccanismo dello straniamento, la presa di distanza dalla realtà per poterla vedere meglio. «Tutte le storie della Le Guin sono metafore di un’unica vicenda umana; tutti i pianeti inventati sono il nostro, sotto mentite storie». (Margaret Atwood)

Ursula Le Guin2, che si definisce femminista e anarchica, fin dall’infanzia si è nutrita dei miti e delle storie del padre antropologo. Poi nella sua formazione sono stati determinanti l’incontro con il taoismo e con la psicanalisi del profondo di Jung.
Due titoli costituiscono, a mio avviso, l’apice della sua opera: I reietti dell’altro pianeta e La mano sinistra delle tenebre. Continue reading →

RUBRICA ASTROLOGICA – BILANCIA (parte 1)

BILANCIA

  1. Calvino e la piuma leggera della Bilancia
  2. Donne Bilancia. Ursula Le Guin
  3. Bilancia e politica. Gandhi

«maat3La precisione per gli antichi Egizi era simboleggiata da una piuma che serviva da peso sul piatto della bilancia dove si pesano le anime. Quella piuma leggera aveva nome Maat, dea della bilancia. Il geroglifico di Maat indica anche l’unità di lunghezza, i 33 centimetri del mattone unitario, e anche il tono fondamentale del flauto. Queste notizie provengono da una conferenza di Giorgio de Santillana sulla precisione degli antichi nell’osservare i fenomeni celesti: una conferenza che ascoltai in Italia nel 1963 e che ebbe una profonda influenza su di me. Da quando sono qui ripenso spesso a Santillana, perché fu lui a farmi da guida nel Massachussetts al tempo della mia prima visita in questo paese nel 1960. In memoria della sua amicizia, apro questa conferenza sull’esattezza in letteratura col nome di Maat, dea della bilancia. Tanto più che la Bilancia è il mio segno zodiacale.» (Calvino: Lezioni americane) Così comincia Calvino nelle Lezioni americane l’intervento sull’esattezza. Mi conquista di Calvino la leggerezza con cui fa riferimento al suo segno zodiacale nella stesura di un importante ciclo di conferenze che era stato invitato a tenere in una prestigiosa Università americana. Anche Pesatori1 sottolinea come Calvino sia «un esempio di grande scrittore che non tratta l’astrologico con sospetto». Caso piuttosto raro, direi. E mi conquista anche il suo stile lucido e discorsivo così diverso dalla supponenza di tanti intellettuali che sembrano usare il linguaggio più per affermare la propria superiorità che non per comunicare. E comunicare, come è caratteristica dei segni d’aria, era intento prioritario per Calvino. Pensiamo anche a quello che si proponeva con le Lezioni americane: i valori letterari da salvare e “portare” nel nuovo Millennio. Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità. Sembrano quasi una definizione dei segni d’aria e soprattutto della Bilancia. Continue reading →