Proseguiamo la pubblicazione dei lavori degli alunni dell’Istituto Comprensivo Giovanni Verga di Scordia (Catania), prodotti nell’ambito del progetto “Scrittura e tecnologia” per favorire lo sviluppo della comunicazione, in particolare quella di tipo digitale. Siamo veramente felici di ospitare sul nostro blog i lavori di queste classi, sicuri che sia un incontro arricchente e stimolante per tutti.
I bambini hanno molto da dire, da comunicare e lo fanno in maniera semplice e diretta. Tutto ciò è reso ancor più immediato grazie all’utilizzo della tecnologia, che ormai è diventata irrinunciabile, e così abbiamo la possibilità di lasciarci emozionare dai messaggi di questi bambini che ci stupiscono e ci lasciano senza parole.
Rosalba Granata
Laura Comitogianni
Carissimi amici di Metro-Polis, gli alunni della classe 5 F hanno raccolto “MINNIMINAGGHI”, detti, indovinelli e proverbi siciliani e, con creatività e spontaneità, li hanno illustrati.
Spesso i detti popolari sono perle di saggezza che racchiudono, oltre l’allegoria, significati specifici.
Il siciliano ha una particolarità che lo caratterizza: è un grande miscuglio di saperi, di esperienze e di suoni che sono frutto delle tante dominazioni straniere avute.
Il siciliano è ricco di espressioni linguistiche che vanno dal francese “A MUARRA” (L’armadio), “ABBAJÙ” (abat-jour, lampada da tavolo) allo spagnolo “A SIMANA” (la settimana), dall’arabo “AGGHIU E UOGGIU” (aglio e olio), al greco “I PAPUZZI” ( le scarpe).
Bando alle parole ed ecco il lavoro, che gli alunni hanno intitolato:



Questi primi giorni dopo il mio arrivo si sono susseguiti in maniera lineare e senza troppi sconvolgimenti, la mattina preparo le lezioni e al pomeriggio tengo due corsi d’inglese. Dalle 13 alle 16 seguo bambini dagli 8 agli 11 anni e provo ad insegnargli un inglese basilare, per ora abbiamo fatto l’alfabeto, i numeri e qualche frase semplice come “what’s your name?”, “How old are you?” e così via. Con loro faccio particolarmente fatica dal momento che il mio arabo si limita a “grazie” e “ciao”. Cerco di lavorare principalmente con immagini. Dalle 16 alle 18 invece, provo a fare conversazione e inglese “avanzato” con ragazzini di età compresa fra i 12 e i 14 anni. Saif, 14 anni, spicca immediatamente rispetto agli altri. Non parla benissimo l’inglese ma capisce molto meglio di qualunque altro suo compagno. Mi ha dato l’idea di essere uno di quei ragazzi che in generale s’impegna molto a prescindere da ciò che fa. Quando finiamo le lezioni di gruppo resta sempre un po’ più degli altri e mi chiede di raccontargli della mia città, della mia vita in Italia e di quello che vorrei fare “da grande”. 
È veramente una donna particolare. La sua personalità originale, la sua sensibilità culturale unita al fascino e alla bellezza la portano ad incontrare ed affascinare grandi artisti ed intellettuali. La sua vita appare un romanzo, molti uomini si innamorano di lei follemente. Tra questi Friedrich Nietzsche, che le propone di costruire una piccola comune intellettuale, una specie di “trinità” filosofica con l’amico d’entrambi Paul Rée. Per due anni vissero questa esperienza ma quando Nietzsche le chiese di sposarla ottenne solo un rifiuto che lo fece cadere in una grave crisi depressiva. Sono gli anni in cui scrisse la prima parte del libro Così parlò Zarathustra.
Quando 
