NEL LABIRINTO
Senza tempo
Cerco il mio passo
Sospinta dal soffio di un suono
Attratta da un sogno lontano
Io danzo Continue reading
NEL LABIRINTO
Senza tempo
Cerco il mio passo
Sospinta dal soffio di un suono
Attratta da un sogno lontano
Io danzo Continue reading
Io, Lusa e i quattro ragazzi stavamo spingendo l’auto nel cuore della notte.
Gli altri ridevano, scherzavano e cantavano nel cuore della notte, mentre io ero l’unico a vedere la situazione per come stava: eravamo senza macchina, alle quattro e mezza del mattino a più di un’ora a piedi dalla nostra meta, senza nemmeno un soldo per un taxi.
«Potete fare un po’ di silenzio!» sbottai a un certo punto, seccato.
Tutti mi guardarono stupiti.
Il ragazzo tedesco mi guardò con un sorriso sornione. Poi intonò una nuova canzone nella sua lingua. Dal rossore sempre più acceso delle sue guance e dalla risata facile che lo scuoteva, intuii che le parole del suo canto non dovevano essere adatte alle orecchie di tutti.
Rassegnato all’idea, domandai a Roberto, l’amico di Lusa: «Quanto manca per questo meccanico?» Continue reading

Quello del viaggio è un tema da sempre caro a Metro-Polis; metafora di cambiamento, allegoria del distruggere le categorie preclusive della mente, cifra identitaria del nostro essere insieme e del nostro percorrere un sentiero comune. A ben guardare, infatti, la tematica del viaggio si fa vero e proprio emblema dell’avventura di Metro-Polis: siamo per mare, gettati nella folle e bellissima ricerca di una Polis in cui ognuno di noi possa avere cittadinanza, dove ogni pensare è legittimo, nel cui ventre ogni sentire possiede un’indiscutibile dignità. Un po’ raminghi, noi di Metro-Polis, pellegrini senza fissa dimora perché la nostra casa ce la costruiamo ogni volta, sempre diversa eppure identica. Continue reading
Nel mondo letterario, la triste parabola umana di Oscar Wilde è forse la più emblematica per mostrare come la mediocrità possa annullare il genio.
Wilde è universalmente conosciuto come il brillante commediografo, il dandy animatore dei salotti, il sagace creatore di aforismi e l’affascinante uomo di società. Pochi, tuttavia, conoscono il suo lato più profondo ed autentico, quello che emerse nel carcere di Reading, in cui scontò due anni di lavori forzati per ‘sodomia’, termine orrendo che, in Inghilterra, equivaleva a reato sino al 1967.
Ma, in questo caso, non vogliamo contrapporre la grandezza artistica di Wilde alla miseria umana di colui che ne causò, materialmente, la catastrofe: Alfred Douglas, il giovane amante a causa del quale il brillante scrittore fu condannato ai lavori forzati, non fu altro che il reagente chimico che scatenò una serie di conseguenze funeste. Continue reading
Lesson 8 – Proverb 8

“Speech is silver, silence is gold.”
o anche:
“Speech is silver, silence is golden.”
Lessico:
speech (sostantivo) = discorso, il parlare
is (3a persona del verbo BE essere) = è
silver = argento
silence = silenzio
gold = oro
golden (aggettivo) = dorato, d’oro
Traduzione letterale:
Il parlare è d’argento, il silenzio è d’oro.
Proverbio equivalente in italiano:
“La parola è d’argento, il silenzio è d’oro.” Continue reading
Il mito di Demetra. Lettura astrologica. Le divinità Vergini.
Il 2015 della Vergine
Miti nella letteratura, miti nel tempo. Atena e Ulisse.
Perché i Miti? E soprattutto perché collegati all’Astrologia?
Astrologia e Miti sono uniti dall’antichità. L’uomo guardava il cielo, e lo popolava di dei ed eroi. E oggi? Credo che i Miti risuonino ancora dentro di noi, ci parlino. Raccontarli, comprenderli ci mette a contatto con una parte interiore di noi stessi. E l’Astrologia ci dà una chiave interpretativa, non l’unica, mai definitiva, sempre problematica. Continue reading
Quando, per illustrare una delle nostre iniziative, ci avvaliamo della formula ‹‹in pieno stile Metro-Polis››, facciamo riferimento a un intero immaginario di buone pratiche: intendiamo un incontro realmente partecipato, una serata agita da tutti, in cui il centro è decentrato e nella cui orizzontalità ognuno è protagonista. Ci riferiamo, così, a una modalità del fare cultura in cui crediamo e di cui ci facciamo interpreti: ognuno ha qualcosa da dire, ogni persona ha un contributo da dare perché ognuno di noi è un frammento indispensabile dell’identità di Metro-Polis. Ognuno di noi è Metro-Polis.
Questo tipo di incontro va a braccetto con un’altra fondamentale categoria del pensiero e dell’azione della nostra associazione: la leggerezza. Abbiamo cominciato la nostra avventura, quasi tre anni fa, pensando all’agile salto che Calvino immagina di far fare al poeta-filosofo nel nuovo millennio1: un balzo che poggia sulla solidità della terra da cui prende il volo, un guizzo che vive dell’agilità leggera di chi sa divertirsi con passione. Il divertimento, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è per noi cosa serissima, è chiave di volta del nostro progetto culturale e causa finale di ogni nostro agire.
Tutto questo, in definitiva, raccoglie la dicitura ‹‹in pieno stile Metro-Polis››: ci sono dentro stuzzichini e idee profonde, chiacchiere e impegno civico, seri sorrisi e divertite passioni. Continue reading
ALLE PORTE DELLA FELICITA’
Ci potremmo incontrare
dove la vita
fa ancora battere il cuore,
andarcene un po’ a zonzo
come stranieri in città
giocare coi sensi Continue reading
I LAVORATORI DETENUTI: MARCO
Per raccontare l’esperienza di Fare Impresa in Dozza, riporto l’intervista a due detenuti, Igli e Marco (i nomi delle persone sono di fantasia), che lavorano nell’officina meccanica presente nella Casa Circondariale di Bologna.
Marco
Marco è un bolognese di sessantotto anni che ha lasciato la scuola una volta conseguita la licenza media.
Non avevo voglia di studiare, mio papà mi diceva: se devi soffrire così vai pure a lavorare […] Sono solo e solo rimango, mio padre mi diceva che se campava mio fratello, non nascevo io.
A diciassette anni inizia a lavorare in aziende meccaniche del territorio bolognese e viene assunto anche alla Ducati. Continue reading
«Siamo finalmente in macchina. Ora mi dici dove dobbiamo andare?»
«Santa Maria del Soccorso!» rispose Lusa con tono trionfale.
«Così mi fai cascare le braccia.»
«Con una frase posso far cadere le braccia?»
«No, no, è solo un modo di dire, lascia perdere…» intervenni, vedendo la sua solita espressione di incomprensione.
«Partiamo?»
«Puoi darmi un’indicazione più precisa? Che strada devo prendere? In che direzione devo andare?»
«Qui» rispose, mostrandomi un foglietto.
Sul pezzo di carta era disegnata un’orribile cartina, tracciata a biro, con mano incerta. Le rette, che indicavano le diverse strade, avanzavano tremolanti sul foglio. Accanto a ogni riga, poi, una scrittura nervosa aveva indicato i nomi delle strade. Infine, una grossa freccia indicava un punto ben preciso. Continue reading