di Angelo Errani
Parte I – Normalità e Differenze: ma che cos’è la normalità?
Parte II – Disabili, handicappati, portatori di handicap, in situazione di handicap, diversamente abili. Che cosa stiamo dicendo?
È importante interrogare le parole, siamo infatti portati a pensare che un nome sia la cosa stessa che esso indica, come se una mappa fosse realmente il territorio che essa rappresenta, dimenticando che: «Prive di contesto le parole, come le azioni, non hanno alcun significato». (Bateson, 1972)
Le parole che inconsapevolmente utilizziamo per indicare le persone possono ampliare la distanza che le separa da noi oppure possono sottolinearne l’appartenenza e, quindi, la vicinanza. La lontananza disimpegna: avremo molta più disinvoltura infatti nel trattare le persone che percepiamo come lontane da noi. Continue reading


C’è ancora per i bambini la possibilità di aver la testa fra le nuvole o la preoccupazione degli adulti che i bambini non abbiano mai tempi vuoti e che non perdano tempo rispetto ai coetanei nella gara della vita che li imprigiona in un susseguirsi di esperienze quotidiane senza lasciar spazio alla

Il rito che ogni mattina accoglie i bambini, introducendo la vita quotidiana di tante classi della scuola del nostro e di altri paesi nel mondo, il salutarsi per poi dedicarsi al progettare insieme le ragioni e le modalità del lavoro su cui impegnarsi, costituisce un riferimento confortante nel panorama di profonda crisi e di disorientamento sociale e culturale che comprende ovviamente anche l’impegno educativo verso le nuove generazioni. Una parte della scuola si propone come esperienza di resistenza rispetto alla deriva dei riferimenti di
Le caratteristiche della cultura in cui siamo immersi e la complessità che caratterizza il presente ci fanno comprendere che, per chi sta crescendo, è divenuto ancora più importante rispetto al passato disporre di strumenti culturali che offrano la possibilità di capire e di agire criticamente nella realtà in cui ci è dato di vivere. La contemporaneità ci impone inoltre un’
Così confiniamo nel poetico le narrazioni, l’immane lavoro di documentazione delle generazioni che ci hanno preceduto, tramandato oralmente, con la scrittura, con le immagini, con la musica, con la preghiera: la storia dell’umanità, quella sacra e quella profana, le guerre con vittorie e sconfitte, i fasti delle corti e la vita dei contadini, l’alternarsi delle stagioni, i mestieri, i costumi, le ricchezze e le miserie, le gioie e i dolori, la vita e la morte degli uomini.