SREBRENICA 11 LUGLIO 1995

di Roberta Merighi

 «Noi non sapevamo che cosa stava per succedere. Nessuno ci diceva nulla. Mio padre continuava ad essere ottimista e continuava a credere che i soldati olandesi avrebbero protetto i civili, senza badare al fatto che egli stesso vedeva i Cetnici [così erano chiamati i nazionalisti serbi] all’interno della fabbrica [la base dei caschi blu]. […] Gli olandesi non avevano armi […] e notai che non sembravano più così sicuri come al nostro arrivo alla base. Ciò che veramente mi sorprese fu che essi stessi stavano presso quei sacchi di plastica dove gli uomini erano costretti a svuotare le loro tasche. Siccome camminavo dietro a mio padre Lutvo, vidi quando un soldato olandese lo forzò a lasciare nei sacchi persino il suo berretto. Io pensavo ai soldati olandesi che ci avevano promesso che nulla di brutto ci sarebbe successo, che ci avevano detto di non aver paura perché ci avrebbero protetto. Quando fummo molto vicini ad uno degli autobus parcheggiati, uno dei Cetnici che indossava una uniforme olandese si avvicinò e disse a mio padre: “Tu vecchio seguimi”. Io mi girai e vidi un folto gruppo di uomini che erano già stati separati dagli altri. Mio padre Lutvo fu costretto a raggiungerli. A causa degli olandesi il sogno di mio padre di raggiungere un territorio libero non si avverò». Continue reading →

APERITIVO A TEMA DI LUGLIO – I LUOGHI DELL’ANIMA

di Valentina Bonzagni

Che si parli di un paese visitato che ci ha risvegliato, di un angolo di casa che da bambini era un castello, del profumo di pane, giornali e caramelle di un vecchio negozio di alimentari o di uno scoglio in riva al mare una cosa è certa: ognuno di noi ha almeno un luogo dell’anima. Che esista davvero o sia uno spazio mentale, ognuno sa dove andare a rifugiarsi per pulirsi in pace le sue piume. E raccontarlo è un po’ farsi scoprire, regalare agli altri un piccolo segreto, un sentiero nuovo per conoscersi meglio. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: IL SOLCO – VALÈRIE MANTEAU

di Francesco Colombrita

 

«Posso vedere me stesso nell’inquietudine psicologica di una colomba, ma so che in questo paese gli uomini non toccano le colombe. Le colombe conducono la loro vita fin nel cuore della città, tra le folle umane. Sì, con un po’ di paura, ma con quale libertà.»

Hrant Dink

Edito L’orma editore, 2019, 224 pp

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LA BIBLIOTECA DI BABELE – IL VIAGGIO COME RICERCA DEL SAPERE

di Rosalba Granata
Zenone è il protagonista de
L’opera al nero di Marguerite Yourcenar , libro prescelto per il mese di luglio all’interno del Club del libro di Metro-Polis. Medico, alchimista, filosofo, astrologo, “avventuriero del sapere”, Zenone attraversa l’Europa del Cinquecento, l’Europa dell’intolleranza e delle guerre di religione, spinto dalla ricerca di se stesso, della propria identità e dalla curiosità di conoscenza.

Nel suo destino si alternano fasi di fortuna e a fasi di caduta, la sua natura è quella del diverso, figlio illegittimo, omosessuale, perseguitato, eretico. (altro…)

CINQUE TITOLI IN DOTE: MEDEA – PIER PAOLO PASOLINI

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.

In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.

MEDEA – PIER PAOLO PASOLINI

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APPETIZER BOOKS: UNA PICCOLA MORTE – MOHAMED HASAN ALWAN

di Francesco Colombrita

«L’utero era la nostra Patria. Nascendo siamo andati in esilio»

IBN ‘ARABI

Edito E/O, 2019, 560 pp

Nacque a Murcia, in Spagna, nel XII secolo, un bambino destinato a lasciare un segno nella storia dell’Islam, e non solo. Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi è uno di quei pensatori la cui penna ha squarciato limiti di tempo e spazio per depositare i germogli delle sue opere nelle menti di molti intellettuali dei tempi a venire.

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A GRAZ

di Ottorino Tonelli

«Fu un viaggio di nessuna difficoltà materiale, senza mari o frontiere da superare, attraverso regioni poco accidentate anche se deserte per collocazione geografica. Restarono a casa loro, Mercier e Camier, ebbero questa inestimabile occasione. Non dovettero cimentarsi, con maggiore o minor fortuna, con modi di vita stranieri, con una lingua, un codice, un clima e una cucina bizzarri, in ambienti che avessero, dal punto di vista della somiglianza, un sia pur minimo rapporto con quello a cui l’infanzia prima e l’età matura poi li avevano abituati. Il clima, anche se a volte inclemente (ma c’erano avvezzi), non superò mai i limiti del temperato, vale a dire di ciò che un uomo del loro paese, convenientemente vestito e calzato, può sopportare».

(S. Beckett, Mercier e Camier)

«Me ne mancano due, poi me le sono fatte tutte le capitali europee», mi disse Tizio con rammarico e con l’intento di raggiungere l’obiettivo: se San Pietroburgo, Leningrado, Pietroburgo o Mosca, Torino, Firenze o Roma… vai a sapere cosa gli mancava. Continue reading →

IN VIAGGIO – ULISSE OLTRE I LIMITI

di Rosalba Granata

Anonimo fiorentino, Il naufragio della nave di Ulisse, fine 1300 circa.

Pietà. Disprezzo. Indignazione. Rispetto. Sono diversi i sentimenti che prova Dante negli incontri con i dannati.
Per esempio nei confronti degli ignavi mostra assoluta ripugnanza mentre si sente coinvolto fino alle lacrime dal discorso di Francesca. Quando si trova davanti alla fiamma che racchiude Ulisse in Dante prevalgono curiosità e interesse uniti a rispetto. Si ferma davanti a lui e, attraverso Virgilio, gli chiede della sua ultima avventura.

Ulisse inizia a parlare e il suo discorso ci tocca profondamente.

Nemmeno gli affetti più cari per il figlio Telemaco, per la moglie, Penelope, per il vecchio padre riuscirono a tenerlo ad Itaca. Il desiderio di conoscere lo spinse ancora una volta per l’alto mare aperto.

Né dolcezza di figlio, né la pièta
del vecchio padre, né il debito amore
lo qual dovea Penelopé far lieta,
vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto,
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l’alto mare aperto
(Inferno, Canto XXVI) Continue reading →

LA BIBLIOTECA DI BABELE – EXIT WEST DI MOHSIN HAMID

di Il club del libro

A giugno la Biblioteca di Babele, il club del libro targato Metro-Polis, ha continuato il percorso all’interno dell’istanza del viaggio dedicando l’incontro a Exit West, di Mohsin Hamid. Il tema è quello della migrazione, affrontato con un piglio decisamente originale.

In un mondo molto simile al nostro, che difficilmente potremmo mancare di riconoscere, si verifica un fenomeno piuttosto strano. Alcune porte, dicono, iniziarono a mutare, trasformandosi e divenendo passaggi per altri luoghi del pianeta: Continue reading →

15 MINUTI CON METRO-POLIS: SORRISO

di Simone Romano

Il percorso partecipato di Metro-Polis è iniziato con Valentina che ha adottato la parola “finestra” per descrivere la caratteristica di completa apertura della nostra associazione verso il mondo e verso altre realtà, è continuato con Patrizia che ha adottato la parola “ponte” che, insieme a “rete”, è una delle metafore che guidano l’azione di Metro-Polis, e allo scorso aperitivo ha visto la tappa di Beatrice con la parola “bicicletta”, che come oggetto e simbolo ha attraversato tutta la storia della nostra associazione.

Io ho scelto la parola “sorriso” per descrivere Metro-Polis, perché mi è venuto in mente che tre anni fa, in occasione di uno degli incontri ad hoc del percorso partecipato, “ “sorriso” è stata una delle parole scelte per descrivere Metro-Polis, accostata ad altre parole come per esempio “accoglienza”. Continue reading →