di Lauro Serra
Al riparo incerto
del balcone in fiore
coltivo le mie ansie
e accatasto i giorni.
di Lauro Serra
Al riparo incerto
del balcone in fiore
coltivo le mie ansie
e accatasto i giorni.
di Rosalba Granata
«La Fantascienza è la fiaba del nostro tempo. Avvicinabile alla fioritura letteraria del romanzo cavalleresco del passato»(1).
Tanto tempo fa
in una Galassia lontana lontana…
La gigantesca scritta di un giallo intenso scorre verso l’alto sullo schermo e ci informa sulla guerra civile che si sta combattendo nella Galassia. Una musica fortissima ci avvolge.
Inizia l’avventura di Luke. È giovanissimo, vive in un pianeta desolato e si nutre di sogni eroici. E proprio a lui arriva, come avviene nei miti, la chiamata. Viene iniziato ai segreti della Forza, diviene un Cavalierie Jedi . Con la spada laser del padre, che non ha mai conosciuto, inizia a combattere (accanto alla principessa Leila, che guida la resistenza, e a Han Solo, un simpatico avventuriero) per salvare la Galassia dal pericolo del malvagio imperatore a capo delle forze oscure del Male. Continue reading
di Francesco Colombrita

I sogni in queste notti stanno altrove,
me lo dice la strada che percorro.
Le palpebre pesanti sono prove
al risveglio, del sonno che rincorro.

Per entrare a far parte di Metro-Polis non si richiede alcuna appartenenza politica o confessione religiosa, così come non è richiesta nessuna adesione a correnti di pensiero o credo ideologici.
L’unico invito che rivolgiamo a chi vuol diventare nostro socio, è quello di portarci in dono cinque titoli: possono essere titoli di libri, di film, di articoli di giornali, di canzoni, di poesie, di telefilm, di interviste, etc… L’importante è che questi titoli riflettano l’identità di chi li porta con sé in dote, in modo da poter costruire insieme l’identità collettiva di Metro-Polis.
In questa rubrica potrete trovare, mese per mese, i Titoli in Dote che i nostri soci hanno deciso di condividere.
di Francesco Colombrita

Vedo dalla finestra il giallo, l’ocra
il bianco panna il rosso del mattone
e dei palazzi pure l’arancione
oltre al blu là in alto, veste sacra,
di Mattia Macchiavelli

BOLOGNA, 25/04/2020
DIARIO DI BORDO N°14
La prima cosa che ho visto, aprendo gli occhi questa mattina, è stato il video degli Oblivion dal titolo Quando c’era lui, impregnato dell’ironia potente che contraddistingue la proposta artistica di uno dei gruppi più geniali di sempre. E, subito dopo, un messaggio di Patrizia, che conteneva le parole potenti di Elvio Fassone: «“Oh bella, ciao!” Noi diciamo “ciao” a tutti quelli che credono e hanno creduto in qualche cosa di grande, e per questa cosa sono stati disposti al sacrificio. Diciamo “ciao” ai pochi che sono ancora fra noi, e ai tanti che ci hanno lasciati. Continue reading
di Patrizia Arcesilai e Milena Boldini
Anche quest’anno volevamo incontrarci a Metro-Polis per ricordare il 25 aprile e festeggiare insieme la Resistenza. Ma nella nostra vita ha fatto irruzione il virus: un evento dirompente e improvviso, e le nostre esistenze ne sono state travolte.

Siamo entrati in un tempo sconosciuto, inaspettato, nuovo, in cui si alternano, da un’ora all’altra, molteplici emozioni: paura, spaesamento, incertezza… Ci siamo trovati immersi e avvolti da un silenzio pieno: pieno di domande, a fare i conti con la nostra precarietà, con la vita, con la morte.
di Rosalba Granata

Goya: Il sonno della ragione genera mostri.
«Quando alcuni di questi penitenti vennero a Liegi, tutti corsero con grande meraviglia a vederli compiere le loro flagellazioni […] così in tanti vi presero esempio, che chiunque voleva imitarli in segno di devozione; ma alla fine, tanto si diffuse questo comportamento che tutte le città erano piene di questi penitenti, che si facevano chiamare flagellanti […].
Quando si vide che questa mortalità e pestilenza non cessava per quanta penitenza si facesse, sorse una voce che diceva che questa mortalità veniva dagli ebrei e che gli ebrei avevano gettato veleni nei pozzi e nelle fontane in tutto il mondo» Continue reading
di Patrizia Fiocchi
Geoffrey Chaucer e The Canterbury Tales

Geoffrey Chaucer (1340-1400), viene spesso definito «il padre della poesia inglese» poiché fu il primo appunto a usare l’inglese, la lingua del popolo (a quei tempi alla Corte si parlava il francese). Nacque a Londra intorno al 1340, figlio di un ricco mercante di vino, e per la maggior parte della vita fu legato alla Corte inglese. Combatté in Francia nella Guerra dei Cent’Anni, e sposò poi Philippa, una dama della Regina. Si legò sempre di più alla ricca famiglia dei Duchi di Lancaster e scrisse un famoso poema sulla morte della Duchessa. Nel 1372 visitò l’Italia, dove venne in contatto con le opere di Petrarca, Dante e Boccaccio. Dante gli diede l’idea di utilizzare la lingua del popolo anziché quella dei colti, e il Decamerone di Boccaccio quella di un’opera strutturata in racconti di diversi personaggi, uniti da una cornice comune. Continue reading
Nasce una nuova rubrica sul blog di Metro-Polis, uno spazio per tutte le lettrici e per tutti i lettori che desiderano condividere con noi alcuni pensieri: Cara Metro-Polis, ti scrivo. Un modo per sentirci ed essere più vicini e una cornice all’interno della quale pubblicheremo messaggi o email che arriveranno in redazione. Se desiderate scriverci, potete farlo all’indirizzo redazioneblog@metropolisbologna.it!
Email di Angelo Errani del 08/04/2020
Chiudendo le scuole, si spegne anche l’educazione? Stimolato da una richiesta di Rosalba, è questa la domanda che mi sono trovato nei pensieri. Ho cercato una prima risposta nel dedicarmi alla scrittura di una fiaba che potesse provare a incontrare le immagini che in questi giorni transitano nei pensieri dei bambini: La strega cattiva e la fata Mnemosina.
Ma, come sempre succede, l’instabilità che proviamo facendo un primo passo, inevitabilmente ci suggerisce di effettuarne un secondo e, così, nascono alcune, anche se confuse, riflessioni su fiabe ed educazione. Continue reading