EMOZIONI E SENTIMENTI: LA RISORSA DEL SIMBOLICO

di Angelo Errani

Una comunicazione aperta a più possibilità, il narrare o rappresentare con immagini, una comunicazione che consenta di trasferire significati, di interrogarsi e far riflettere senza costringere a svelare una difficoltà non ancora superata, costituisce un mediatore che accompagna la nostra storia fin dalle origini.

I racconti mitologici, le fiabe, i romanzi, i suoni, le immagini non si limitano all’incuriosire e a divertire, ma ricoprono da sempre anche una fondamentale funzione educativa.

La Repubblica ateniese curava, fin dal quinto secolo avanti Cristo, la messa in scena di opere teatrali e, offrendole gratuitamente, ne promuoveva la partecipazione dei cittadini.

«Tragedia è mimesi di un’azione seria e compiuta in se stessa la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare l’animo da siffatte passioni».(1) Continue reading

GIORNALI SCADUTI – E SE TORNASSIMO A PARLARE DI MAFIA?

di Rosalba Granata

Vorrei partire da un articolo di Guglielmo Pepe Paradosso mafia uscito nell’aprile 1993 su La Repubblica. Si tratta della recensione di un libro di Nando Dalla Chiesa.

Ricordiamo che il 1992 era stato l’anno delle stragi mafiose. Anno in cui Cosa Nostra uccise Falcone e Borsellino, i simboli della lotta alla mafia, e con loro gli uomini della scorta. Fatti tremendi e oscuri che hanno lasciato una ferita profonda.

Nel 1993 sembrava si potesse intravedere una luce di speranza. Stava succedendo qualcosa di imprevisto. Cresceva il rifiuto e il disgusto verso la mafia e una rivolta morale prendeva corpo nella società civile. Stava emergendo qualcosa di nuovo, un nuovo impegno politico, nuovi movimenti , si avvertiva «il desiderio di buttare a mare per sempre questo regime».

È in questo anno che esce il libro di Nando Dalla Chiesa, Milano-Palermo. La Nuova Resistenza.

Palermo: capitale di mafia e antimafia. Milano: capitale del crollo partitocratico sotto i colpi degli scandali rivelati dall’inchiesta di Mani pulite. Continue reading

GIORNALI SCADUTI – FESTA DELLA LIBERAZIONE

di Rosalba Granata

Tra i Giornali scaduti ho ritrovato un paginone de l’Unità per la commemorazione del 25 aprile del 2008.

In quell’anno, dieci anni fa, si erano appena tenute le elezioni ed erano state vinte da Silvio Berlusconi e dai suoi alleati, Gianfranco Fini e la Lega di Umberto Bossi, che si preparavano a formare il governo. E subito era ripartito l’attacco al 25 aprile.

L’analisi è di Bruno Gravagnuolo che sottolinea come sia il sogno della destra abolire Resistenza e Antifascismo.

Dagli anni ’90 si è infatti affermato un ceto politico estraneo e ostile all’antifascismo che non solo mostra fastidio per esso, ma si dedica a spiantarlo. Gli esempi sono molti e li troviamo in dichiarazioni e atti concreti. Berlusconi ha giudicato «sovietica» la Costituzione e ha definito «villeggiatura» il confino fascista. Inoltre non ha mai partecipato, neppure da Presidente del Consiglio, alle celebrazioni del 25 aprile. Maurizio Gasparri addirittura ha presentato la proposta di abolire la festa della Liberazione. Sono solo esempi dell’incessante campagna “anti-antifascista” che tenta di svuotare di significato etico-politico la Resistenza, vero antecedente della nostra Costituzione repubblicana, e riscrivere la memoria italiana con l’intento, afferma Gravagnuolo, di rimodellare le istituzioni. Continue reading

AMARCORD – IL CASO MORO

di Danila Faenza

Quando la redazione di Metro-Polis mi ha chiesto di scrivere un articolo sul quarantennale del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro ho accettato subito per empatia, per il piacere di scrivere e perché, frequentando giovani per lavoro, mi rendo conto di quanto le generazioni successive alla mia siano davvero povere di memoria storica. E, con questo termine, mi riferisco non solo alle negligenze della scuola (spesso chiamata in causa a sproposito), ma a quella “memoria” acquisita che si crea col dialogo in famiglia, attraverso il ricordo che scatta commentando un fatto di cronaca, guardando un film, chiacchierando col nonno o con la zia.

E allora mi sono resa conto di quanto sia difficile comunicare efficacemente un evento storico che, per molti di noi, fu traumatico nonostante – e sottolineo nonostante – il clima.

Ci provo, consapevole di entrare in una macchina del tempo che, per molti aspetti, ci riporta in un altro mondo: diciamo che a parte la nebbia in Val Padana, il gossip su Al Bano e Romina e le invettive contro il governo (qualsiasi esso sia) era tutto diverso. Continue reading

GIORNALI SCADUTI – MARZO 1977 A BOLOGNA

Siamo alla fine del 2017. Ormai quarant’anni sono passati dal 1977, eppure per molti ricordare significa ancora riaprire ferite e fallimenti.

Agli inizi del 1977 si era presentato sulla scena delle Università italiane un movimento assolutamente inaspettato che in breve tempo aveva assunto caratteristiche di massa. Se a Roma e Milano aveva mostrato sin dall’inizio caratteri di scontro violento, a Bologna era attiva soprattutto un’ala creativa, allegra e dissacrante. C’era in città un grande fermento. La musica, il Dams, i fumetti di Andrea Pazienza, le radio libere tra le quali Radio Alice, con il suo linguaggio bizzarro, gioiosa e disordinata, voce e specchio del movimento.

Ma un avvenimento cambiò tutto. L’11 marzo viene ucciso lo studente di Lotta Continua Francesco Lorusso, colpito, durante un tafferuglio tra gli studenti del movimento e Comunione e Liberazione, da un carabiniere che sparò ad altezza d’uomo. La situazione precipitò. (1) Continue reading

GIORNALI SCADUTI – CIBO E POLITICA

GIORNALI SCADUTI(1)

Il cibo non è mai stato così di moda” affermava Serra nel 2013(2). E la situazione si è accentuata in questi ultimi anni. Molti i programmi televisivi, prove del cuoco, consigli di chef, gare di cucina.
Per non parlare, e Bologna è sicuramente in prima fila, dell’apertura di sempre nuovi locali, fiere del cioccolato, sfogline… E il 15 Novembre apre FICO.

L’articolo di Michele Serra era dedicato all’uscita del libro: Cibo e Libertà. Slow food. Storie di gastronomia per la liberazione. Un titolo orgogliosamente politico questo di Carlo Petrini. E infatti il suo impegno è sempre stato vivo, caratterizzato dalla volontà di liberare il cibo dalla sua “alienazione”, di restituirgli umanità, significato, socialità e anche dall’impegno in battaglie a favore della biodiversità e dei diritti dei contadini contro l’agricoltura dominata dalla speculazione finanziaria. Molte sono le organizzazioni da lui fondate: Arci gola, Slow food, Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Terra madre. Continue reading

ROSSO ALGARVE

Il rosso viene comunemente considerato il colore della passione, che sia quella iraconda suscitata dal dio Marte o quella ardente ed emotiva stimolata dalla divinità protettrice dell’amore, il dio Eros. Questo colore ci parla sempre di qualcosa d’irrazionale e distante dai ragionamenti logico-deduttivi con i quali tendiamo ad orientare le nostre vite. Con l’avvento delle grandi ideologie il rosso è stato poi attribuito al comunismo. Un rosso che non potrebbe essere più diverso dal rosso che s’incontra in Algarve. Questo perché, come la maggior parte dei colori, il rosso che dipinge i contorni mediterranei della penisola Lusitana è un rosso ricco di sfumature e ombre. Non è un colore univoco, è qualcosa che si avvicina di più alla luce, ai riflessi di un vetro di murano con gradazioni sgargianti talmente brillanti che non è possibile soffermarvi sopra lo sguardo troppo a lungo. Allo stesso tempo però, altre volte assume tonalità vaghe come se si stesse vivendo un ricordo non del tutto ben definito. Infatti il Portogallo è un paese che vive nel passato, nonostante l’invito del Dottor Cardoso al titubante Pereira(1) di smettere di frequentare il passato ma di cominciare a frequentare il futuro, si tratta di un paese che, come canta Daniele Silvestri, “resiste alla furba ammaliazione del progresso”. Forse, ha semplicemente capito che questa modernità non è sempre sinonimo di benessere o di immediata felicità e che, al contrario, senza gli strumenti e le giuste precauzioni, rischia di fare più male che bene.  

Dopo la crisi economica del 2008 il Portogallo era un paese in ginocchio e tuttora i livelli salariali portoghesi sono fra i più bassi d’Europa: la ripresa e la tanto decantata “crescita” sembrano ancora un miraggio. Ciononostante, non penso di aver mai incontrato una disponibilità e un’accoglienza tale come nella cultura portoghese. Continue reading

I GIORNALI SCADUTI – IL TEMPO DELLA SEMINA/IL TEMPO DEL RACCOLTO

PREMESSA

Riordino ritagli. Mille frammenti di articoli, immagini che ho accumulato. La motivazione era sempre che mi potevano essere “utili”… La scuola, i ragazzi, nuovi spunti da utilizzare. Una mostra sui futuristi, un articolo su cinema, letteratura e cibo, un personaggio che veniva “celebrato”, da Obama a Berlinguer, da Pertini a Jobs… e poi un avvenimento di attualità, magari una catastrofe naturale o uno scandalo, la fame nel mondo, l’elogio della gentilezza e della mitezza, della democrazia, i diritti, un commento di Rodotà, e poi don Ciotti o Pertini che “fanno più politica dell’intero gruppo dirigente PD… e gli articoli, le immagini si accumulavano una sull’altra… Il senso della storia, la strumentalizzazione della storia, le memorie della Resistenza… Sì, questo lo devo assolutamente utilizzare domani in classe… E poi venivano ricoperti da altri articoli, appunti, progetti, verifiche su Foscolo con o senza crocette… fogli, fogli che si accumulavano. Che mi sembravano essenziali, e poi… dimenticavo.

E poi ho cercato di  mettere ordine. Butto, poco, rileggo, tanto. Continue reading

ANCHE QUESTO È RESISTERE

Il confine tra la celebrazione di una ricorrenza e la sua commemorazione retorica è alle volte sottile, spesso flebile. Ci si muove sempre su di un crinale insidioso, in cui da un lato vi è il precipizio della stucchevolezza, mentre dall’altro si apre la vasta e sterile prateria degli automatismi sociali. Metro-Polis si è voluta mantenere alla larga da queste insidie ma non ha rinunciato a dedicare uno dei propri Aperitivi a Tema alla Liberazione e alla Resistenza, convinta dell’eterno presente in cui vivono le istanze celate dietro a questi termini.
Come si legge nell’articolo introduttivo, scritto per questo blog da Beatrice Collina, abbiamo voluto realizzare una «serata evocativa e al tempo stesso divertente […] attraverso parole e suoni», resa possibile dall’alternarsi di letture di autori sia italiani che stranieri, di canti partigiani, di immagini e di video. L’impegno e la leggerezza, ancora una volta, sono stati i paradigmi che hanno ispirato l’azione di Metro-Polis, nella convinzione che solo attraverso una condivisione conviviale e divertita si possa giungere alla comprensione piena di eventi anche drammatici; si possa arrivare a carpire idee e situazioni complesse, sentendole e abitandole intimamente. Molte sono le chiavi di accesso possibili ai temi che trattiamo, ma la nostra è peculiare, eterodossa se vogliamo, consapevolmente differente rispetto ai canoni culturali messi in essere dalla realtà che ci circonda. Continue reading

DIARI DI PALESTINA

1. La strada racconta

2. Un’altra goccia d’acqua

3. I bambini palestinesi stanno piangendo

4. Dato per scontato

5. Capaci di stupore

Partire non è mai facile. Lasciare la propria casa, le persone che si conoscono da sempre e i luoghi in cui si è cresciuti, è un gesto coraggioso. Ma nella vita bisogna avere coraggio, bisogna essere capaci di correre dei rischi altrimenti non ci sarebbero storie incredibili da raccontare e bellissimi libri di avventure da leggere. Quando poi si decide di essere abbastanza coraggiosi per partire è altrettanto necessario ritrovarsi capaci di stupore. Lasciarsi sorprendere, stupirsi, perché solo in questo modo si è in grado di imparare qualcosa di più dal luogo in cui si è ospiti. Non si può sapere tutto, c’è sempre un margine d’imprevedibilità che è comunque bene mettere in conto. Allo stesso modo è fondamentale lasciare da parte quell’inevitabile etnocentrismo che noi occidentali ci portiamo sempre dietro come la nostra ombra. Continue reading