APPETIZER BOOKS: L’OSTINATO SCORRERE DEL TEMPO – JUSTIN GO

 

Edito da Einaudi, 2015, pp 563

Trascinare il lettore verso una corsa contro il tempo è una delle prerogative di ogni scrittore d’azione o poliziesco. Farlo però sul doppio binario del presente e di un passato che permea l’alba del secolo breve, è un’operazione che vale almeno il titolo di originale: Justin Go, giovane scrittore che ha lasciato il lavoro negli Usa per trasferirsi a Berlino a scrivere il suo primo romanzo, da questa sfida è uscito vincente. Il suo best seller presenta tutti gli elementi necessari a strizzare l’occhio al lettore curioso tanto da rischiare di scivolare nel banale, senza mai però cadere in questa trappola. Il giovane Mr Campbell, fresco di studi ed emergente da un tessuto sociale disagiato, riceve una inaspettata comunicazione da un studio legale di Londra e da lì le cose cominciano a farsi strane. Continue reading →

ASTRI E ARTE – IL SETTECENTO E LA BILANCIA: WATTEAU-BOUCHER

I Piaceri del Ballo (1717 circa) Dulwick College of London . Tela cm 53 x 66
Il quadro ha riscosso un enorme successo nel Settecento e nell’Ottocento. L’apprezzamento dei pittori inglesi per la tela di Watteau è sintetizzato dal giudizio di Constable, che definiva il dipinto eseguito “col miele, tanto è fuso, tenero, dolce e delizioso”. Il quadro è ricco di personaggi. Al centro una coppia di danzatori. Con attorno una folla di spettatori, personaggi elegantissimi colti nei più svariati atteggiamenti. In secondo piano l’orchestra rallegra la spensierata compagnia. In fondo a sinistra spunta dalla folla un personaggio familiare: è Pierrot, o Gilles, la maschera della Commedia dell’Arte molto cara a Watteau e dipinta da lui più volte. Questo dipinto “racconta” tante storie ed illustra efficacemente le caratteristiche delle “feste galanti” del pittore francese.

La Bilancia, che ha Venere in domicilio,  mi sembra rappresentare molto bene una parte del Settecento, quello della società delle belle maniere, della vita galante e festosa della nobiltà. Ultimi bagliori di un mondo al tramonto che sarà travolto dalle grandi rivoluzioni di fine secolo.

Due pittori illustrano con varie sfumature quel mondo. Il primo è Watteau che ha Sole e Giove in Bilancia e Venere e Saturno in Vergine. Barbault1 lo definisce Venusiano-Saturniano. È infatti riservato e solitario e la sua pittura, pur rappresentando momenti  festosi, riesce a far emergere una vena di tristezza. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: DELL’AMORE E DI ALTRI DEMONI – GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Edito da Mondadori, 2014, pp.130

Una chioma rossa spuntava dal terreno, tra le pietre e i calcinacci della demolizione del convento di Santa Clara. Ad osservare questo demoniaco miracolo un giovane reporter guardingo, che non dimenticherà mai le ultime vestigia di una suora scomparsa dalla storia, e la sua lapide, incisa da mani sapienti, indicante il nome di questo spettro: Sierva Maria de Todos los Angels. Molti anni dopo, almeno cento e solitari si direbbe, la memoria dello scrittore riaffiora e si fa lucida al punto da ricreare tra immaginario e visione la storia che riemergendo dalla polvere pretendeva di essere raccontata. “La bambina, figlia di un nobile e di una plebea, ebbe un’infanzia da orfana. La madre la odiò fin dal momento in cui l’allattò per l’unica volta, e rifiutò di tenerla con sé, per timore di ucciderla”. Continue reading →

ASTRI E ARTE – VERGINE. L’ELEGANTE PRECISIONE DI BURNE-JONES

LA SCALA D’ORO. Olio su tela 269 per 116. Londra, Tate. Diciotto giovani donne con abiti lunghi drappeggiati scendono una scala a spirale. Hanno in mano strumenti musicali. Il formato verticale e stretto è caratteristico di altre opere di Burne-Jones, come per esempio l’annunciazione

Ho scelto il pre-raffaellita Burne-Jones per rappresentare il segno della Vergine. Non erano molte le possibilità che mi si presentavano e non avevo le indicazioni di astrologi famosi che spesso utilizzo.
Nella personalità e nell’arte di questo pittore, con il Sole in Vergine, ho individuato alcune caratteristiche che possono ben rappresentare il segno.
Già dall’infanzia si caratterizza come alunno ordinato e disciplinato, e dal suo epistolario appare un certo malizioso umorismo spesso presente in questo segno mercuriano.
Ma soprattutto la sua produzione artistica è caratterizzata da una spiccata precisione e attenzione ai dettagli.
È stato probabilmente il pittore tecnicamente più dotato fra i pre-raffaelliti.(1) Continue reading →

APPETIZER BOOKS: LE NOSTRE ANIME DI NOTTE – KENT HARUF

Edito da NNE, 2017, pp. 171

Ci sono membri degli USA che si scordano spesso, lande più o meno desolate, dalla fama sottile ed evanescente. Là, in mezzo alla mappa, riposano insolitamente squadrati. A ovest del Kansas sta uno di questi, scampato al tornado di Oz: il Colorado. Palcoscenico sospeso tra la finzione e il reale, qui si trova Holt, cittadina protagonista di comunissime avventure. Quelle non dette e sussurrate perché sfuggono alla morale, perché scivolano di soppiatto da sotto le porte e corrono via, a nascondersi lontano. Si incontrano per caso storie inconciliabili, che iniziano là dove solitamente finisce la vita di cui si parla. Tutto nasce da una telefonata inattesa, da una proposta sconcertante, dal desiderio di due anime di trovare un faro nella notte, uno scoglio nel mare della vita. Continue reading →

MAROCCO: 3000KM INDIETRO NEL TEMPO

29 Luglio. 5.30 del mattino. Aeroporto di Marrakech.
Ad attenderci dovrebbe esserci Alì. Un simpatico marocchino che abbiamo contattato via web. Parla perfettamente italiano. Al telefono, durante le varie occasioni in cui ci siamo sentiti negli ultimi giorni, era gentilissimo e disponibilissimo. Non ha voluto neanche un euro di anticipo. E dovrebbe essere la nostra guida per i primi 900km di questo viaggio. Ci accompagnerà nel deserto del M’Hamid, vicino a Zagora.

Non ci era (quasi) mai balenata in testa l’idea che ci stesse fregando. O che non si sarebbe mai presentato fuori dall’aeroporto con il cartello “Matteo Busà”, come avevamo accordato.
Eppure erano le 5.30, noi eravamo atterrati da ormai un’ora. E di Alì neanche l’ombra. Di cartelli neppure. Lo sguardo fisso all’orizzonte. Il cuore che sobbalza ogni volta che una Jeep sbuca dalla curva. Ma niente di niente. Si fanno le 7.30. Ormai sono quasi tre ore che chiamiamo Alì al telefono e non riceviamo risposta. Basta. È giunto il momento di prendere atto del fatto che il Marocco ci ha dato il suo benvenuto. Siamo rimasti a spasso. Andiamo in centro a Marrakech con un bus e vediamo di trovare un’alternativa. Prima però è d’obbligo un selfie. Noi quattro e il salame che Alì ci aveva chiesto di portargli dall’Italia come regalo. Lo inviamo via WhatsApp alla nostra guida, con la didascalia “Che delusione. Non ci si comporta così!”. Che si senta in colpa, almeno!

La Piazza Jamaa el- Fna, la famosissima Piazza di Marrakech, alle 8.30 ancora dorme. Passano solo alcune macchine e qualche asino. Ci sediamo nell’unico bar aperto. E facciamo la nostra prima colazione marocchina, a base di caffè, succo d’arancia, pane e omelette. 1,50€ a testa.
Cosa facciamo ora in questi due giorni in cui avremmo dovuto essere nel deserto? Riusciremo a organizzare una cosa uguale con un’altra agenzia nel giro di un’oretta? Ci attacchiamo al primo WiFi e… 8 chiamate senza risposta su WhatsApp da parte di Alì. Lo chiamiamo al volo. Appena risponde inizia a urlare. “Scusate, scusate, scusate! Perdonatemi! Sono davvero senza parole. Sono mortificato!”. Veniamo travolti dal suo evidente dispiacere. Il suo assistente, che doveva venirci a prendere, aveva capito male l’orario di arrivo. Ed era ora in aeroporto ad aspettarci. Tutto è bene quel che finisce bene. Noi nel giro di qualche istante ritroviamo l’entusiasmo, che si era leggermente ammosciato a causa di questa partenza in salita. Ci gustiamo la nostra colazione come si deve. Ed intanto la nostra auto arriva a prenderci. Si parte! Il deserto è a 450km di distanza. Ci aspetta un lungo viaggio! Continue reading →

APPETIZER BOOKS: IL MAGO DI OZ – FRANK BAUM

Edito da Einaudi, 2016, pp. 222

Una bimba curiosa e stranita, stanca e abbattuta, passeggiava con fare guardingo quando colse la sagoma di tre strani signori. “Portavano cappelli a cono molto allungati, con campanellini intorno alla tesa che tintinnavano gaiamente ad ogni movimento”, tutti ricoperti di blu, vestiti e cappello, della stessa sfumatura del cielo al tramonto. Erano loro i ghiottoni, abitanti del regno dell’Est, in cui Dorothy era, suo malgrado, atterrata.
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ASTRI E ARTE – LEONE. ANDY WARHOL: DIVO TRA I DIVI

Andy Warhol “divo tra i divi”1

Nel Leone “L’io si erge possente e regale alla luce, a fronte alta, sicuro di sé e della propria forza.”

Apro con questa efficacissima definizione di Marco Pesatori che richiama le caratteristiche essenziali del Leone: la potenza dell’io, la luce calda del sole al culmine dell’estate, il potere regale del magnifico re della foresta.

Nelle puntate precedenti di Astri e Arte sono stata decisamente soddisfatta delle scelte: la passione dei colori intensi di Van Gogh per l’Ariete, la visione del reale di Courbet per il Toro e quella fiabesca di Chagall per il Cancro, la deliziosa leggerezza di Daufy per i Gemelli.

Per il Leone ho faticato molto per trovare un pittore che richiamasse le caratteristiche del segno. La scelta si è poi fermata, pur con qualche perplessità, su Andy Warhol. Continue reading →

APPETIZER BOOKS: LA CASA DEGLI SPIRITI – ISABEL ALLENDE

Edito da Feltrinelli, 2016, pp. 364

La sorte deve essersi divertita non poco ad intrecciare i fili di questa matassa che ci troviamo a districare. Saltano fuori nuovi capi ad ogni movimento e pare proprio che non vi sia un inizio né una fine. Personaggi ostinatamente evanescenti la fanno da padrone, circondando i protagonisti nella Casa dell’angolo, generando quegli scricchiolii che perdureranno ben oltre la fine di queste pagine. Altri ancora invece stanno ancorati laggiù alle Tre Marie, nella tenuta dei malaugurati Trueba, canne al vento in balia del padrone di turno e delle sue angherie. Continue reading →

MIRÒ! SOGNO E COLORE

L’occasione per conoscere Joan Mirò ci viene data dalla mostra allestita a Palazzo Albergati.

Sono esposte a Bologna, dall’11 aprile al 17 settembre 2017, 130 Opere tra cui 100 olii che raccontano la storia del grande artista catalano, storia che si intreccia con quella dell’isola di Maiorca dove Miró visse dal 1956 fino alla morte nel 1983.

Joan Mirò nasce a Barcellona nel 1893.

Il confronto tra la sua opera e la sua vita lascia in un primo momento sconcertati. Ci meraviglia il contrasto tra la tensione emotiva, la passione, la forza che traspare dalle sue opere e la sua biografia che ci parla di un uomo “metodico” direi misurato, di temperamento romantico, taciturno, riflessivo, ben lontano dallo stereotipo dell’artista maledetto che potremmo pensare stia dietro a un suo quadro o a una sua scultura.

“Effettivamente la sua giornata era scadenzata come un orologio svizzero. La mattina si alzava presto e lavorava in studio. Uno studio lindo e perfettamente ordinato come una sala chirurgica. La giornata proseguiva sempre uguale seguendo ritmi e abitudini ripetitive che risalivano a quando da ragazzo era costretto a tenere i conti per un ufficio nel centro storico di Barcellona, dove era nato. Il suo bisogno di ordine, rigore, disciplina lo costringevano alla fine della giornata di lavoro a rassettare tutto perfettamente, a lavare pennelli, chiudere i barattoli di vernice, pulire tutto…”

Sono le parole del nipote, Joan Punyet Miró, figlio della sua unica figlia. Continue reading →